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Aperti i giochi della Sconvenscion

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Creato Sabato, 11 Novembre 2017 Scritto da Sergio Tavčar

Per una volta tanto vorrei fare il pomposo, visto che pare che bisogni essere molto formali in queste situazioni, in quanto alcuni di voi si stanno già preoccupando che la sconvenscion non si faccia. Bocca Parlante Nel Microfono Lupo Grigio non avere lingua biforcuta. Quando dice cosa, cosa è. Augh.

Allora: per i poteri conferitimi dall’Assemblea dei soci del blog “Benvenuti nel sito ufficiale di Sergio Tavčar” indico per sabato 18 di novembre p. v. una sconvenscion straordinaria autunnale. L’evento si svolgerà con inizio ufficiale dei lavori alle 13.00 presso l’Agriturismo Ušaj di Nabrežina-Aurisina (ex provincia di Trieste), sito presso il numero civico numero 8 della località.

Per ulteriori informazioni consigliamo di consultare la pagina web della location dell’evento che si può trovare digitando “agriturismousaj.it” e nel quale i partecipanti potranno trovare tutte le informazioni necessarie.

Tornando seri non aggiungo altro, anche perché non voglio bruciarmi ore e ore di discussioni su tutti i temi aperti in queste ultime settimane che penso interessino tutti, me in primis, dall’alta politica, a cosa è sport e cosa non è, alle sorti di Milano nel basket, insomma a tutti gli argomenti che ci coinvolgono.

 

E ancora: a proposito di incontri, il 22 a San Vendemiano e il 24 a Cento, per informazioni per favore non scrivete a me, ma direttamente ai locali club di basket che organizzano l’evento e che ne sanno sicuramente molto più di me, se non altro, visto che sono di casa, sapranno spiegarvi dove (e quando) si terrà, mentre io sarò la prima volta in vita mia che vado a Cento, mentre a San Vendemiano ci sono stato solamente di passaggio. Va da sé che si tratta di incontri aperti a tutti, per chi mi avete preso?

Comunque, visto che sto già scrivendo, vorrei solamente puntualizzare, o meglio spiegare, la mia opinione in merito ai videogiochi, tanto più che la reprimenda nei miei confronti di Vincentvega mi ha un tantino (?) irritato, un quanto suonava molto della serie, ma di cosa blatera questo vecchio rinco che non capisce niente del mondo moderno e non vede che le cose sono diverse dai suoi bei tempi quando Berta filava (uso apposta un’espressione che si usava secoli fa)? Sul fatto che sia sport o non sia sport, visto che ormai tutto è sport e vi concedo che la mia visione di cosa sia sport e cosa non lo sia sia totalmente fuori da ogni schema riconosciuto, ma vi prego almeno di avere rispetto per le opinioni (che sapete benissimo che sono incrollabili) di un vecchio rinco, è una questione che non potrebbe fregarmi di meno. Se volete che sia sport e che vada alle Olimpiadi, ci vada pure, tanto già ci sono cani e porci in abbondanza, dunque uno più o uno meno non fa alcun tipo di differenza. Il problema è tutto un altro e sono molto grato a chi ha postato la lettera di un lettore a Severgnini. Non ero io, ma avrei potuto tranquillamente esserlo, in quanto il signore ha perfettamente centrato il tema. La cosa che di questi videogiochi più mi agghiaccia è che si tratta di attività, impegnative quanto volete, sportive magari, ripeto, non potrebbe fregarmi di meno, nelle quali i valori stessi per i quali lo sport è nato, dalla notte dei tempi fino alle vette dell’antica Grecia e poi alla rinascita in chiave educativa e formativa, nonché per alcune nazioni irredente per scopi di aggregazione patriottica attraverso lo sport e il sociale, nella seconda metà del secolo scorso (pardon, di due secoli fa, come passa il tempo), vengono negati e stravolti. Lo sport è stato concepito per curare la mente attraverso la cura del corpo (se ci pensate bene, è questo il vero significato del tanto abusato “mens sana in corpore sano”) per fare sì che ogni essere umano possa grazie ad esso svilupparsi armoniosamente in ogni componente del suo essere e possa così situarsi meglio nella società, interagire meglio con il proprio prossimo, in definitiva possa vivere una vita piena e intensa. I genitori (quelli veri e non gli psicopatici) mandano i bambini al calcio, al minibasket o al minivolley anche perché imparino a vivere in sintonia con i loro coetanei, perché socializzino, si facciano amici, perché imparino in definitiva a vivere in comunità.  

