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Carte in regola

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Creato Venerdì, 22 Aprile 2011 Scritto da Sergio Tavčar

Dai commenti ai miei post mi sembra che uno degli argomenti preferiti sia quello del regolamento e dell'interpretazione arbitrale. Se ci pensate bene il sospetto che si insinua è che sia un po' lo specchio delle preoccupazioni che tutti noi nutriamo verso il nostro magnifico gioco, in quanto quello che vediamo adesso non ci piace tanto e ci rifugiamo nell'illusione che cambiando il regolamento il gioco possa improvvisamente rinascere e ridiventare appassionante. Nel mio inguaribile pessimismo penso sia, appunto, una pia illusione e che bisognerebbe cambiare le teste, il modo cioè di concepire il basket, perché con l'andazzo attuale non ci sono cambiamenti di regolamento che tengano. Certo, si può cambiare per tentare di migliorare, ma la conseguenza finale sarà sempre quella che gli adeguamenti arriverebbero abbastanza presto ritornando al punto di prima.

Per contribuire comunque al dibattito, facendo finta di credere che si possa per via burocratica fare sì che il basket ritorni quello che era, ripeto fino allo sfinimento, un gioco, cioè un'attività per prima cosa creativa, di ingegno ed intelligenza, se poi condita da buone predisposizioni fisiche tanto meglio, ma non certamente come adesso con le priorità invertite, dirò anche la mia. (Per continuare a leggere, clicca sotto su "leggi tutto") 

 

Intanto la cosa che per me è marziana sono i tre secondi difensivi, invenzione allucinante che poteva essere perpetrata (è vero, questo verbo mi piace tantissimo e lo uso spessissimo, perché esprime perfettamente il concetto che ho in mente quando lo uso) solo in America. Provate un po'a mettervi nei miei panni, di uno cioè che è nato e cresciuto a pane e basket nella mentalità jugoslava. Di una mentalità che mette al primissimo posto nelle capacità di un giocatore di basket quella di fare canestro. Della serie, come dicevano loro, no tiro no basket. Adesso c'è una regola che mi impone di andare a marcare vicino un giocatore per regolamento. Ma scherziamo? Siamo fuori di testa? Per che cavolo di ragione dovrei andare vicino ad uno che ha la mano quadra? Per parlare di dove andremo dopo la partita? Se ha la mano quadra che si alleni, la arrotondi, cominci a prenderci qualche volta e forse dopo lo andrò a marcare. E state pur sicuri che non commetterei mai un'infrazione di tre secondi difensivi se dovessi marcare Kićanović. Un regolamento che mi imponga di marcare secondo schemi prefissati e non come mi pare e piace è totalmente contrario allo spirito stesso del gioco. Ad uno con le palle lesse conviene tante volte sfidarlo a tirare, "vediamo se hai le palle per fare canestro", e comunque non c'è soddisfazione più sopraffina che il vedere il fenomeno costretto a tirare e sbagliare o addirittura a passare la palla (Rubio col Pana? Uno a caso). La sconfitta psicologica che gli infliggiamo in questo modo può a volte escluderlo completamente dalla partita. E, ripeto, per regolamento dovrei rinunciare ad una delle cose più sopraffine che si possano fare nel basket? Non esiste, se uno mi parla ancora di tre secondi difensivi intanto imbraccio un kalašnikov, lo faccio fuori senza rimpianti ed affronto a testa alta la giusta punizione.

