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		<title>Sport più uguali degli altri</title>
		<description>Discussione Sport più uguali degli altri</description>
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		<lastBuildDate>Sat, 02 May 2026 01:54:57 +0200</lastBuildDate>
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			<title>Piero scrivi:</title>
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			<description><![CDATA['Ecco, per dire, questo è il basket che capisco e che mi interessa.' Per dire.... =)]]></description>
			<dc:creator>Piero</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 07 Apr 2021 09:17:54 +0200</pubDate>
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			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56333</link>
			<description><![CDATA[Tutti in brodo di giuggiole, al tempo, quando Russell Westbrook terminò l’intera RS con una tripla doppia; ed io a debunkare l’impresa come ..meritava; bene, per dire cosa sia diventata l’NBA odierna(non che ci fosse bisogno di ulteriori conferme, peraltro…)ecco che, in tre giorni, si batte un record : nella notte tra sabato e domenica, ben cinque cestisti hanno fatto registrare una tripla doppia; ieri sera, invece, ci sono riusciti ben sei cestisti: come sarà stato scarso, eh, James Worthy, che in un team di superstelle come i Lakers dello Showtime, fece registrare, nell’intera sua carriera, solo UNA TRIPLA DOPPIA, (anche se si scelse il proscenio giusto, essendo, quella gara, gara 7 della Finals)… https://www.youtube.com/watch?v=QY2NA5DfoZo …in tema invece di NBA in generale, ho trovato un video molto bello sui numeri della Lega: sapevate per esempio, che, allenati da Phil Jackson, i quartetti formati da Jordan e Pippen prima e Kobe e Shaq poi, hanno inanellato, in 33 stagioni, 20 anelli, mentre, senza il coach baffuto ad allenarli , ne sono riusciti a vincere solo UNO in 37 stagioni(!!!)? O che se MJ non fosse esistito, Karl Malone avrebbe CINQUE anelli e non ZERO? O che la risultanza del fattore campo, nel corso dei decenni si è notevolmente ridimensionata? O che l’unico giocatore di tutta la storia NBA ad aver fatto registrare 25.000 punti, 10.000 rimbalzi, 5.000 assist, 1.500 palle recuperate e 1.500 stoppate è….? Ok, andatevi a vedere il video…. https://www.youtube.com/watch?v=IhEeN5tRX7o&t=333s la prima sequenza mostra il Gallo intento a marcare(a provarci…) un “quasi italiano che non c’è più”…..]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 13:24:22 +0100</pubDate>
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			<title>Boki_ZD scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[Io sono diventato juventino nel 1992, grazie al Divin Codino. Era la Juve del secondo Trap, una squadra buona, ma non da vertici assoluti, si notava che era in una fase transitoria, di costruzione. Non sapevo nulla ne' degli Agnelli, ne' della squadra del "potere" (poi riprendero' successivamente il discorso sul capitolo "potere" alquanto strano). A me piaceva Baggio, indossava quella maglia li', il resto venne da se'. Mi secco' tantissimo quando lo vendettero al Milan. Sia Del Piero, sia Zidane che Nedved, nessuno di loro ebbe quella presa come accadde con Roby, per cui ho sempre simpatizzato anche durante gli screzi con Lippi, persino nel periodo interista, gli auguravo di far bene e di prendersi le sue rivincite. Poi alla fine per me resto' la maglia, quella non si abbandona mai. Quelle maglie a strisce bianconere hanno un fascino unico. Punto. E non so come spiegarlo, sara' anche per le zebrette sempre piu' sbiadite, per gli esperimenti del marketing con le maglie casalinghe bicolori, ma il calcio miliardario e un po' vuoto di contenuti prettamente sportivi mi sta rendendo uno spettatore sempre piu' disinteressato. Ma in generale, non si tratta solo di Juventus. Il calcio dove sono quei 4-5 club ultramiliardari a comandare e' di una noia mortale, oltre ad essersi appiattito per diversita' e qualita' di gioco (ormai tutti giocano alla stessa maniera). Detto questo, passiamo al capitolo potere. 