So che vi ho fatto aspettare, ma c’erano problemi con il mio insostituibile MC Andrej alle prese con un malanno di stagione (adesso senza più mascherine l’influenza classica sta nuovamente imperversando). Alla fine penso però che il luogo (penso che si possa tranquillamente usare la parola italiana che indica esattamente la stessa cosa dell’orribile e per me del tutto eliminabile inglesismo location – forse potrei, in sintonia con la nostra riunione, chiamarla sarcasticamente loceiscion) scelto per la nostra sconvenscion di sabato prossimo sia veramente eccellente, anche dal punto di vista logistico.

Ebbene, si! Ci siete riusciti! Ho completamente sbarellato e sono uscito dai gangheri. Leggendo quanto avete scritto sulla qualificazione della Slovenia per i Mondiali, battendo il chiodo sullo straniero preso ad hoc per avere un illecito vantaggio rispetto alla concorrenza, la cosa più gentile che vi ho dedicato è stata: “Vedi un po’ ‘sti maledetti str…i che proprio non vogliono saperne di smettere con questa putt….a! E la Spagna, la grande Spagna, che vince l’Europeo facendo giocare un americano del quale avrebbe potuto fare tranquillamente a meno, o la grande Turchia, che nessuno ha neanche nominato, che va fuori dai Mondiali pur facendo giocare Larkin, turco come io sono indonesiano, e facendo restare a casa Micić per non averlo fra i piedi nel match decisivo? Oppure l’Italia che sbava per avere Banchero che di italiano ha solo il cognome? Ma ‘sti str…i hanno almeno un po’ di pudore?” E, ripeto, questo è stato solo il commento più gentile. I luoghi dove vi ho mandato non sono ovviamente riferibili, perché se no mi togliereste il saluto e non verreste più alle sconvenscion.

È dura, me ne sto sempre più rendendo conto, tenere in piedi un blog che tendenzialmente dovrebbe parlare e discutere di basket proprio in un momento nel quale di basket se ne vede sempre meno. O meglio, si vede sempre più un basket che nella mia concezione è sempre più lontano da come dovrebbe essere, e ciò non solo in senso tecnico, ma soprattutto concettuale. È uno sport nel quale mi ritrovo sempre meno, che sempre meno capisco, e dunque mi sento sempre più a disagio nel doverne parlare, perché, appunto, non ho mai avuto l’ambizione né la presunzione di parlare e pontificare su cose che non conosco, e poi perché dovrei ripetere sempre in continuazione le stesse cose e non c’è nulla di più fastidioso di un disco rotto che ritorna incessantemente sempre sulle stesse note.

Mi dispiace veramente per essere stato così silenzioso per tanto tempo. Perché lo sia stato non lo saprei dire. Evidentemente lo choc subito per la vergognosa prestazione della Slovenia agli ultimi Europei di basket mi ha talmente schifato che avevo bisogno di metabolizzare, addirittura di dimenticare il più velocemente quanto perpetrato dai miei (finora) beniamini. Se volete girare ancora il coltello nella piaga, fatelo pure, però rendetevi conto che mi fate molto, molto male. Quello che penso in merito l’ho già detto nelle due magnifiche serate che ho trascorso a San Daniele e a Pordenone alla presentazione della ristampa con aggiunta finale del mio libro e in più potete sentirlo per intero nella bellissima intervista (nel senso delle domande che mi sono state fatte e alle quali ho risposto per il meglio che sono riuscito a fare) che mi hanno fatto Andrea e Martina a Pordenone e che potete vedere nel link postato dallo stesso Andriz.

Scusate il ritardo, ma dovevo in qualche modo metabolizzare una delle giornate più deludenti da me mai vissute in campo sportivo. Ad aggiungere la beffa al danno, mentre la Slovenia, dopo essere andata avanti di cinque rimontando da meno 23, riusciva a incasinarsi di nuovo perdendo una partita che mai, in nessun tipo di universo, per quante sliding doors possano esserci, avrebbe dovuto mai perdere, in contemporanea la Juve andava sotto contro il Benfica in casa mandando effettivamente a escort tutta la campagna europea di questa stagione. E’ stato troppo, per cui, per instupidirmi, ho guardato tutta la serie più romantica delle puntate di Castle che ho registrate, andando poi a dormire in stato di semi-incoscienza.

E dire che già nel pomeriggio, senza avere il minimo sentore che il peggio doveva appena venire, avevo  tirato giù tutta una serie di icone religiose dopo che l’Italia aveva buttato nel cesso una ormai acquisita vittoria contro i pollastri di Francia. E il tutto nella più odiosa sequenza di eventi che poteva succedere.

Prima di tutto comunicazione di servizio. Il mio MC Andrej Vremec ha constatato che non ci sono per questo fine settimana osmice aperte degne di ospitare un simile consesso di cervelli, per cui ha optato per una nota e molto buona trattoria, che si potrebbe chiamare senz’altro ristorante, ma è pur sempre conosciuta per il suo menù locale senza pretese di raffinatezza snobistica. E dunque ci vediamo sabato 17 alla solita ora al ristorante Sardoč (da non confondere con l’osmica dello stesso nome nella quale, mi sembra, siamo già stati) di Prečnik-Precenico che è il paese successivo, per voi che venite dal Friuli, dopo Malchina, lì dove abbiamo tenuto la nostra primissima sconvenscion.

Mi dispiace che ci saranno importanti assenze alla prossima sconvenscion, ma, mi sembra, o così, o niente, e qualcosa è sempre meglio di niente, soprattutto visto che ormai stiamo virando verso l’autunno e metà settembre è l’ultimo scorcio di bella stagione disponibile. Non so ancora dove andremo, ma sarete informati in tempo.

Siamo all’inizio del “vero” Eurobasket e allora ho deciso che dirò anche la mia dopo aver letto quanto avete scritto voi e, onestamente, sono molto poco d’accordo con quanto letto. Ma tant’è, a volte mi sento prigioniero di un universo parallelo nel quale secondo me accadono cose che invece, pare, nella vita reale, almeno come la vedete voi, sono del tutto diverse da come le vedo io. Visto che sono sempre più una “vox clamantis in deserto” mi limiterò a fare, sempre dal mio punto di vista, una serie di previsioni su quanto potrà accadere da qua fino alla fine.