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Commento Europei 12

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Creato Lunedì, 16 Settembre 2013 Scritto da Sergio Tavčar

Oggi sarò brevissimo, perché scrivo infatti nell'intervallo di Croazia-Grecia (partita nella quale faccio un tifo assurdo per la Grecia, perché mi fa una fifa blu l'idea di dover giocare contro la Francia nei quarti), in quanto abbiamo cominciato Zona sport e sono costretto a rimanere a Capodistria fino alla fine della partita, scrivere velocemente il commento per la trasmissione e poi volare a Lubiana per vedere il più possibile della partita dell'Italia.

Sul blog di ieri: era uno sfogo e posso aver detto cose piuttosto di cattivo gusto, per cui di esse mi scuso. Non riesco a capire però l'appunto che se non riesco a sopportare le opinioni a me avverse non si vede perché insista a tenere un blog. Guardate che non me lo ha mica ordinato il dottore e posso smettere di scrivere quando mi pare e piace, per cui se qualcuno pensa che lo scrivere accresca il mio ego si sbaglia di grosso. Era cominciato come un divertimento (no, sono onesto, per lanciare il libro), ha messo assieme un bel gruppo di gente raziocinante, sono andato avanti e tutto qua. Se, come ha detto qualcuno per cose ben più importanti, pensate che il problema sia io, per l'amor di Dio, fate voi, che a me non me ne viene niente. (Per continuare a leggere clicca solo su "leggi tutto") 

Snobismo? Può essere. Nessuno è perfetto, tanto meno io che ho milioni di difetti dei quali penso di conoscerne la maggior parte, però c'è sempre qualcosa che può sfuggire. Rispondo anche subito a Leo che mi sembra leggermente offeso dal mio blog di ieri. Se pensa che scrivendo avessi in mente qualcuno di particolare si sbaglia di grosso. Fra l'altro sbagliano di grosso anche coloro che pensano che li abbia attaccati perché hanno un particolare tipo di opinione. Non so come spiegarmi, tento di farlo in continuazione, ma evidentemente è mio destino non riuscire a farmi capire, che non disprezzo nessun tipo di opinione, anche se ritengo che sia sbagliata, ma questo è affar mio, quello che mi fa leggermente trasalire (bene così, Luca67?) è non "cosa", ma il "modo". Sfido chiunque, rovistando fra i miei file passati, trovare una mia qualsiasi opinione espressa in modo apodittico e che non abbia a monte una spiegazione, un ragionamento completo che io vorrei tanto fosse confutato come si fa in matematica, trovando i passi sbagliati del ragionamento e trovandone i punti deboli o almeno discutibili, e non invece dire "a me non sembra che sia così". Va bene, ma per favore spiegami perché! Fa un tuo ragionamento che lo confronto con il mio. Ecco, questo è quello che io vorrei avere sul mio blog, anche per mio arricchimento personale. Forse ho già detto che sono fondamentalmente pigro e che la cosa che più odio è lavorare a vuoto e che quando io mi sforzo di ragionare come ritorno mi arrivano vuote discussioni da bar, senza un fondamento qualsiasi di supporto a quanto affermato, la sensazione dello sforzarsi per nulla diventa frustrante. Tornando ancora un po' a Leo vorrei solo dire che non ha certamente capito la frase che riporta. Non ho mai detto che elimino tutti quelli che si comportano a volte da imbecilli o fanno qualche errore. In questo caso non avrei dovuto parlarmi già da quando ero piccolo e ho fatto arrabbiare prima che i miei genitori me stesso per averli delusi o per essermi comportato da scemo. Ho detto solo che con le persone che dopo molto tempo decido siano imbecilli, o se volete che articoli meglio, con le quali non entro in sintonia intellettuale, non discuto più di cose importanti, tutto qua. Stia però sicuro che, se dovesse avere bisogno di aiuto, sarei il primo a darglielo. Una persona è una persona, il suo modo di ragionare è tutt'altra cosa.

In definitiva volevo solo dire, e devo averlo detto in modo maldestro, arrabbiato com'ero, che è inutile coinvolgermi in discussioni che non mi interessano. Fate pure, però concedetemi almeno la speranza e il desiderio di leggere sul mio blog cose che interessano quello che lo scrive. La discussione di questi ultimi giorni, detto fuori dai denti, non potrebbe fregarmi di meno. Perché? Perché una discussione del tipo se mia nonna avesse avuto le ruote io sarei un carretto non mi ha mai interessato.

E ancora una risposta a Franz che mi chiede se pensi che su un allenatore debbano discutere solo gli allenatori, su un arbitro solo gli arbitri eccetera la mia opinione è che, fatta la dovuta precisazione che qui si parla esclusivamente del lato tecnico, professionistico del mestiere, la risposta è assolutamente, totalmente, indiscutibilmente sì. Se un chirurgo sbaglia un'operazione non vedo proprio chi possa discuterne se non un consesso di chirurghi. Per me che sono telecronista è solo ovvio che, se voglio migliorare, devo ascoltare i consigli di un altro telecronista più bravo e soprattutto più esperto di me, e non certamente quanto mi viene detto dallo spettatore qualsiasi. Certo, anche la sua opinione può essere interessante, ma non certamente dal punto di vista tecnico, dei tempi della telecronaca, di cosa e di quando dirlo, di come seguire il match, di quando fare le pause eccetera. Per cui, ritornando a bomba, mi da fastidio il modo con cui la gente normalmente discute delle scelte tecniche del coach. Può averle sbagliate, come sbagliamo tutti, ma le cose vanno analizzate su piani ben più profondi e analitici di quanto non si faccia nelle discussioni fra tifosi. E, permettetemi, la mia ambizione sarebbe di avere su questo blog intenditori o comunque appassionati e non certamente tifosi.

Devo finire, perché la partita sta già arrivando alla fine del terzo quarto e la speranziella che i croati nel finale possano incartarsi rimane sempre accesa. Del resto bastava che Cusin (stanco morto, caro Franz!) trovasse il fondo del canestro, impresa ben più facile della prodezza che è riuscito a compiere, che a più di due minuti dalla fine l'Italia andasse a meno due dopo il meno 15 susseguente all'asfaltata del terzo quarto. Parlavate di TV: sapete lo share che ha avuto la partita fra Slovenia e Italia di giovedì sulla TV nazionale slovena? Il 67%! Quando si parla di nazione di baskettari.