Su un'altra cosa sono invece in grosso dubbio. Parlo della possibilità di alzare i canestri. Ci sono i pro ed i contro. Il pro è senza dubbio che avendo più angolo di tiro ci sarebbero molte più possibilità per i più piccoli di tirare da sotto senza subire la stoppata obbligatoria, un altro pro è sicuramente il fatto che vedremmo molte meno schiacciate, anche se le schiacciate in sé mi lasciano freddo – se uno vuole fare fatica per saltare e venire bene in foto ed apparire nei highlight, buon pro gli faccia – ma soprattutto vedremmo molti meno goal tending mascherati da stoppate, nel senso che ritengo altamente immorale e contrario allo spirito del gioco disturbare una parabola già partita e che non può essere alta più di tanto vista l'altezza del canestro solo perché si è saltatori della madonna e si riesce a pizzicare la palla al culmine (??) della parabola. So benissimo che su questo argomento sono troppo passatista, perciò non consideratelo neppure. Passando ai contro il contro più clamoroso e che mi fa pendere la bilancia in favore del mantenimento dell'altezza attuale è quello che la lotta per i rimbalzi, con la palla più tempo in aria e che arriva da più in alto, favorirebbe troppo i più lunghi e dotati di elevazione nei confronti dei veloci e svegli, di quelli cioè che il rimbalzo meritano di prenderlo, perché ci sono andati col tempo giusto e nella direzione giusta. Alzando i canestri ho paura che la percentuale di rimbalzi in attacco presi dai piccoli calerebbe a cifre insignificanti, rendendo così il gioco anche molto più statico, ritornando in qualche modo al basket degli albori.

Allargare il campo? Per dare più spazio alla riga dei tre punti? I giocatori si muovano meglio, gli arbitri fischino molto di più le spinte di pancia o anca dei difensori, non diano sfondamento sempre e comunque quando l'attaccante va verso il canestro ed il difensore, muovendosi e tagliandogli la strada, riceve un colpo spalla contro pancia che mi pare oggigiorno sia l'unico modo nel quale si giudica uno sfondamento (troppo comodo, a mio modo di vedere – uno dei tre arbitri sarà stato sulla linea giusta per giudicare bene, vivaddio), fischino soprattutto gli spintoni di corpo che costringono il tagliante sul fondo ad uscire verso la tribuna per poi rientrare dall'altra parte del campo dopo tre ore con ciò vanificando qualsiasi efficacia uno schema del genere possa avere ed il campo può rimanere com'è. Più gente deve muoversi in un piccolo spazio e più viene premiata la velocità sia di gambe e mente, dunque più si premia il vero giocatore di basket.

Riga da tre punti. Due scuole: una dice aboliamola del tutto o comunque mettiamola a distanze siderali per cui ritorni ad essere quello per cui era stata inventata, un'arma tattica per le rimonte nel finale, l'altra dice che ormai la riga è diventata un fattore strategico di tutto un impianto di gioco per cui è giusto che rimanga ed in questo caso che sia a 7,25, 7,74, 7, cos x moltiplicato per P greco, non ha nessuna importanza vera. Penso che nessuno si sia in realtà accorto che quest'anno l'hanno allontanata di mezzo metro, il che se ci pensate non è neanche tanto poco. Secondo me tutte e due le scuole sono legittime, anche se è solo ovvio che il sottoscritto appartenga con convinzione alla prima.

Semicerchio: la mia l'ho già detta e comunque sul tema avete svolto un ottimo compito, sviscerando tutti gli aspetti dell'argomento, per cui non ho proprio nulla da aggiungere.

Ed infine: l'infame regola della freccia del possesso. Che può andare bene per i campionati di mia nipote (nel senso di zio, non sono poi tanto vecchio), l'Under 17 femminile, dove le palle a due sono una ventina per partita, ma che in un campionato maschile di adulti è un obbrobrio. Penso di aver già raccontato di quando l'ex arbitro internazionale Luglini, mio istruttore di regolamento all'esame di allievo allenatore, mi spiegò la cura maniacale che destinava nei corsi per arbitri alla tecnica del lancio della palla a due per perseguire il fine della massima equità nel lancio stesso. Gli arbitri si impegnino ad imparare come si lancia una palla a due e questa abominevole regola venga finalmente abolita. Quando lo sarà, sarà sempre troppo tardi.