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Le formule dell'imbecillità

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Creato Mercoledì, 23 Marzo 2011 Scritto da Sergio Tavčar

Prendo spunto dall'ultimo commento che ho letto sul post precedente. Io pensavo che quelli della FIBA fossero, per usare un eufemismo, intellettualmente poco dotati, finché non ho visto cosa fanno negli altri sport che pure dovrebbero essere importanti e diffusi. Vero, quello che è successo nelle finali della Coppa del mondo di sci è una cosa dall'imbecillità quasi metafisica. La Coppa del mondo femminile si combatte ed aggiudica per una manciata di punti e cosa ti fanno? Cancellano il gigante finale che sarebbe stato un thriller di primissima qualità, giustamente, visto che non si poteva disputare per il maltempo. Nell'epoca dei satelliti e della tecnologia ormai avanzatissima avrebbero però dovuto sapere che domenica ci sarebbe stato uno splendido sole e secondo qualsiasi persona di medio buon senso sarebbe stato solo logico che cancellassero quella puttanata galattica che è la gara a squadre per far disputare finalmente il gigante. Anzi, dirò di più: avrebbero avuto tutto il tempo di fare anche quello maschile. E dirò ancora di più: perché non pensare al lunedì per far disputare il SuperG (o addirittura viceversa che sarebbe stato perfetto)? Perché non l'hanno fatto? Penso che la spiegazione più semplice sia anche quella più giusta: sono dei dementi. (Per continuare a leggere clicca sotto su "leggi tutto")

 

Passando alla pallavolo non so se conoscete le regole della Champions' League. Intanto nei gironi eliminatori un caso di parità la classifica avulsa non la considerano neanche, non valgono dunque gli incontri diretti, ma i quozienti (neanche differenze!) set complessivi. Sempre meglio che ai Mondiali dove invece valevano i quozienti punti, il che sarebbe come a dire che nel calcio, invece dei gol in trasferta, valesse il possesso palla. Poi comincia la fase ad eliminazione diretta che è in partenza una cagata, perché una delle squadre in lizza, comprando le Final Four, ottiene direttamente un bye fino alla rassegna finale, per cui invece degli ottavi e quarti di finale, si hanno dei sesti e terzi di finale, roba mai vista. E come avviene l'eliminazione diretta? Uno sano di mente pensa che in caso di una vittoria per parte valga la differenza set, ed a pari differenza set si ricorra alla differenza punti, e poi ancora eventualmente al quoziente di qualcosa. E invece no! In casi di una vittoria per parte alla fine della partita di ritorno si gioca un ulteriore set (che può benissimo essere il sesto), il cosiddetto "golden set" che è poi nientemeno che un ulteriore tiebreak ai 15 punti. Riassumendo: A batte B 3 a 0 in casa, perde 3 a 2, magari 28 a 26 al quinto, in trasferta e deve giocarsi tutto in un ulteriore tiebreak che normalmente, per ovvie considerazioni psicologiche (oltre che per l'ovvio fatto di giocare in trasferta) perde, per cui viene eliminata. Assurdo, patologico, demenziale, inconcepibile, grottesco? Di più.

Uno non riesce proprio a capire da quali abissi di imbecillità possano provenire simili idiozie. Speriamo solo che nel basket mantengano un po' più di senno e che non si facciano travolgere da qualche Ecclestone di turno che propone le innaffiate a sorpresa delle piste di Formula Uno per alzare il livello dello spettacolo. Forse queste uscite da manicomio hanno qualcosa a che fare con la demenza senile. Se per caso percepirete che fra qualche tempo comincerò a farneticare pure io fatemelo sapere subito che, lo prometto, smetterò di manifestarmi in pubblico.

