Il giorno di dolore
- Scritto da Sergio Tavčar
Scusate il ritardo, ma dovevo in qualche modo metabolizzare una delle giornate più deludenti da me mai vissute in campo sportivo. Ad aggiungere la beffa al danno, mentre la Slovenia, dopo essere andata avanti di cinque rimontando da meno 23, riusciva a incasinarsi di nuovo perdendo una partita che mai, in nessun tipo di universo, per quante sliding doors possano esserci, avrebbe dovuto mai perdere, in contemporanea la Juve andava sotto contro il Benfica in casa mandando effettivamente a escort tutta la campagna europea di questa stagione. E’ stato troppo, per cui, per instupidirmi, ho guardato tutta la serie più romantica delle puntate di Castle che ho registrate, andando poi a dormire in stato di semi-incoscienza.
E dire che già nel pomeriggio, senza avere il minimo sentore che il peggio doveva appena venire, avevo tirato giù tutta una serie di icone religiose dopo che l’Italia aveva buttato nel cesso una ormai acquisita vittoria contro i pollastri di Francia. E il tutto nella più odiosa sequenza di eventi che poteva succedere.
Fischi nelle orecchie
- Scritto da Sergio Tavčar
Prima di tutto comunicazione di servizio. Il mio MC Andrej Vremec ha constatato che non ci sono per questo fine settimana osmice aperte degne di ospitare un simile consesso di cervelli, per cui ha optato per una nota e molto buona trattoria, che si potrebbe chiamare senz’altro ristorante, ma è pur sempre conosciuta per il suo menù locale senza pretese di raffinatezza snobistica. E dunque ci vediamo sabato 17 alla solita ora al ristorante Sardoč (da non confondere con l’osmica dello stesso nome nella quale, mi sembra, siamo già stati) di Prečnik-Precenico che è il paese successivo, per voi che venite dal Friuli, dopo Malchina, lì dove abbiamo tenuto la nostra primissima sconvenscion.
Sogni e previsioni
- Scritto da Sergio Tavčar
Mi dispiace che ci saranno importanti assenze alla prossima sconvenscion, ma, mi sembra, o così, o niente, e qualcosa è sempre meglio di niente, soprattutto visto che ormai stiamo virando verso l’autunno e metà settembre è l’ultimo scorcio di bella stagione disponibile. Non so ancora dove andremo, ma sarete informati in tempo.
Siamo all’inizio del “vero” Eurobasket e allora ho deciso che dirò anche la mia dopo aver letto quanto avete scritto voi e, onestamente, sono molto poco d’accordo con quanto letto. Ma tant’è, a volte mi sento prigioniero di un universo parallelo nel quale secondo me accadono cose che invece, pare, nella vita reale, almeno come la vedete voi, sono del tutto diverse da come le vedo io. Visto che sono sempre più una “vox clamantis in deserto” mi limiterò a fare, sempre dal mio punto di vista, una serie di previsioni su quanto potrà accadere da qua fino alla fine.
Cambio data: sconvenscion il 17 settembre
- Scritto da Sergio Tavčar
Attenzione! Attention! Achtung! Pozor! Pažnja!
Dopo un attento esame della situazione, leggi dopo aver parlato nei giorni scorsi con Franz e oggi con Walter, siamo giunti all’unanime conclusione che una sconvenscion il sabato degli ottavi di finale dell’Eurobasket sarebbe molto difficile da organizzare in modo tale da soddisfare tutti i desideri. Per poter aver accesso a un locale con un televisore (che fra l’altro negli orari delle partite dovrebbe essere a nostra esclusiva disposizione) bisognerebbe andare in un posto ideologicamente molto lontano dall’atmosfera casalinga e conviviale alla quale siamo abituati in queste occasioni.
Visto che dai primi responsi il sabato successivo, 17 settembre, sarebbe più o meno equivalente per tutti i possibili presenti, anzi, a quanto pare, per taluni sarebbe ancora meglio, abbiamo deciso all’unanimità con l’avallo decisivo del sottoscritto di posticipare la sconvenscion, in località ancora da stabilire, ma sempre comunque dalle mie parti, proprio a quella data.
