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Blog Olimpico - 9

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Creato Domenica, 05 Agosto 2012 Scritto da Sergio Tavčar

Un bilancio sulle gare di nuoto finite ieri? Non credo che al largo pubblico (mi allargo...) interessino dati statistici sul numero di medaglie, record mondiali abbattuti, eccetera. Fra l'altro questi dati si possono reperire su qualsiasi sito che parli di Olimpiadi. Faccio dunque un paio di considerazioni generali che possono servire anche da punto di partenza per capire quale sia lo stato di salute del nuoto attuale. Intanto: livello stellare. La cosa più sconvolgente è che solo tre anni fa a Roma, in piena orgia di paperette gonfiabili che tenevano a galla anche barili quali Bernard trasformando il nuoto da sport raffinato di tecnica, acquaticità e doti idrodinamiche in esibizione di forza bruta che prendeva a schiaffi l'elemento più prezioso che ci sia sul pianeta, vennero stabiliti primati che sembravano battibili solamente dopo un numero enorme di anni. Ed invece a Londra tutti i tempi delle varie gare erano immediatamente paragonabili a quelli di Roma, tanto che a volte ci si dimenticava dell'enorme differenza fra le basi di partenza per le prestazioni nei due casi. Il ritorno al costume normale, tecnologico quanto basta che però mette tutti più o meno su uno stesso piano, ha inoltre avuto un'altra virtuosa conseguenza, e che cioè ritornano ad emergere (in tutti i sensi, visto che parliamo di acqua) i veri talenti per il nuoto, fra i quali penso che i più fulgidi esempi vengano dai cinesi: Sun Yang e Ye Shiwen sono marziani, mentre a me piace un sacco anche come nuota la giovane sprinter Tang Yi. Sicuramente fenomena è anche la Franklin che però è un mostro soprattutto dal punto di vista fisico, tanto che penso che sarebbe fortissima qualsiasi sport facesse. La Schmitt la conosciamo da tempo: di lei penso che abbia trovato a Londra la forma della vita, un po' come la Kukors a Roma, per cui la derubricherei dalla lista dei fenomeni. Degli europei nella lista dei fenomeni (natatori, dunque di gente che sembra fatta per nuotare) va inserito di diritto Agnel. E ancora: Le Clos è un altro che sembra nato per nuotare. Eccetera, chissà quanti me ne dimentico. Quello che voglio dire è che il ritorno al costume ha riportato a galla (ancora una volta in tutti i sensi...) i talenti veri per il nuoto che sono andati come schegge e che hanno vinto. Cosa può volere di più un esteta del nuoto come il sottoscritto? Nulla, ed infatti sono estasiato.

Secondo: il livello di vertice è talmente elevato che neanche fenomeni conclamati quali Phelps e Lochte possono fare più quello che vogliono, come facevano in passato. Esemplare l'inizio stentato di Phelps che è entrato in forma solamente negli ultimi giorni e la giornata catastrofica di Lochte che dapprima voleva vincere al risparmio i 200 dorso, ed invece a salvare l'onore USA ha dovuto pensarci Clary che poi è andato a scusarsi ("guarda che volevo farti vincere, però ho dovuto sorpassarti perché se no vinceva il giapponese"), per risparmiarsi per lo show down con Phelps sui 200 misti, nei quali ha subito invece una storica batosta. La stessa Franklin ha stravinto il dorso, però in crawl è stata una delle tante.

Terzo: c'è in atto un incredibile cambio generazionale con l'esplosione di 15 fino a 17enni (anche fra i maschi, per esempio abbiate fiducia in Paltrinieri, vincente se ne è uno – anche lui emiliano come la Rossi, ne parlerò fra poco). In genere comunque tutti i giovani fortissimi sono nati fra il '90 ed il '92, per cui ce li sorbiremo (affettuoso, in realtà ce li goderemo) ancora per lunghissimo tempo. Sulle sensazionali lattanti tipo Meliutyte e Ledecky il giudizio lo riservo per gli anni successivi. Le ragazzine giovanissime traggono vantaggi enormi dalla loro galleggiabilità, per cui bisogna attenderle al varco a maturazione fisica completata (oddio, la Meliutyte mostra tutto meno che 15 anni, visto che già adesso sposterebbe un vagone con una mano, almeno a vederla fuori vasca).

Ed infine un bilancio per nazioni: USA su tutti, come sempre, anche perché non dipendono più solo dal duo Phelps-Lochte che negli scorsi mascheravano moltissimi buchi vincendo da soli valanghe di medaglie in serie. Francia stupefacente con tre ori ed un argento (più un quarto posto) nelle 5 gare della velocità maschile (50, 100, 200 e le due staffette a crawl), e dunque nel settore più storico, nobile e prestigioso del nuoto. Cina che mette in mostra i talenti natatori più limpidi, Giappone con un livello medio strabiliante, peccato che non abbia stileliberisti. Bene l'Ungheria, media la Russia che non ha avuto esplosioni (fra l'altro più o meno spariti i velocisti, da Lobincev a Izotov), ma che ha lo stesso lasciato la zampata con le medaglie della Zueva, della Jefimova e di Korotijškin, catastrofe Italia e soprattutto Germania. Non ricordo Olimpiadi con la Germania che ottiene lo stesso successo dell'Italia: zero medaglie. Ma di grazia, hanno allenatori fenomenali ai quali basta dire che non dopino i loro atleti perché per il resto il mestiere lo conoscono in modo straordinario: perché non li usano? E per finire che dire dell'Australia, un solo oro e anche quello per grazia ricevuta, leggi Olanda che ha avuto di tutte le sprinter solo l'immensa Kromowidjojo al livello che da loro si attendeva (Dekker e Heemskerk non pervenute)?

Due brevi considerazioni finali. Mi fa immenso piacere che ogni gara confermi quanto continuo a ripetere da tempo in modo incessante in questi miei post. Che cioè tutti i successi sportivi (e non solo) nascono dalla testa. Tutto il resto viene (molto) dopo. Se vale per tutti gli sport del globo, perché maledizione non dovrebbe valere anche per il basket, sport tutt'altro che acefalo? La testa è fondamentale nel sollevamento pesi, immaginarsi nel basket, dove il pensare in campo è una delle cose più importanti. Ultima dimostrazione di ciò quella incredibile macchina che è Jessica Rossi. Non credo di aver mai visto in vita mia atleta più vincente. Al limite del surreale, metafisico quasi, la risposta alla domanda: "cosa hai pensato quando hai sbagliato l'unico piattello della tua gara?" "mi è venuto da ridere". Solo chi ha in testa un paio di marce in più può rispondere in questo modo.

Sugli USA di basket infine ha detto tutto Enrico nel suo intervento al post di ieri. Non ho esattamente nulla da aggiungere.