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Commento Europei 5

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Creato Lunedì, 09 Settembre 2013 Scritto da Sergio Tavčar
Dicevo ieri che solo dal vivo uno può rendersi conto del reale atteggiamento dei giocatori in campo. Non so, sarà una specie di vibrazione che si espande, sarà che guardando tutto il campo uno può avere una visione d'insieme (periferica, dicevano i nostri coach), fatto stà che le cose si vedono molto più chiaramente e le sensazioni che ne derivano sono molto più immediate e percepibili.

Questo preambolo per dire che ieri contro la Grecia l'Italia è stata eccezionale proprio da questo punto di vista che, come avranno capito già da tempo i frequentatori di questo sito, è quello che io reputo fondamentale per decidere se una squadra può o non può. Belinelli che palleggia nei momenti decisivi e cerca Datome a destra mentre a sinistra Gentile chiama insistentemente la palla (he wants the ball, diceva Rick Barry per definire un GCP, direbbe Franz), Melli che viene redarguito da Pianigiani per un movimento a suo avviso sbagliato e Melli (il giovane imberbe e impaurito) che si incazza come una iena, risponde per le rime spiegando che l'errore era di tutti meno che suo, che richiamato in panchina continua a insistere sulla sua versione con alla fine ambedue che rimangono della propria opinione, si danno la mano e l'incidente finisce lì, ecco tutto ciò mi lascia credere che questa sia una squadra vera, che gioca perchè la squadra vinca e non perchè qualcuno faccia miglior figura degli altri. E poi le facce: sono almeno 30 anni che non vedo giocatori italiani con queste facce. Qualcuno, quando l'ho detto in sala stampa, mi ha obiettato che nel 2004 l'Italia vinse un argento olimpico e che le facce anche lì erano toste (se è per quello secondo me ancora migliori erano quelle dell'Europeo '03 in Svezia), ma io continuo ad essere della mia opinione, perchè le facce greche erano quelle dell'incoscienza e quasi dell'incredulità (ricorderete la semifinale contro i lituani, loro sì che avevano le mutande piene di materia maleodorante, mentre i nostri in modo incosciente, in trance, segnavano da metà campo?), mentre queste capodistriane sono facce cattive e nel contempo decise, facce di quelli che sanno che al momento giusto la metteranno. Non so cosa abbiano fatto a Belinelli, se è stato in visita da qualche neurochirurgo di avanguardia, ma quello che ha fatto ieri io non l'avevo mai visto e neanche lontanamente non osavo pensare che ne fosse capace. Partita assolutamente perfetta, salvo forse un tiro uno in tutta la partita un pò senza senso. 7 rimbalzi, 4 recuperi (non so perchè la statistica ufficiale gliene dia solo tre, io ne ho contati 4, se non 5) 54% al tiro e soprattutto messi i due tiri chiave, la bomba all'ultimo secondo del primo tempo e il tiro in caduta libera del più 4 nel finale, 7 su 7 ai liberi, tutti fondamentali. Questo solo per quanto riguarda i numeri, che però sono solo una piccolissima parte di quello che ha fatto in realtà, che è stato quello di emanare una leadership non forzata, ma derivante dall'impegno e dalla capacità profusi e proprio perciò riconosciuta senza invidie dai compagni. Giuro, se me l'avessero detto due anni fa che in Slovenia avrebbe giocato così avrei pensato che scherzassero amaramente. (Per continuare a leggere clicca sotto su "leggi tutto") 

Gentile assurdo, nel senso che dopo aver "ammirato" il giocatore di quest'anno di Milano, anche per lui ero incredulo che potesse giocare a questi livelli. Lo schiaccione in contropiede in testa a Bourousis, l'entrata con hesitation nel terzo quarto, il canestro del più sei, una tripla sola su un tentativo, ma fondamentale per chiudere un pericoloso buchetto nel primo tempo. E poi Datome: metronomo, una sentenza, capace di creare gioco per sè e per gli altri, forse il più bel canestro della partita per eleganza e classe, l'arresto sul fondo con finta, passo e tiro e appoggio, roba che non vedevo da trent'anni e che mi ha fatto balzare sulla sedia, Aradori che si è defilato, ma ha messo due bombe importantissime, Cinciarini che è stato uno stantuffo con 0 palle perse e fondamentali punti all'inizio quando lo avevano battezzato, dunque doppiamente importanti, Cusin che più di tanto non può dare, ma lo ha dato tutto e forse qualcosa di più, Poeta che ha tenuto il campo, insomma una grande squadra.

Proprio ora Tommaso, ritornato dal palazzetto, mi avvisa che i finnici hanno spazzato via i greci. Il che significa che la sconfitta contro l'Italia di ieri è stata digerita malissimo e che i greci ci tenevano. Ora si va alle Stožice con 4 punti, i greci ne hanno zero. Basterà vincere una partita, dicasi una, Slovenia o Croazia o magari Cechia a scelta e i quarti sono matematici. Da quanto ho visto dal vivo e in TV a Celje si è giocato nettamente peggio. Slovenia e Croazia hanno giocato ieri soprattutto nei minuti finali a chi fa meno e stavolta a scartare assi è stata più brava la Slovenia, anche se a perdere ci ha messo un supplementare dopo che aveva fatto il più nei tempi regolamentari facendosi recuperare 13 punti in altrettanti minuti giocando a capocchia e mandando al tiro gli uomini sbagliati. Avete presente il Belinelli pre Capodistria? Ecco, Goran Dragić è uguale, ieri indisponente al di là di ogni dire. Solo che Maljković, sembra, vuole lui che giochi così. Il che mi sembra folle, soprattutto perchè così viene sacrificato l'unico giocatore che in quella squadra dovrebbe essere il leader, e cioè Jaka Lakovič. Insomma, più passa il tempo, più sono convinto che la Slovenia sia una squadra male assemblata, male allenata nel senso che le gerarchie sono sottosopra e che lo spogliatoio prima o poi esploderà, come è successo tantissime altre volte nel passato, come si viene a sapere dopo tanti anni con ammissioni all'inizio reticenti, ma, più passa il tempo, più particolareggiate malgrado l'ovvia riservatezza che permane. Per cui appassionati italiani non abbiate paura: a Stožice di babau veri troverete solo la Spagna, le altre, giocando come a Capodistria, non vedo come possa non batterle. Attenzione, tutto può però ancora cambiare. Uno di voi ha osservato molto acutamente che la preparazione delle squadre per un evento che dura quasi 20 giorni può essere diversa in funzione degli obiettivi prefissati e che chi spende troppo all'inizio può rimanere di colpo senza benzina, mentre le veramente forti si sono preparate per essere al massimo nel giorno chiave dei quarti di finale. Tutto verissimo e dunque da questo punto di vista ci si può preoccupare. Però oggi c'è l'allenamento agonistico con la Svezia, poi ci sono due giorni di riposo vero, Diener nel frattempo non si è certamente esaurito e, notizia confermata, a Stožice giocherà a tempo pieno, e poi non c'è benzina migliore di quella che viene dalle vittorie. Come dicono gli sloveni lasciamoci sorprendere.