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Commento Europei 14

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Creato Martedì, 17 Settembre 2013 Scritto da Sergio Tavčar

Scusate un po' il ritardo e la brevità, ma oggi mi sono preso una giornata di semi-riposo in vista del rush finale che prevede per i prossimi giorni trasferta a Capodistria di mattina, visione girato e preparazione servizio, pezzo per il Primorski (mi pagano! forse...) poi alle 15 migrazione verso Lubiana con ritorno alle 24 e 30 a casa. Per cui se non scriverò sul blog o sarò telegrafico non avetene a male, perché ogni uomo ha i suoi limiti, soprattutto quando comincia a avere una certa età.

Allora sui prossimi quarti di finale. Domani pomeriggio Serbia-Spagna. Serbia classica squadra serba, nel senso che gioca bene contro i forti, male contro i deboli anche perdendo quando non importa. Sono giovani, senza pressione, corrono, uno a turno tipo Nedović contro i francesi trova la giornata di tiro (e tira lui! non quelli che non ci prendono, differenza sottile, ma sostanziale), sotto canestro hanno Krstić che nel desolante panorama attuale dei centri (sono d'accordo con voi) è un professore di fisica quantistica, hanno Bjelica che nel corpaccione di un'ala forte ha il cervello di un play (e infatti, quando cominciò, Pešić nella Zvezda lo faceva giocare proprio da play puro), hanno quel Gagić di cui tutto si può dire meno che sia sveglio e furbo, hanno il piccolo Bogdanović (voi che sapete tutto è il fratello di quello che giocava con Tripković e che poi è andato in Francia o Spagna?) che è una guardia classica, come piace a me, insomma sono la classica squadra da sbarco che si adatta benissimo a quanto fanno gli avversari colpendoli nei punti deboli, in questo sicuramente aiutati dal bravissimo manico che li guida e che non ha per fortuna sua in campo qualcuno che lo sabota di continuo facendo il contrario di quanto lui vuole, ma che deve giocare perché è la stella (quando ha vinto l'Eurolega con l'Olympiacos?). Se proprio volete sapere più ci penso, più sono convinto che l'Italia contro di loro avrebbe avuto molte meno chance di quelle, peraltro non tantissime, che ha contro la Lituania. (Per continuare a leggere clicca sotto su "leggi tutto") 

Spagna: se tre indizi, leggi finali contro Slovenia, Grecia e Italia, fanno una prova, allora la Spagna sembra al capolinea. Dietro a Marc in centro c'è il vuoto (Reyes, dove sei?), all'ala forte c'è Claver, detto tutto, le guardie sono più o meno tutte doppioni una dell'altra, l'unico con vero fosforo sembra un po' in fase calante (ovviamente Calderon) che però, a sua difesa, predica un po' nel deserto, Rubio e Llull sono ancora peggio di quanto pensassi (e sapete quanto bene penso di loro), l'unico che si salva è Rodriguez che però è un giocatore da campetto che, a differenza di Spanoulis non ha ancora fatto l'ultimo salto di qualità, quello di diventare play vero e soprattutto faro di carisma. Rudy rimane capace di vincere da solo una partita, di fare parziali importanti, ma mi sembra poco. E poi in panchina mi sembra abbiano un bravo apparatčik, ma non certamente un'aquila. Se solo la Serbia avesse un tasso complessivo di classe di un pelino più alto di quanto abbia la partita per me sarebbe già da loro vinta. Però non ce l'hanno.