1. Ok, la famiglia Agnelli e' storicamente anche la Juventus e viceversa, non si possono scindere. Ci sono pero' delle stranezze molto interessanti - per esempio, la Juve il momento del massimo fulgore negli anni '90 e primi anni 2000 lo ha avuto proprio mentre gli Agnelli non avevano nessuna voglia di investire grandi somme nel calcio, probabilmente perche' la Fiat e satelliti non navigavano in buone acque. Cosicche' tocco al "genio del male" Moggi (strano questo genio del male, quando stava alla Roma, al Napoli o al Torino era solo "bravo" senza malvagita') e al compare Giraudo (un altro mostro d'antipatia, su questo sono d'accordo, non ci sarei mai andato a bere un caffe') arrangiarsi alla bell'e' meglio per allestire una squadra decente. Cosa successe? Scudetti, coppe e finali europee a ripetizione con una gestione oculatissima e senza spendere triliardi come faceva la concorrenza - quando spendevano era perche' avevano ricavato ingenti somme dalla vendita di campioni valorizzati tipo Zidane, preso come semisconosciuto e piazzato ai "Galacticos" come articolo di lusso. Solo un esempio, pero' abbastanza eloquente. 2. Di solito la squadra del "potere" ha in mano i mezzi di informazione, giornalisti al proprio soldo ed e' anche politicamente rappresentata (ogni riferimento al Real Madrid e' voluto). Ecco, la Juve, rispetto al solito squadrone del potere e del regime, e' letteralmente falcidiata dai media da quando e' tornata a vincere, sia negli anni '90, sia dopo la sciagurata "Juve simpatica" di Cobolli, Blanc ed il fratello piu' furbo di Lapo. E' impressionante quanto l'ossessione antijuventina fosse calata proprio mentre la Juve veniva ridotta a una squadretta mediocre, con i sorrisini compiaciuti di tanti a cui poi e' tornata la bava alla bocca non appena si e' tornati sui binari di competenza. Poi basterebbe guardare le varie redazioni sportive, un covo di tutto e tutti tranne juventini, ridotti all'osso rispetto alla massa di tifosi. Un esempio su tutti dell'odio antijuventino - ci si straccia sempre le vesti al fatto che la Juve abbia goduto di un numero di rigori esagerato rispetto alla concorrenza. Poi qualche curioso va a controllare e toh, Milan, Lazio, Napoli e Roma sono state quelle con piu' rigori a favore. Poi, quando viene a mancare questo appiglio, parte la tiritera del minutaggio dei rigori, di risultati in bilico e li' francamente cascano le braccia. Allora il curioso va a ricontrollare e toh, non ci sono elementi oggettivi che pongano la Juve in cima a queste fantomatiche classifiche del menga. Come per Calciopoli, gli addetti ai lavori (andassero veramente a lavorare) parlano di sensazioni e non di fatti perche' dati oggettivi non esistono. Se mi si vuol ridurre il potere mediatico a telefonate al Brogiesso di Biscardi, ah beh, scusate, direi che siamo di fronte ad una prova clamorosa di quanto potere mediatico abbia la Juve. Che un tipo sia invece proprietario di una squadra di calcio e dei piu' importanti media nazionali (oltre che primo ministro con influenza diretta sui canali pubblici) direi che e' completamente insignificante. Un paladino dell'onesta'. Nessuno o un numero esiguo di antijuventini si chiede veramente se in questo calcio miliardario non si sia forse trattato di aver avuto un approccio leggermente migliore rispetto alle tasche bucate di Moratti, Tanzi, Cragnotti, Sensi e che, invece di nascondersi dietro alle frustrazioni, valeva la pena concentrarsi su partite da non perdere (cosi' a memoria, l'Inter gia' campione va a suicidarsi con la Lazio nel 2002, il Napoli fa lo stesso con la Fiorentina qualche annetto fa...). Per non parlare di come fra il 1995. ed il 2006. - periodo per i piu' della MaFiat - gli scudetti siano andati a Juventus, Milan, Lazio, Roma. Stranissimo questo potere. Il potere di aggiustarsi le regole sugli extracomunitari a campionato in corso (Roma 2001) o quello di non riuscire a far sospendere una partita giocata in una piscina. A parti inverse...apriti cielo! Riassumendo - ci sta che la predica sul potere me la faccia uno che tifa una piccola o per un calcio veramente diverso, ma non accetto lamentele dai Berluscomilan, dai Morattonestoni, dai Parmalesti, dalle fideiussioni false romaniste, dai Comenaturacreamiliardi laziali o dai cugini sfigati con le sedie alzate per le simulazioni di Cravero. No, per favore. La colpa dei vostri insuccessi cercatela da altre parti.]]></description>
			<dc:creator>Boki_ZD</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 22:02:23 +0100</pubDate>
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			<title>Lofoten scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56331</link>
			<description><![CDATA[Parlando di tifo, riporto sempre quando disse Irvine Welsh, il grande scrittore scozzese di Trainspotting e tanti altri libri illuminanti sulla situazione sociale dei nostri tempi : Un uomo nella vita può cambiare tutto tranne la squadra per cui tifa. Dimostrerebbe mancaza di carattere]]></description>
			<dc:creator>Lofoten</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 19:18:27 +0100</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56330</link>
			<description><![CDATA[Altra cosa che dice Munari è che la scarsità di competenza nel gioco porta a un enorme dispendio di energia e ad usura per contatti e traumi per cui giocatori che potevano e dovevano fornire contributo alla nazionale per 7 - 10 anni sono spariti dopo 3 o 4 perchè "i resta sugà come na canocia". E questo spiega perchè in nazionale abbiamo adesso tanti ragazzi con meno di 10 caps all'attivo, ma "se va avanti così tra poco tocca prendere gli Under 18". . . . Comunque il nuovo presidente della FIR dopo 2 giorni dall'insediamento ha rimosso il capo area tecnica. A parte la valenza di 'discontinuità' (termine che mi sento di virgolettare soprattutto in questo periodo e Pado sa benissimo perchè, anzi lo sa meglio di me) speriamo che sia l'inizio per ripartire anche se per le idee eventualmente buone non ci saranno più i soldi dei feudatari di cui sopra per via di pubblico e sponsor in fuga e viene sottolineato che se qualche vecchio dirigente troverà nel Covid argomenti a discolpa dimostrerà in tutto e per tutto di non essere mai stato all'altezza del compito.]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 18:05:16 +0100</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56329</link>
			<description><![CDATA[https://www.facebook.com/ilgrillotalpa/videos/791827978354552 qui c'è una chiacchierata di un'ora e 45 minuti con un giornalista molto bravo e saltuario blogger (scrive una volta ogni 4 mesi quindi Sergio è in realtà uno stakanovista in confronto) Paolo Wilhelm che fa da molto discreto padrone di casa e le due voci ufficiali delle telecronache 6 Nazioni, Antonio Raimondi e Vittorio Munari, e altri tre giornalisti tra cui spicca una che parla poco ma le dice chiare se non altro perchè scrive per il Sole 24 Ore in quanto giornalista economica, il rugby ce l'ha come passione e si vede che è brava perchè le consentono di scrivere anche di sport oltre che di economia. Si chiama Flavia Carletti e da lei potrete apprendere che lo sponsor della nazionale di rugby è un altro caso Popolare di Vicenza o Veneto Banca, cioè società che da floride sono andate in default nel giro di pochissimi anni. Chi vive nel Veneto sa già un po' di cose sulla Cattolica Assicurazioni, la situazione attuale è che è arrivata la Generali ed ha comprato tutto (mossa simile al cosiddetto salvataggio di Intesa Sanpaolo sulle due popolari venete) e quindi immaginatevi con uno 'sponsor' così come