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Fisicamente impossibile

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Creato Mercoledì, 08 Settembre 2010 Scritto da Sergio Tavčar
Nei commenti su un post di qualche giorno fa avevate improvvisamente deragliato quando si è toccato l'argomento dei fisici dei giocatori di una volta e dei giocatori di adesso. Siete andati in tanti improvvisamente fuori tema, rispondendovi in modo furioso, sintomo inevitabile che si era toccato un nervo scoperto e soprattutto un argomento dove non ci sono controprove e dunque ciascuno può avere una sua legittima opinione.

Se volete sapere la mia ve la do, se non la volete sapere chiudete. Tanto, è matematico, non convincerò nessuno se non i già convinti, come sempre succede in questi casi (e perché dunque continuino a sprecare soldi a palate per le varie tribune politiche, comizi e spot, visto che in Italia, si sa, l'unica distinzione è fra quelli che credono che Berlusconi sia un genio e quelli che credono che invece sia la iattura più spaventosa capitata all'Italia dal terremoto di Messina o, come direbbero i leghisti, dalla Spedizione dei Mille – scherzo, ovviamente, su quest'ultimo argomento, spero che non crediate che la pensi sul serio come i leghisti – è un mistero che continua ad affliggermi, e soprattutto mi affligge che nessuno lo denunci). Allora, visto che ormai sono sull'anzianeggiante e dunque ne ho viste già molte, la mia opinione è che il basket abbia avuto un grosso balzo in avanti dal punto di vista fisico nel periodo fine anni '60 - inizi anni '70. Opinione corroborata dal fatto che proprio allora fecero un balzo incredibile i record mondiali sia di atletica che di nuoto. Per esempio, se guardate ai risultati di nuoto (mio secondo sport per interesse, anche perchè è l'unico per cui avevo vero talento) vi renderete conto che fra Tokio '64 e Montreal '76 c'è molta più differenza che da allora ad adesso: bisogna ovviamente aspettare Londra con l'abolizione dei costumi paperette gonfiabili e fare la ovvia tara sul progresso delle tecniche di allenamento (anche se pure qui ci sarebbe da discutere: saranno stati anche apprendisti stregoni, ma quando i tedeschi hanno voluto fare qualche risultato si sono comunque dovuti rivolgere ai vecchi maghi della DDR), dell'alimentazione e, soprattutto, degli aiuti farmacologici, non solo doping, ma aiuti veri e propri perfettamente legittimi. (Per continuare clicca su "leggi tutto")

Trasportando il tutto al basket posso sicuramente dire che in Jugoslavia il basket era pre-Ćosić e post-Ćosić, come scrivo nel libro. Ćosić era 210, correva come un piccolo e, come anch'esso detto nel libro, nel '71 agli Europei in contropiede staccò dalla lunetta e, sorvolando (!) due polacchi schiacciò a due mani in puro stile NBA di adesso (solo senza urlo ed appensione scimmiesca sul ferro). È solo ovvio che le nuove leve atleticamente dovessero seguirlo. Sarà un caso, ma in Italia nello stesso periodo ci fu il pre-Meneghin ed il post-Meneghin. In Russia passarono dal patetico Andrejev (qualcuno se lo ricorderà) di colpo a gente di 205 e passa (il primo fu Žarmuhamedov) che giocavano come piccoli allungati. Insomma in tutta Europa la statura media delle squadre di vertice si avvicinò più o meno a quella delle squadre di adesso. E se adesso mi dite che quelli di adesso sarebbero più atleti, vi rimando: e perchè mai dovrebbero esserlo? Che tara genetica avrebbero avuto quelli degli anni '70 per essere handicappati? Le leve giovanili in Jugoslavia già allora scartavano frotte di 15-enni più alti di 2 e 05 solo perchè considerati casi senza speranza, dunque tenevano solo gli atleti.

Il big bang ci fu lì. E dunque mia fermissima ed incrollabile certezza che i giocatori post quel periodo, per dire degli jugoslavi Slavnić, ma soprattutto Kićanović, Delibašić e Dalipagić, allenati con i metodi di adesso, con le pillole che hanno adesso, se giocassero adesso farebbero sfracelli inenarrabili. Se qualcuno pensasse di marcare Kićanović come si marca una guardia odierna (lasciandogli libero il lato verso il fondo) Kića segnerebbe dai 70 in su, perchè farebbe semplicemente il tiro che per lui era un layup, la conclusione di tabella dai 4 metri dopo arresto fulmineo. Per non dire che Kića e Mirza mai(!) hanno giocato con la linea dei tre punti, perchè si sono ritirati prima. E per loro due il tiro da oltre 6 metri era il tiro normale. Su Dalipagić inutile spendere parole. Quando uno fa 70 punti veri (non virtuali) nel campionato italiano, come a dire un campionato che ci tiene ad essere considerato forte, a 30-ina ampiamente passata ed a fine carriera, dovreste spiegarmi che progresso fisico ci sia stato nel frattempo.

Del resto Meneghin ha giocato a Trieste fino ai 43 anni rendendosi più che utile nei minuti in cui stava in campo. Se nel frattempo ci fosse stato quel gran progresso fisico che dite avrebbero dovuto renderlo patetico, ed invece ad essere patetici erano quelli che ci giocavano contro. Ed allora la conclusione è che nel '93 si giocava un basket fisicamente inferiore a quello del '70, quando a 20 anni praticamente da solo (con Raga, a dire il vero), vinse la Coppa Campioni. Conclusione ovviamente strampalata, ma certamente non più di quella che afferma che allora il basket sì, era fisico.

E poi: fino a quanti anni hanno giocato con ruoli importanti Vescovi, Premier, Della Fiori, Lucarelli, Tonut? Se ci fosse stato questo grande progresso non li avrebbero chiamati (e pagati) quando erano ampiamente negli anta. Io crederò che c'è stato un vero progresso fisico solo quando vedrò un giocatore di 30 anni penare a fare le cose che a 25 gli riuscivano facili. Per gli amanti dell'NBA: come e quando segnava Michael Jordan nella sua ultima incarnazione a Washington? Esattamente quando voleva, solo che, visto che non doveva più girare spot, non occorreva più che saltasse per i highlight.

La scusa del progresso fisico è secondo me solamente un pietoso velo per negare che oggigiorno la gente non sa più palleggiare decentemente, che non sa passare, che non sa fare cambi di mano, per non parlare di virate (ah, Delibašić!), che non sa fare arresto e tiro, ma che soprattutto non sa giocare senza palla, fare tagli backdoor al momento giusto leggendo la difesa e non perchè lo ordina il coach, che non sa farsi un autoblocco per il rimbalzo offensivo eccetera. Datemi giocatori che sappiano fare tutte queste cose (per esempio Scola ed altri quattro) ed è impossibile che non vinca contro chiunque.