Oggi è veramente il giorno giusto. Intanto domani il Primorski non esce, per cui ho un giorno di riposo e non mi tocca scrivere la rubrica, e in più oggi sono successe tantissime cose che, devo confessare, mi hanno inchiodato sulla poltrona dalla tenera ora delle 3 e mezza del mattino in poi (non preoccupatevi, ho lo stesso trovato il tempo per dormire, sacrificando - ?? – la Formula Uno – fra l’altro, chi ha vinto?), per cui potrei scrivere e commentare fino a domani.

Subito, prima che me ne dimentichi. Le due bandiere che avevo in mente erano quelle del Paraguay, che ha due stemmi diversi sulle due facce, e quella dell’Arabia Saudita che ha su ambedue i lati la scritta “Allah è l’unico Dio e Maometto è il suo Profeta” messa in modo tale che si possa leggere correttamente da ambo i lati. Sarebbe ovviamente blasfemo se su un lato si dovesse leggerla alla rovescia.

Dopo tanto tempo faccio sentire anche la mia voce. Ho la mia buona dose di scuse. Visto il lavoro infame che svolge la RAI, per guardare il nuoto, mio sport prediletto, sono costretto ad alzarmi nel mezzo della notte, perché in questi primi giorni ho capito che di vedere repliche intere sulla RAI, magari delle sole finali, non se ne parla, e dunque guardo la sessione intera sulla TV slovena che almeno la trasmette intera senza interruzioni se non quelle pubblicitarie. Dormo dunque poco e allora devo recuperare durante il giorno, non solo, ma ho la mia rubrica quotidiana sul Primorski dnevnik, molto corposa peraltro, per cui nel pomeriggio mi tocca redigerla e mandarla al giornale, insomma non ho tempo né poi molta voglia. Scrivendo per il giornale della minoranza slovena ovviamente l’accento è sulle prodezze degli atleti sloveni, di cui godo come un suino (non avrei mai pensato che dopo cinque giorni di gare saremmo stati al 13.esimo posto del medagliere, davanti all’Italia - ! – non solo, ma se guardate il medagliere stesso ci sono anche due ori per il Kosovo, dati da due judoka formatesi e che ancora si allenano a Celje presso il mago del judo Marjan Fabjan, e dunque sono medaglie che considero anche molto nostre), e dunque seguo molto poco quanto fanno gli italiani.

“Non credete troppo alle autorità. Non ascoltate i maestri che dicono di saperla lunga, gli allenatori che pensano di potervi miracolosamente far andar forte, fidatevi di poche ma buone persone. Più uno parla di solito meno sa quindi non dategli retta. Non ci sono scorciatoie. Lavorate, studiate e inseguite i vostri sogni”.

Scusate, ma quando sento queste parole, dette da una ricercatrice di matematica alla Ecole Polytechnique Federale di Losanna, una dottoressa con master a Cambridge che sta studiando le equazioni differenziali parziali non lineari che sorgono nella fisica matematica, e che intanto ha vinto l’oro nella gara in linea del ciclismo femminile alle Olimpiadi di Tokio, sarà anche l’età, ma mi commuovo fino alle lacrime e penso a tutto quanto di bello sa offrire lo sport, di quali favole vere, solari, istruttive e educative nel senso più nobile di questo aggettivo, sia capace. Insomma, per restare a quanto scritto nell’ultimo post, queste sono le favole che lo sport offre e che dovrebbero essere immortalate in un film: niente di morboso e sofferto, ma semplicemente bello e edificante.

Ho aspettato apposta che finisse la settimana folle dello sport italiano per scrivere questo commento a quanto è successo principalmente a Londra. Volevo dire la mia aggiungendomi a tutto il resto del mondo, sperando di dire qualcosa che non fosse la classica melassa appiccicosa che la retorica italiana applica a piene mani quando si tratta di sport. Quanto successo mi ha infatti ancora una volta rafforzato nella mia opinione che l’Italia, quando si tratta di sport, è una nazione particolare e del perché lo sia non sono mai riuscito a capirlo. Ho delle ipotesi che vi esporrò dopo aver fatto un piccolo ragionamento. Parto da un fatto che a me, forte anche del fatto di essere figlio, e dunque di aver tratto dei parziali benefici genetici, di un critico letterario e scrittore, sembra incontrovertibile: gli italiani non sanno fare film, né scrivere veri libri (sono i giornalisti a scrivere le cose migliori, a volte ottime, ma i “veri” scrittori” non sono mai riusciti a farlo) sullo sport.

