Prima le cose importanti. Il mio MC per le sconvenscions Andrej Vremec mi ha dato una pessima notizia, nel senso che avevo una mezza idea di fare la sconvenscion da Zidarič a Praprot-Prepotto, dove ci siamo già stati d'estate con annessa visita guidata a megacantina. D'inverno ha un posto al chiuso estremamente spazioso, bello e si beve una Vitovska che è stata ufficialmente inserita fra i migliori 50 vini italiani e si è meritata una menzione con articolo dell’esperto sulla Gazzetta (direte, la Gazzetta??...forse sul vino la dicono giusta…). Purtroppo apre solamente ai primi di dicembre e la prima data utile sarebbe proprio quando Roda pensa di andare a Pokljuka a vedere il biathlon. E come dargli torto? La buona notizia è che abbiamo d’accordo trovato una soluzione alternativa in un agriturismo in località Samatorca (in italiano Samatorza, la stessa cosa, solo arrangiata foneticamente), tipica località carsica nei pressi di Salež-Sales, per chi volesse controllare su qualche mappa. La data sarebbe fissata per sabato 24 novembre alla solita ora. Sappiatemi dire.

Avevo molte cose da scrivere, ma moltissime le avete già scritte voi, per cui ringrazio sentitamente tutti, ma soprattutto Walter che ha espresso in modo mirabile quanto volevo dire io, ma lo ha fatto con parole molto più nobili e importanti. A proposito, visto che abbiamo toccato i massimi sistemi che ne direste se facessimo una veloce sconvenscion autunnale tipo quella dell’anno scorso, che secondo me è riuscita benissimo, nella quale poter continuare il discorso parlandoci a tu per tu? Fatemelo sapere, visto che in caso positivo dovrei darmi da fare, tenendo anche in considerazione il fatto che al chiuso è più difficile organizzare, per cui bisogna sapere abbastanza prima quanta gente verrebbe. L’ultima cosa che vorrei è che venisse qualcuno, magari da lontano, e non trovasse posto.

Mamma mia! Non pensavo mai che un amico (Andrea-Llandre) potesse farmi stare tanto male. Non solo mi ha fatto letteralmente rivoltare le budella con il resoconto delle farneticazioni scientifico-esoterico-cabalistiche del suo giovane esperto americano che però sono convinto arrivi direttamente da Marte se non da qualche pianeta di qualche galassia lontana sul quale l’umanità si è estinta, o per meglio dire è stata spazzata via dall’intelligenza artificiale che, una volta deciso che l’umanità, mortale per condanna naturale alla nascita, era ovviamente più debole di macchine create per essere eterne, ha deciso razionalmente di sbarazzarsene per avere via libera senza ingombri creati da esseri inferiori (e non penso tanto a HAL quanto a tanti racconti di Asimov che nel ciclo robot toccano proprio questo tema), ma poi non contento ha piazzato anche l’ultimo chiodo nella mia ferita con la citazione del decerebrato tifoso che dice tranquillamente che preferisce vedere lo spettacolo offertogli dagli steroidati, in quanto sono capaci di prodezze che i “puliti” non potranno mai offrirgli.

Primo quintetto: Matic Rebec, Miha Lapornik, Jakob Čebašek, Blaž Mahkovic e Urban Durnik. In panchina: Edo Murić, Blaž Mesiček, Gregor Glas, Aljaž Bratec e Luka Vončina. N.e.: Sašo Zagorac e Gašper Vidmar, acciaccati. Chi diavolo sono? Sono la squadra nazionale slovena di basket Campione d’Europa che a Celje ha giocato la seconda amichevole contro la Croazia in vista delle due partite delle qualificazioni mondiali di questa settimana. Questo è dunque l’esito della sciagurata politica della FIBA che fa sì che i Campioni d’Europa, che fino a questa edizione dei Mondiali avevano assicurata la qualificazione automatica, disputino queste qualificazioni con la squadra C, formata da giocatori raccattati un po’ qua e un po’ là con qualche giovanissimo di belle speranze (tanto per dire, la stella è Gregor Glas, ragazzo del 2001 di quasi due metri esterno puro e grande tiratore, artefice della promozione della Slovenia alla prima divisione ai recenti Campionati europei di categoria, da un anno in forza alla squadra di Capodistria), per cui i mondiali in Cina la Slovenia li vedrà in TV.

Già che ci sono, che sono finiti gli Europei di nuoto, che dunque sono ritornato a un tranquillo tran tran lavorativo pigro di fine estate, posso anche partecipare alla discussione che, per quanto pochi (ma ottimi), avete intavolato su più punti nei commenti al mio ultimo contributo.

Intanto, sarò (ma va’!) cocciuto, ma continuo a andare esattamente contro tutti poi per quanto riguarda le staffette miste e le competizioni miste in genere. A voi sembra umiliante che una donna in vasca assieme ad un maschio prenda 15 metri di distacco su 100. A me sembra totalmente normale, onestamente. Non credo che ci siano donne sane di mente al mondo che pensino seriamente di poter affrontare un maschio alla pari per quanto riguarda la forza fisica pura e semplice. Maledizione! O Dio, o la natura, o il caso, fate voi rispetto a quello in cui credete, ha fatto sì che ogni specie vivente fosse divisa in due sessi che hanno compiti diversi ed entrambi fondamentali nella conservazione della specie in questione.

Succede molto raramente, anzi non credo sia finora successo, in questi quasi 10 anni (! – ma è mai possibile?) di esistenza di questo sito, che un mio pezzo sia un 1-vs-1 con un mio lettore e corrispondente serio, preparato e competente, dunque mio amico per definizione. Stavolta però mi tocca, anche perché Cicciobruttino si è avventurato su uno dei terreni per me più solidi sui quali sto veramente a casa mia, e cioè lo sport del nuoto che, come ho avuto più volte modo di dire è uno sport a me particolarmente caro primo, perché essendo mio papà un appassionato e praticante in epoca giovanile, mi contagiò subito con l’amore per il nuoto. Non dimenticherò mai, anzi ricorderò sempre con sempre crescente nostalgia, i bellissimi “allenamenti” che facevamo un’ora alla settimana assieme.  Lui era professore e io studente di ginnasio nello stesso edificio, anche se in due scuole diverse, per cui una volta alla settimana finivamo le lezioni alla stessa ora che coincideva con l’apertura al pubblico della piscina Bruno Bianchi (quella vecchia vicino alla Pescheria sulle Rive).

Un saluto a tutti dopo tanto tempo. Onestamente, per quanto sia stato in ferie a fare un perfetto niente a casa (che per me è l’interpretazione per antonomasia della parola ferie) se non prendere il sole, guardare i Mondiali di calcio per quel poco che potevo vederli, visto che gli stessi problemi che il fulmine aveva creato al mio modem li ha creati anche all’antenna del terrestre, e risolvere sudoku, e dunque avessi tutto il tempo possibile per scrivere qualsiasi cosa, non l’ho fatto primo per non turbare la sacralità dell’ozio delle ferie e secondo perché in effetti non avevo in realtà nulla da dire, se non ringraziarvi tutti per la magnifica sconvenscion che abbiamo vissuto della quale posso dire solo che mi preoccupa un tantino proprio il suo successo, nel senso che eravamo proprio in tanti.