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Sconvenscion a Trento venerdì 2 ottobre
- Scritto da Sergio Tavčar
Chiedo scusa per il lungo silenzio, ma mi è successa una cosa molto strana. Ci sono tantissime cose di cui parlare e sono stato letteralmente sopraffatto da questa mole di argomenti e di conseguenza, non sapendo da dove cominciare, semplicemente non ho cominciato a farlo. Provo a farlo adesso. Intanto spero di vederci a Trento per la mia comparsata alle 16 e 30 di venerdì prossimo alla quale seguirà, spero, una bella sconvenscion nella quale avremo tempo di parlare di un po’ di tutto. Solo per quanto riguarda il basket ci sarebbe da parlare per un paio di giorni. Ci sono stati i Mondiali femminili molto ben coperti da Sky che, però, malgrado lo sforzo profuso, non hanno dato i risultati sperati. L’Italia ha sì impegnato le americane fino all’ultimo secondo, ma poi si è letteralmente dissolta per ragioni che bisognerebbe analizzare e non credo personalmente di essere capace di farlo mancandomi notizie vere dall’interno delle dinamiche di squadra che, come ho molte volte detto e scritto, sono assolutamente fondamentali per una squadra femminile che funziona secondo schemi completamente diversi da quelli che regolano i comportamenti all’interno di una compagine maschile. Ci sono state poi le finestre dedicate alle squadre nazionali e anche qui ci sarebbe tantissimo da parlare.
Che razza di Europei!
- Scritto da Sergio Tavčar
Stavolta, con tutto quello che è successo in campo sportivo in questi ultimi tempi, potrei scrivere un libro e dunque devo scegliere i temi che mi sembrano più significativi trascurando tante altre cose che pure meriterebbero di essere menzionate. Ci sarebbero anche tanti modi per commentare quanto è successo, da quello puramente tecnico a quello più mondano e di colore, ma quello che vorrei scegliere oggi è un modo che mi è molto caro perché è da me molto sentito proprio per le mie origini cultural-etniche che mi rendono molto sensibile a questo tema e anche perché penso che sia un tema cruciale per affrontare nel migliore dei modi il cambiamento epocale che, a dispetto di tutte le politiche razzistico-retrograde che sono tanto comprensibili, purtroppo, considerando quanto l’umanità sia intrinsecamente stupida e cattiva, ma che sono il classico dito messo nella crepa della diga che, sì, rallenta, ma solo fino a che si verifica un’esplosione distruttrice che si sarebbe potuta evitare se il problema fosse stato affrontato in modo serio e responsabile già da subito, si sta verificando nel nostro mondo attuale.
Mettiamo fifa alla FIFA
- Scritto da Sergio Tavčar
Domenica scorsa è stata per me una buona domenica nelle vesti di tifoso dello sport sloveno. La vittoria della nazionale di basket Under 20 negli Europei di categoria che si sono disputati alle Stožice di Lubiana è stata una boccata di ossigeno per il movimento cestistico sloveno che onestamente reputavo sulla via della dissoluzione secondo la falsariga di tutti i movimenti cestistici europei, a parte qualche sporadica eccezione (Spagna, Germania, Lituania…), e che si è invece rivelato inaspettatamente ancora vivo. La cosa che rincuora ulteriormente è che la vittoria è venuta senza l’apporto di quattro giocatori fondamentali. Per chi non lo sapesse sia Joksimović jr. che un altro forte giocatore dell’Olimpija di nome Morano Mahmutović non fanno parte del gruppo storico della squadra, per cui non c’erano. In più prima dei campionati si è infortunato il giocatore, Smrekar, che l’anno scorso era stato il migliore della squadra che aveva ottenuto il bronzo ai Mondiali di categoria, non solo, ma nel primo quarto della semifinale chiave contro la Francia si è infortunato, e non ha giocato più neanche la finale, il più forte rimasto che avrete visto se avete seguito l’amichevole di Celje contro l’Italia, di nome Urban Kroflič, giocatore che si sta facendo le ossa nel Mega di Belgrado, guardia-ala mancina dall’ottimo tiro e dal gioco veramente completo e molto competente. E malgrado ciò la squadra ha vinto il torneo senza sconfitte, battendo in semifinale di due punti la favoritissima Francia (nella quale gioca un tale Wembanyama – parente?) e poi dando nella finale un bel ventello addirittura alla Serbia, quella che nei quarti aveva mandato a casa l’Italia con un ventello a sua volta.