Poi Slovenia-Francia. Slovenia squadra (?) che per rendere deve giocare al 120%. Non ha assolutamente velocità di regime. Quando va a velocità normale prende in faccia siluri da tutte le parti e perde di brutto contro Polonia e Finlandia. Normale perché di giocatori di classe ne ha veramente pochi: uno sarebbe Lakovič che però, malgrado la faccia da bambino va per 35 e pian piano comincia a cedere sul piano fisico, gli altri due sono i fratelli Dragić, ovviamente, che però sono puri e semplici guastatori di complemento (di straordinario livello comunque in questo ruolo), ma che non possono avere in mano la squadra, perché la fanno grippare e soprattutto nessuno riesce mai a capire cosa vogliano in realtà magari nella stessa azione, ci sarebbe Nachbar che è bravissimo, ma come tutti i giocatori costruiti può di colpo trovare la giornata negativa, quando i chip vanno fuori posto, sotto canestro ha due bestioni quali Vidmar e Begić che però non hanno proprio mani di fata (interessante che il papà di Gašper, pivot dello Slovan tanti anni fa e di cui il figlio è esatto clone, fosse fisicamente un po' debilitato e fosse salvato solo dalla mano morbidissima). In più il gioco della Slovenia in attacco semplicemente non c'è. Se non possono correre si spengono tutte le lampadine e arrivano i terribili parziali contrari che potevano costare cari addirittura sul più 26 contro la Grecia a 15 minuti dalla fine. Dall'altra parte della bilancia c'è però la straordinaria energia di questa squadra e soprattutto la straordinaria velocità di tutte le guardie, addirittura di Domen Lorbek. Quando partono in contropiede i brothers a volte è imbarazzante per i difensori avversari che sono ancora a metà campo mentre loro due sono già a canestro. E in più, cosa sottolineata da pochi, sono due assolute mignatte in difesa. Semplicemente a nessuno dei due si va via in uno contro uno. Ed è proprio grazie a questa loro difesa che gli altri possono aiutare, raddoppiare, fate voi.

Francia: mistero. Non si sa se sono o ci fanno. Nel senso che da veterani dell'NBA viene da pensare che tanto Parker che Batum e Diaw abbiano deciso dal bel principio che la partita importante è una sola, il quarto di finale, e che si siano concentrati esclusivamente su questa singola partita. Se così fosse per la Slovenia la vedrei molto nera perché in termini di classe pura e di fisico i francesi sono nettamente superiori. Se però la Francia è quella che abbiamo visto finora, piatta e senza energie, per la Slovenia si aprono le porte del successo. Decisivi saranno secondo me i primi minuti e in genere il primo tempo. Se la Slovenia, giocando a 1000 all'ora, riuscirà a destabilizzare i galletti e soprattutto a stancare il trio che li tiene a galla, allora può anche vincere, tanto più che a differenza, a esempio, dei greci, i francesi storicamente non hanno mai mostrato un particolare animus pugnandi nei tentativi di rimonta.

Quarti di giovedì. Croazia-Ucraina. La Croazia è stata di gran lunga la squadra con il più robusto vento in poppa di questo Europeo, un po' come la Macedonia due anni fa. SE Tomić non avesse messo quel semigancio mancino contro i georgiani, SE la Slovenia contro di loro non si fosse suicidata, SE Zisis avesse segnato da 20 cm staremmo parlando in tutti altri termini. E gli amici croati non mi vengano a dire che le suddette partite le avevano già vinte. Questa Croazia normalmente le partite vincibili le ha sempre perse e anche stavolta ce l'ha messa tutta per farcela, semplicemente non c'è riuscita. Visto il vento in poppa contro l'Ucraina dovrebbero farcela. Salvo pensare di essere diventati di colpo forti, perché non lo sono. E l'Ucraina, come tutte le squadre ex-sovietiche allenate da un allenatore straniero che riesce a inculcare loro un tantino di disciplina, che porta un passaportato di buone qualità e soprattutto che tenta di far giocare la squadra, sono quadrate. Hanno nessun senso dell'umorismo, per cui quanto viene loro offerto semplicemente lo prendono, e dunque la Croazia deve stare molto, molto attenta, ma soprattutto concentrata per tutta la partita e soprattutto non dovrà meravigliarsi né cadere nel panico (leggi cominciare a sparacchiare a casaccio, uno per tutti Ukić) se per caso a tre quarti partita gli ucraini fossero ancora lì. A proposito, come mai Mike Fratello allena in Ucraina e non nell'NBA? Forse perché è un allenatore vecchio stampo, tipo Larry Brown, che antepone le sorti della squadra a quelle delle stelle? Non so. Meditate e ditemelo voi.

Su Italia-Lituania non parlo per scaramanzia. Del resto avrei ben poco da aggiungere a quanto detto ieri in bar discutendo con Robi. Però...ci pensate? Che ne direste di due semifinali Slovenia-Serbia e Croazia-Italia? Troppo bello per neanche sognarlo. Oppure per avere incubi: pensate alla polizia slovena se ci dovesse poi essere una finale Serbia-Croazia nel pieno cuore di Lubiana!