Dall’altra parte i videogiochi sono le attività nelle quali normalmente si esprimono meglio gli afflitti da autismo. Non può essere un caso. Si tratta di competizioni nelle quali sei solo con il tuo joystick contro un avversario che non sai neanche chi sia, anzi di lui conosci solamente il suo avatar, diciamo così. Secondo me non può esserci attività più deleteria di una che ti isola, che ti fa vivere in un mondo tuo, comunque artificiale e retto da un programma di un computer, che ti fa avere ogni contatto agonistico solamente attraverso un’attività virtuale e dunque non puoi provare nessun tipo di empatia nei confronti del tuo avversario che è solo un avatar da stroncare e possibilmente uccidere. Sarò sicuramente rinco, ma una cosa del genere mi fa venire i brividi. Già così i giovani di oggidì sono molto meno socialmente attivi rispetto a quanto succedeva tempo fa, causa ovviamente le infernali macchine parlanti, messaggianti e internettanti per cui dovunque vai si vedono capannelli di giovani (per incontrarsi si incontrano come ci incontravamo noi, da questo punto di vista non ci sono differenze) che però ognuno smanetta sul suo telefonino e, cosa che mi ancora più angosciare, invece di parlare fra loro, magari litigare o prendersi in giro, la loro attività principale è quella di commentare assieme quanto ha risposto a uno di loro un amico contattato via messaggino o social. Ragion per cui le armi occulte di distrazione di massa funzionano a pieno regime con il risultato che i giovani sono ormai anestetizzati a quello che dovrebbe essere la loro preoccupazione principale, quella di fare in modo di smettere di prenderla nel didietro da quelli che fanno politica, economia e leggi, cioè da noi nonnetti che peraltro vediamo il mondo come era decenni fa, che ragioniamo secondo schemi vetusti secondo categorie sia sociali che economiche ormai sorpassate e spazzate via dai tempi della rivoluzione informatica. Ragion per cui la politica la facciamo noi che non ci capiamo più un tubo e dunque la facciamo male, i giovani vedono queste politiche stranissime che parlano di cose che a loro non dicono niente, non essendo in realtà presenti nella società, ma presenti nella memoria dei vecchietti che comandano che pensano che sia ancora come ai tempi che furono, per cui della politica si disinteressano, lasciano che la facciano gli altri, per cui continuano a prenderla nel didietro con ciò allontanandosi sempre di più dalla partecipazione politica (quella sociale è tutta un’altra cosa) e dunque la spirale sociale è diventata un circolo vizioso del quale non si vede la fine e che almeno me angoscia.

In tutto questo, quando il mondo avrebbe tanto bisogno di vere assemblee senza telefonini, ma magari con il megafono, di giovani incazzati che vorrebbero cambiare il mondo (Tanjević dice che un giovane di destra è un giovane nato vecchio e che comunque non sa neanche cosa sia la vera gioventù), di giovani comunque vivi, che vogliono partecipare, cambiare la società, e per far ciò bisogna mobilitarsi di persona, non attraverso interposta realtà virtuale, promuovere i videogiochi a sport olimpico a me fa ghiacciare le vene. Che poi sia o non sia sport, ripeto, chi se ne frega. A me importa tantissimo non dover vivere in Matrix. Questo sì che mi procura un terrore folle.