Dunque sconvescion non più il 10, ma il 17 di settembre.
Ci vediamo!
Al servizio dello sport (annuncio sconvenscion)
- Scritto da Sergio Tavčar
Non riuscivo proprio a decidermi di scrivere qualcosa fino a oggi, visto che ho da fare delle comunicazioni, per così dire, di servizio. La ragione del mio silenzio così perdurante è dovuto essenzialmente a due ragioni. La prima è la più stupida e banale. Faceva molto caldo, c’era tantissimo sport da vedere in TV, finalmente sport vero e non le stucchevoli chiacchiere da bar sul calciomercato che odio da sempre e mi creano violenti attacchi di gonadociclosi ogni volta che sento che oscure trattative sul carneade di turno vengono pompate come scoop epocali, e dunque anche i tempi tecnici per scrivere erano limitati. In più qualche settimana fa ho ricevuto una telefonata nientemeno che da Poughkeepsie, New York, da parte di un triestino che vive e lavora da 20 anni circa laggiù, un appassionato di basket che, pur non sapendo una parola di sloveno, si sente vicino alla nostra minoranza, visto che il suo cognome, Vedrini, null’altro è che la classica storpiatura fatta dai fascisti del cognome Vidrih, lo stesso cognome fra l’altro del mio carissimo amico e collega Sandro, che mi chiedeva di narrargli la storia della nascita e dello sviluppo del basket della nostra minoranza nella quale, immodestamente, il sottoscritto ha avuto una parte abbastanza rilevante. La cosa mi ha molto intrigato, visto che non ho mai scritto nulla in merito e ho pensato che sarebbe stato abbastanza interessante per qualcuno sapere come vedevo la cosa dal mio punto di vista.
Non c'è della marcia in Danimarca
- Scritto da Sergio Tavčar
Quando il caldo impera le menti si liquefanno. Ne ho avuto la conferma in questi giorni nei quali sono stato praticamente sempre in stato vegetativo, a parte due risvegli alla settimana per i tornei di bridge che per fortuna si svolgono al Circolo Marina Mercantile di Barcola in riva al mare dove di sera la brezza mitiga un po’ la temperatura, per cui ci si può anche concentrare sul gioco. Di scrivere non se ne parlava neanche.
Oggi mi sforzo di farlo, primo perché sarebbe anche ora di farlo se non altro per ringraziare tutti i presenti della bellissima sconvescion che per me ha avuto il highlight assoluto quando Boša ha spiegato a Stefano e Llandre cosa si dice ai giocatori nell’ultimo time out, cioè niente, visto che non sono assolutamente ricettivi, per cui ho avuto la conferma di quanto andavo dicendo per tutta la mia carriera di allenatore e poi di telecronista, che cioè chiamare il time out per l’ultimo attacco equivale semplicemente a organizzare al meglio la difesa avversaria.
Brividi in piscina
- Scritto da Sergio Tavčar
Intanto un paio di notizie sulla sconvenscion di “mid term”. Dapprima pensavo di farla sabato 25, poi ho saputo della partita di basket fra Italia e Slovenia proprio qui a casa mia e allora ho pensato di spostarla di una settimana. Proprio in quella settimana apre l’agriturismo Zidarič di Praprot-Prepotto dove siamo già stati e dove, oltre a poter visitare la famosa cantina a cinque piani interrati del titolare, si beve e si mangia molto, molto bene in un ambiente magnifico. So che il preavviso di un eventuale raduno da qui a 10 giorni è breve, ma l’occasione è molto ghiotta per una magnifica toccata e fuga, per cui mi sono permesso di prenotare per sabato 2 luglio alla solita ora per chi può e vuole venire. E dunque ditemi chi viene per questo “intermezzo” in attesa del big event a inizio settembre. Dico anche che sabato 9 ho altri impegni, per cui la data è quella.
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