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Di telecronache, Olimpija e citazioni

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Creato Mercoledì, 10 Novembre 2010 Scritto da Sergio Tavčar

Supponevo che il mio ultimo post avrebbe scatenato tutta una serie di reazioni fra le più disparate, in quanto l'argomento si prestava, e non sono stato deluso. A questo punto però vorrei un momento intromettermi, in quanto mi sembra che sia necessario un po' correggere la rotta, avendo la discussione imboccato secondo me un vicolo cieco.Ho molto apprezzato l'ultimo intervento, anche molto lirico e sentito, di Julius6 col quale è impossibile non essere perfettamente d'accordo. Il problema è però che nel mio post non intendevo assolutamente parlare di "cosa" e "quanto" dire durante una telecronaca, ma di "quando" farlo. Il mio discorso era puramente tecnico ed era, lo ammetto, un discorso con uno scopo un tantino trasversale della serie parlo alla suocera perchè nuora (leggi altri addetti del microfono) capisca. Sui dati, sugli aneddoti, sul modo di presentare le cose, tutto giusto. Essendo poi questione di gusti il discorso si complica ulteriormente perchè è assolutamente impossibile piacere a tutti. È un'eventualità esclusa da qualsiasi basilare calcolo probabilistico. L'importante da questo punto di vista è di essere sinceri nelle proprie opinioni, di non essere al soldo di nessuno, di dire sempre le cose che si pensano, poi come si riesce a farlo è tutto un altro paio di maniche. (Per continuare a leggere clicca sotto su "leggi tutto")

Ripeto: il mio discorso era e voleva essere esclusivamente tecnico, voleva essere una specie di breviario di fondamentali da telecronaca per i neofiti. Tutto qua.

E giusto che ci sono scrivo qualche ora prima di CSKA-Olimpija. Il basket è veramente uno strano sport: tre partite, la prima vinta dopo due supplementari coi due tiri liberi del pari all'ultimo secondo del regolamentare, la seconda vinta di un punto contro una squadra suicida, la terza dopo un supplementare agguantato con un tiro dalla media di Ilievski all'ultimo secondo recuperando una palla persa da Ožbolt. Tre botte di sedere, corroborate però da una combattività centuplicata rispetto alla squadra teoricamente molto più forte dello scorso anno, ma formata da palle lesse, e hai salvato la stagione, visto che da qui in poi ci saranno in una città malata di basket quale Lubiana 13000 spettatori garantiti a vedere le partite nel nuovo magnifico palazzo delle Stožice. A questo punto non mettiamo limiti alla Provvidenza. Forse basteranno gli incassi a pagare i giocatori fino alla fine della stagione. L'unico vero problema è lì.

Ed ancora. L'altro giorno, preso da un attacco di megalomania, ho fatto un po' di navigazione sui siti dove si parla di me. Ho trovato tutta una serie di citazioni di frasi da me dette, alcune delle quali, sembra, entrate ormai nell'uso comune. Ho trovato ovviamente tante altre che di grazia se mi ricordo di averle mai dette e che, soprattutto, visto che mi conosco bene, ho serissimi dubbi di poter aver mai profferito, insomma ho trovato di tutto, anche frasi che mi ero dimenticato di aver detto, ma che rileggendole, mi sono ritornate alla memoria e certe, devo dire, mi sono sembrate anche carine. A mo' di curiosità, se vi interessa, quelle che reputo migliori sono ovviamente lo slogan di questo sito, quella che ogni bipede in quella situazione avrebbe segnato e quella riportata dall'inaugurazione dei Giochi di Pechino durante il giuramento dell'atleta cinese nella quale dissi: "visto che non c'è la traduzione lei può anche dire che ci doperemo tutti come scimmie, ma speriamo comunque che dica le cose giuste". Se però vi interessa quelle che personalmente reputo le migliori non le ho trovate da nessuna parte. Nella mia personale classifica il primo posto va ad un'ingiuria rivolta verso l'arbitro inglese Gerrard. All'ennesimo fischio strampalato del suddetto sbottai in un: "ma cosa fischia questo qui, se ne ritorni in Inghilterra ad arbitrare il cricket. Anzi, forse non va bene neanche per quello perchè è uno sport troppo dinamico". Il che come offesa, me lo concederete, è stata abbastanza sanguinosa. Il secondo (anzi forse primo, perchè ogni volta che me ne ricordo rido da solo) è stato il saluto di chiusura di una differita finita nettamente oltre mezzanotte di una partitaccia infame che fra l'altro negli ultimi minuti si trascinò penosamente fra falli idioti e proteste sconsiderate: "Gentile telespettatore, se ci sei, buonanotte."