Tornando un po' al basket questi giorni sono a casa per ferie coatte (non mi danno il rinnovo della patente per andare al lavoro finché non passo l'esame della vista, che non riesco proprio a passare finché non mi opererò di una cataratta all'occhio destro che in questo momento non vede più un piffero – vecchiaia, dicevamo?) e la scorsa settimana mi sono fatto una scorpacciata su ESPN America delle partite del primo turno del torneo NCAA. Inciso: loro sì che sanno vendere bene i loro prodotti con le telecronache no stop ed i vari studi di presentazione. Ri-inciso: ascoltare le loro telecronache è una vera boccata di aria fresca ed uno si chiede, restando nel tema di alcuni post precedenti, perché mai in Italia copino tutto dall'America meno quello che, unico, ci sarebbe da copiare? Misteri della vita. Probabilmente sorprenderò molti, ma mi sono divertito un sacco, per la semplice ragione che ho visto basket. Ci sono squadre forti, squadre meno forti con qualche bravo singolo, c'erano squadre completamente fuori di testa della serie "reggae boys" di giamaicana memoria tipo un'Università che si chiama, mi sembra, Morehead State che ha anche vinto una partita per patente imbecillità degli avversari. Si vede insomma di tutto, ma di ognuno si vede, vivaddio, cosa vuole, quale è la filosofia di gioco, quali sono che le cose che tenta di fare, insomma ogni squadra ha un'anima. Si può essere d'accordo o meno, ma da ognuno c'è sempre qualcosa da imparare. E rispetto al passato, quando c'erano nei college alcune macchiette, tipo il pippone bianco sotto canestro dalla mano anchilosata o il funambolico recuperatore di palle che andava ogni volta a vuoto per intercettare ogni passaggio che passava vagamente dalle sue parti col risultato di mettere regolarmente in sottonumero la propria squadra, oppure ancora il tiratore folle che sparava sempre e comunque incurante di qualsiasi possibile equilibrio di squadra, oggigiorno di questi fenomeni non se ne vedono più. Io almeno non ne ho visti. Anzi, ho visto anche play veri, tipo un ragazzo di North Carolina che è subito diventato il mio idolo, mi pare si chiami Marshall, ho visto guardie vere, ho visto centri veri, ho visto anche squadre, tipo la suddetta North Carolina, che mi hanno francamente fatto riconciliare col basket. Poi ci sono ovviamente gli squadroni tipo Kentucky o anche Duke, per quanto non sia un estimatore di coach K e per quanto la loro superstella Nolan Smith mi sembri onestamente un giocatore sulla falsariga dei vari Rose o Westbrook, cioè di giocatori che a me non piacciono per niente e che ritengo in prospettiva la rovina del basket. Altri squadroni non li ho ancora visti perché le loro partite erano in programma a notte fonda per noi, ma mi propongo ora, a livello sweet sixteen, di aggiornarmi anche su di loro.

A proposito di riconciliazione col basket che ne dite di Barcellona-Panathinaikos di ieri sera? Purtroppo la partita ha avuto un finale amaro, perché a vincere è stata la forza bruta e non l'acume tattico, in quanto non potrei essere più d'accordo col mio amico Poz sul fatto che Obradović abbia battuto 4 a 0 Pascual che però ha tanti e tali giocatori che, dai e dai, prova che ti riprova, è riuscito alla fine a trovare un quintetto passabilmente giusto (ovviamente senza Rubio, battezzato beffardamente dalla difesa del Pana che deve averlo smontato non poco: dai tira, che vediamo se segni!). Su Pascual avevo molti dubbi che ieri mi si sono solo tanto rafforzati da divenire quasi certezze. E sapete bene che quando maturo una certezza, diventa granitica. L'unica cosa che non riesco a capire è come mai il Pana, squadra dal blasone immenso e, penso, anche dalle capacità economiche non indifferenti, debba avere in partenza un roster tanto più debole rispetto al Barcellona. Ed il solo immenso Diamantidis (ora che se ne è andato Spanoulis può vedere più spesso il pallone che, non bisogna dimenticarlo mai, è sempre e solo uno per partita) non può bastare.

E ancora a proposito di Eurolega, quando gioca il Montepaschi? Quello vero, intendo, perché mi rifiuto di credere che una squadra che domina in Italia possa essere 9 a 47 alla fine del primo tempo contro una qualsiasi squadra di questo pianeta. Ero a cena da mio fratello (che non becca Sportitalia), per cui ho visto solo i minuti finali. Ma cosa cavolo è successo?