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La minoranza è ovunque

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Creato Mercoledì, 09 Marzo 2011 Scritto da Sergio Tavčar

Parliamo finalmente di regole ed arbitri. Non prima comunque di aver rimarcato, come anche giustamente dice un lettore, col giusto risalto l’ottima stagione del Krka che secondo me dimostra come avevano ragione i dirigenti dell'Olimpija quando chiamarono alla guida della squadra lo sconosciuto Džikić che si è rivelato un bravissimo allenatore. L’unico problema era che lo avevano chiamato troppo presto, quando evidentemente non era ancora pronto.

Negli anni mi si è attaccata la fama di essere uno che odia gli arbitri, anche perché provengo dalle file degli allenatori che, si sa, con gli arbitri vanno poco d’accordo. Ora, ferma restando la convinzione che gli arbitri siano un male necessario e che il primo compito loro è quello di rendersene conto, penso che la fama sia errata. Certo, con gli arbitri incapaci ed imbecilli e soprattutto presupponenti non sarò mai tenero, come del resto non lo sono mai stato con i giocatori appartenenti alla stessa categoria, ma che esistano anche arbitri molto bravi, ed alcuni anche bravissimi, ne sono fermamente convinto. Dirò di più: penso che la categoria abbia fatto nel mondo (in Italia no) un grosso passo in avanti, soprattutto da quando gli arbitri di Eurolega sono stati presi in mano da Rigas e parallelamente la FIBA ha messo a capo del loro settore tecnico Betancourt. Oggi penso che l’arbitraggio delle manifestazioni ULEB sia di livello non solo decente, ma che meriti la più ampia sufficienza. Certo, ci sono di bravi e di meno bravi, però l’impressione generale è che finalmente si sia raggiunta un'uniformità di metro, per cui uno sa sempre più o meno quello che lo può attendere. Il che è esattamente quello che si pretende dagli arbitri, che cioè amministrino lo stesso gioco che pratichiamo noi e che non vengano da Paesi alieni, come capitava una volta, dove il basket era uno sport che veniva interpretato in modo almeno peculiare. (Per continuare a leggere clicca sotto su "leggi tutto").

Inciso: perché in Italia no? Perché in Italia ci si ostina ad incensare arbitri protagonisti, senza far nomi per esempio Facchini e Lamonica, che, pur tecnicamente ferratissimi, e su questo non ci possono essere dubbi, arbitrano nel mai abbastanza deprecato solco dei Vitolo, della serie state buoni perché qui comandiamo noi. Che è esattamente l'atteggiamento che più riprovo nella concezione stessa di cosa debba essere un arbitro.

Detto questo passo al tema principale che ricalca abbastanza la classica storia dell'uovo e della gallina. Se non sbaglio le regole tecniche del basket sono rimaste le stesse da tempi immemorabili, a parte le varie interpretazioni delle stesse che si sono succedute nei tempi, penso principalmente alla tecnica dell'arresto e di quale sia poi il piede perno. Per quanto ne so continua ad essere in vigore la regola, assolutamente fondamentale, che recita che per palleggiare bisogna rilasciare la palla prima di sollevare il piede perno. Se è stata cambiata, allora tutto quel che segue è inutile, ma penso che la regola sia sempre la stessa. Per passare o tirare bisogna rilasciare la palla prima di toccare nuovamente terra col piede perno, regola questa anch'essa fondamentale. Sui contatti dovrebbe essere rimasta in vigore la regola che dice che il tocco col braccio (tanto più se fuori dal cilindro) è fallo per default. Sui contatti corpo contro corpo dovrebbe essere ancora in vigore la regola per cui il contatto fuori dal cilindro è comunque fallo. Esiste ancora, mi sembra, la regola dei tre secondi che, secondo l’ultima interpretazione, sembra dire che i 3 secondi non sono punibili fino a che il giocatore non riceve il pallone.

Eccetera. Questo solo per elencare le cose più importanti. Ed allora perché, di grazia, queste regole non vengono più rispettate? Non si tratta qui di fare il becero perfezionista, si tratta di salvaguardare lo spirito stesso del basket e la sua spettacolarità, in fondo. Pensate un po': se queste regole venissero rispettare, cum grano salis, ovviamente, allora non vedremmo più entrate in quarto tempo, come succede oggi quando è normale che uno parta in terzo tempo quando ha ancora i piedi per terra, oppure che alla fine del terzo tempo faccia ancora un arresto per magari schiacciare. Non vedremmo più i pivot che sotto canestro fanno una miriade di passettini per smarcarsi meglio da omaccioni che li spingono con la pancia e sono pronti a stopparli uscendo sempre clamorosamente dal loro cilindro in tutta impunità, non vedremmo gente che bivacca nei pressi del canestro creando ammucchiate terribili e mischie dantesche perché i difensori ovviamente non li possono lasciar stare, in quanto se ricevono la palla nessuno fischia niente e loro segnano indisturbati.

Qui entra in ballo la storia dell'uovo e della gallina. Si gioca così perché questo è stato il metro deciso dagli arbitri o semplicemente gli arbitri si adeguano al tipo di gioco che si pratica oggi facendo buon viso a cattivo gioco? La mia impressione è che sia vera la seconda ipotesi, anche perché quando gli arbitri fischiano qualcosa che finalmente somiglia ad un'interpretazione meno permissiva delle regole fondamentali ed io salto dalla poltrona per tributare loro una standing ovation, sento i commentatori dire che il fischio è stato forse troppo fiscale e contemporaneamente vedo coach e panchina che saltano in piedi indignati.

Sono sicuro che la mia visione delle cose sia assolutamente minoritaria, per cui, per favore, non commentate confutandomi, perché lo do per scontato che nel sentimento generale avete ragione voi. Volevo solo instillare un piccolo tarlo nel modo generale di ragionare. Facciamo un ragionamento per assurdo. Diciamo che di colpo tutti gli arbitri del mondo impazziscano e si mettano a fischiare secondo la lettera del regolamento. È solo ovvio che le partite finirebbero per mancanza di giocatori verso il decimo del primo tempo con gli allenatori già rinchiusi in camicie di forza a sbattere la testa sulle pareti di stanze dipinte di bianco. È altrettanto ovvio che vi sarebbe un fischio per infrazione praticamente ogni 5-6 secondi e che non si giocherebbe proprio. Pensate però ora se gli arbitri insistessero su questo metro e la gente dovesse cominciare ad adeguarsi. Vedremmo tutto un altro gioco che, guarda caso, somiglierebbe tantissimo a quello tanto deriso dei tempi che furono.

Dove prevarrebbe la tecnica, i giocatori meno forzuti (che dunque non avrebbero bisogno di bombarsi) potrebbero comunque di nuovo respirare e far valere le loro doti tecniche, appunto, dove la difesa dovrebbe finalmente difendere con le gambe e la testa (mai visto negli ultimi tempi un difensore che faccia una finta all'attaccante per farlo andare dove vuole lui) e non più con le braccia e le anche, dove tanti stopponi siderali sarebbero finalmente considerati per quello che sono a rigor di regolamento, e cioè falli, dove le aree sarebbero finalmente sgombre, perché i tre secondi sarebbero in vigore.

Ovvio, vedremmo un altro basket, molto simile a quello di una volta quando, guarda caso, gli arbitri erano molto più fiscali. Sarebbe veramente un male? Certo, secondo la mentalità imperante, sì. Secondo me no, anzi. Ecco perché sono in tristissima minoranza.