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Ultime sulla sconvenscion. Premessa. Un paio di settimane fa un ristoratore del rione di Servola, grande appassionato di basket e mio estimatore, ha organizzato nella taverna della sua “trattoria” (ripeto, in realtà è un eccellente ristorante) una cena nella quale ero il fulcro della serata con presentazione del libro per una nutrita platea di avventori, tutti vecchi cestisti che non vedevo da tantissimo tempo. Alla fine della bellissima serata gli ho buttato la proposta, se non gli dava fastidio, di ospitare la prossima sconvenscion. È stato subito entusiasta, per cui abbiamo deciso che, sì, l’idea di organizzare la sconvenscion nella sua taverna che ha davanti un ampio giardino molto sotto la strada principale, per cui sembra di stare in campagna, e dunque se il tempo lo permette si può stare benissimo all’aperto, era una buona idea. E dunque ecco l’annuncio. Per una volta tanto andiamo a fare la sconvenscion in città, a Trieste, nel rione di Servola, vecchio paese sloveno poi inglobato nella città quando si è espansa alla fine del 18esimo secolo. L’indirizzo della “Trattoria da Gigi” (anche se il nome del gestore è in realtà Andrea Druscovich, di ovvie origini istro-dalmate) è il seguente: Via di Servola 117, per cui per quelli che avete il navigatore basta impostare questo indirizzo per arrivarci.

Non è però, a mio avviso, una buona idea, perché arriverete sì davanti alla trattoria, ma di parcheggiare non se ne parla neanche (anche se di sabato, per una clamorosa botta di culo, si potrebbe anche trovare qualche posto in Via di Servola o in qualche laterale), per cui per farlo la cosa migliore è di scendere per circa 300 metri lungo il ripidissimo Ratto della Pileria (purtroppo senso unico in discesa) e parcheggiare nei due ampi parcheggi che ci sono in Via Valmaura, quello della Risiera di San Sabba e quello dello stadio Rocco, e poi rifare la impervia salita a piedi. Ragion per cui la cosa migliore da fare è scendere in città lungo la GVT (grande viabilità triestina), la nostra tangenziale che dal Carso porta dopo un ampio giro nel rione cittadino di Sant’Andrea, e uscire all’uscita Valmaura-stadio-Risiera e poi, scesi giù, parcheggiare. Come avrete capito sia lo stadio che la Risiera, tragico edificio che fu l’unico adibito a campo di sterminio con tanto di forni crematori che sia mai stato concepito e messo in funzione in Italia durante la seconda guerra mondiale, sono a distanza di pochi minuti di cammino dalla trattoria, per cui, se qualcuno avesse voglia di fare un istruttivo giro turistico prima della sconvenscion, potrebbe facilmente prendere due piccioni con una fava. Ciliegina sulla torta è il fatto che la trattoria è anche il luogo di ritrovo dei tifosi milanisti di Trieste, in quanto il loro circolo risiede ovviamente a Servola per il fatto che il leggendario capostipite della famiglia Maldini, cioè Cesare, era nato, appunto, proprio lì. E dunque appuntamento confermato per sabato 11 aprile alla Trattoria da Gigi a Servola con inizio classico dei “lavori” alle 13, ma con la dovuta socializzazione di riscaldamento a partire da quando arrivate, praticamente.

Mi dispiace che tanti dei fedelissimi non potranno essere presenti, ma ciò significa anche che c’è posto per tanti “nuovi” che, se ora avete scrupoli, sappiate che sarete i benvenuti secondo la vecchia massima circense che recita, “più gente entra, più bestie si vedono”. Scherzi a parte spero tanto che veniate.

Delle mie considerazioni olimpiche spero ci sia tempo e modo per parlarne abbastanza approfonditamente alla sconvenscion, in quanto è un argomento che al sottoscritto sta tantissimo a cuore e sul quale è pronto a discutere fino all’esaurimento psico-fisico con conseguente, ahimè, esplosione emotiva. Prima di darci appuntamento a fra una settimana ancora le risposte ai quesiti che mi pone Roda, a cui ovviamente auguro tutto il bene possibile, che cioè al pit stop i meccanici sappiano fare bene il loro lavoro senza dimenticare ruote per strada. Sui salti: Domen ha vinto due ori, vincendo grazie a un grande secondo salto la prova a cui teneva di più, quella sul trampolino grande, essendo la competizione sul trampolino che si chiama medio, ma che è in realtà ormai un impianto mignon sul quale tutto è possibile, sempre un grande terno al lotto (in Coppa del mondo su impianti del genere fra i maschi non si gareggia più), per cui ha fatto il suo. Su Nika la prima a essere d’accordo con Roda è lei stessa, in quanto dopo l’argento sul trampolino piccolo sul quale era strasicura di vincere a mani basse, è scoppiata in un pianto dirotto e inconsolabile di disperazione che è riuscita a controllare solo poco prima di salire sul podio, mentre è rimasta stranamente tranquilla dopo il bronzo sull’impianto grande, dove sapeva di avere una dura concorrenza. Comunque ha vinto un oro nella prova a squadre saltando in modo perfetto, per cui tutto sommato la parure completa di medaglie olimpiche non è proprio una disfatta.

Su Pogi: non ho nulla da aggiungere a quanto detto da Roda, se non che la sua superiorità ormai imbarazzante sul resto della compagnia mi preoccupa tantissimo, perché prima o poi lo incastreranno con qualche manipolazione, come fecero proprio con Merckx al Giro del ’69. Da troppo fastidio a un mondo nel quale le grandi potenze non riescono a vincere nulla stante la sua incredibile superiorità, lui che proviene da un paese mediaticamente e pubblicitariamente insignificante. Sono d’accordo che, quando gareggia, il copione della gara è scritto e si sa già prima come si svolgerà la corsa, ma una fuga a 100 km dall’arrivo è per me sempre e comunque molto meglio di una vittoria in volata dopo aver succhiato le ruote per tutta la gara, ben protetti dalla squadra, come faceva per esempio a suo tempo Rik Van Looy. E in più ci sono tantissimi campioni nel ciclismo di oggi, o, come dice Roglič, oggi gli sembra di gareggiare in gran premi di MotoGP. Ragion per cui lasciatemi godere questo momento magico per il ciclismo, malgrado tutto. Quando leggerete questo post il Giro delle Fiandre sarà già finito. Io, onestamente, fra Pogi, Mathieu e il redivivo Van Aert, mi attendo una grande e bellissima battaglia. Poi, scusate, ma per me se vince Pogi tanto meglio.