Sono contento, molto contento. Prima di tutto perché c’è stata una bella sconvenscion, nella quale ho avuto il solo rammarico di essermi “appartato” un po’ troppo presto, ma le sirene di una bella discussione sulle lingue slave (in magnifica compagnia, fra l’altro) mi hanno attirato inesorabilmente. C’è stata poi la bella coda serale con Franz, Llandre e Boki. Tranquilli, sono arrivato a casa senza problemi. Nella nebbia della poltrona sono riuscito anche a intravvedere i due gol dell’Italia contro l’Austria. Era comunque tantissimo tempo che avevo bisogno di una bella serata a chiacchierare fra amici e non sapete quanto mi avete reso contento e appagato. Si spera di rivederci al più presto, che ne dite?

Sono anche molto contento per il basket e devo confessare, sperando che non mi abbiate per troppo presuntuoso, che tutto il preolimpico è andato secondo i miei canoni del basket, quelli che predico nel deserto da più di 10 anni a questa parte su questo mio blog. Sono passate le squadre che hanno giocato a basket, semplicemente. Scusate se è poco (almeno per me).

Questa volta penso che faremo notte fonda. E penso che sprizzeranno scintille, visto che si tratta di argomenti molto sentiti sui quali abbiamo tutti opinioni forti, anche se divergenti. Non vedo l’ora. Quando si tratta di discutere, e magari litigare, soprattutto dopo un buon innaffiamento di buona goccia locale (come dicono gli sloveni), io sono normalmente in prima linea. Parlo ovviamente della sconvenscion prossima ventura che si terrà, come detto, sabato 26 con inizio alle canoniche 13 (ufficiali, ma io penso di esserci un’ora prima) presso l’osmica della fattoria Merlak a Dolina-San Dorligo della Valle. Se andate su Google la trovate senza problemi e, visto che avete tutti il navigatore, ci arriverete facilmente. Solo un’indicazione di massima: quando uscite dall’autostrada al Lisert proseguite diritti come fusi, fate la lunga galleria Carso e proseguite sulla GVT (grande viabilità triestina con straordinaria vista sul golfo) fino ad arrivare a fondo valle dove prendete l’uscita per Dolina/Grandi motori di fronte alla grande fabbrica, appunto, della Grandi Motori (Wartsila) che vedete alla vostra sinistra e seguite le indicazioni per Dolina. Salite verso il paese, fate una grande curva a sinistra e siete praticamente arrivati.

Allora sconvenscion confermata per sabato 26 prossimo venturo, posto da stabilire, ma sempre dalle nostre parti. Ovviamente sarete avvisati in tempo con le indicazioni giuste per arrivarci. Basta che finalmente l’estate si decida ad arrivare.

Una confessione: scrivo questo post molto malvolentieri. Ho letto la vostra sfilza di commenti sulla serie finale del campionato e devo dire che, almeno dal mio punto di vista e per come io concepisco il basket, ho visto tutt’altra cosa rispetto a quella che, sembra, avete visto tutti voi. Ragion per cui la mia prima reazione è stata quella di vedere cosa dite e non immischiarmi, perché, rispetto a quello che dite e pensate voi, io sono evidentemente di tutta un’altra galassia che vede e commenta le cose in modo differente, partendo da altri “pregiudizi e comportamenti culturali”, e dunque in definitiva, essendo estraneo a qualsiasi di tipo di ragionamento “mainstream”, sono in tutto e per tutto un alieno.

Però alla fine la mia la voglio comunque dire, tanto cosa ho da perdere? Se poi qualcuno si riconoscerà in quanto penso e sto per dire tanto meglio. Forse non sono solo nella mia galassia aliena.