possa essere l'aria. Peraltro Generali sponsorizza la nazionale spagnola di rugby come del resto la Kinder Ferrero sponsorizzava la nazionale francese di basket. Ovviamente i soldi sono loro e decidono dove spenderli, però mai sentito un sovranista (che di solito apre bocca su cose che non hanno senso o importanza ogni 5 minuti) dire una parola al riguardo. Comunque l'idea di Munari, e qui vengo nel merito del motivo per cui posto qui nel blog, ripete più volte la frase "giocare a rugby lo puoi fare anche se non sei intelligente, solo che dopo i risultati si vedono". Tra l'altro in una recente telecronaca ha raccontato che aveva un pilone in squadra al quale chiedeva "hai capito?perchè se hai capito tu sono tranquillo che hanno capito tutti" ... Comunque nel filmato ci sono alcune cose interessanti e alcune perle. Tipo che la FIR ha avuto per molti anni molti più contributo rispetto alla Federbasket avendo il basket un numero di praticanti molto molto più ampio rispetto al rugby. Dove sono stati spesi i soldi? Ad esempio mandando tecnici nelle isole Fiji, Samoa e Tonga a vedere se c'era qualcuno di giovane e forte che aveva voglia di venire a stare in Italia per prendere la cittadinanza e poi giocare in nazionale. Ora immaginatevi di fare il giro delle isole del Pacifico non pagando, non gratis, ma pagati. Quando si dice "è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo". Poi i soldi sono stati spesi in modo feudale, secondo Munari. Cioè alla FIR c'erano pochissimi feudatari e il resto servi della gleba. "Cioè come nel medioevo, solo che nel medioevo i stava mejo perchè no ghe gera i comercialisti" perchè "io non ho niente contro i manager, anzi, ma usare lo stesso metodo nella fabbrica di calzetti, nel centro ricerca sulle nanotecnologie e nella Federazione Rugby qualche dubbio viene, e i dubbi va via tutti una volta che uno vede i risultati".]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 17:53:40 +0100</pubDate>
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			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56328</link>
			<description><![CDATA[Notevolissima(…) la proposta di Andrea Agnelli , presidente della Juventus, che , in vista di un “Great Reset” del calcio continentale, https://www.ilnapolista.it/2021/03/ormai-le-partite-intere-non-le-guarda-piu-nessuno-agnelli-pensa-a-pacchetti-tv-per-i-quarti-dora-finali/ propone un nuovo accordo tra club e televisioni che porti a “spacchettare le partite” e vendere abbonamenti degli ultimi quanti d’ora delle stesse, per attirare i calciofili giovani, i quali, si sa, “sarebbero incapaci di trattenersi allo schermo per i 90 minuti canonici, più recupero.” Per i il momento, come da questo articolo, https://www.ilnapolista.it/2021/03/gli-inglesi-continuano-a-demolire-agnelli-la-sua-idea-di-vendere-i-quarti-dora-delle-partite-e-spazzatura/ pare che in Inghilterra non gliel’abbiano mandata a dire: ma si attendono ulteriori sviluppi…peraltro, si tratta di una proposta che, in ambito calcistico ,ricalca l’introduzione delle regole “nuove” nel tennis (già implementate nel torneo dedicato ai Next Gen), tutte all’insegna della velocità, ufficialmente “per aumentare il pathos” e, ovviamente, perché i giovani, orami, dei tre set canonici ognuno a sei games vinti(non ne parliamo dei match al meglio dei tre su cinque…) non sanno che farsene, e, se non “titillati” da nuove regole in grado di carpirne l’attenzione, virerebbero in men che non si dica, disamorati, sul loro amartphone, in cerca di emozioni “rapide, alla Tik Tok, per dire. Sicché il “mantra” che pare diffondersi in maniera “virale” (visto che tanto piace l’aggettivo..) tra i maggiorenti dello sport mondiale è quello del : “cambiamo le regole dello sport , altrimenti i giovani non ci seguono più”: sarà: mi chiedo, però, se di cambio in cambio e di “ricerca di velocità/spettacolo in ricerca di velocità/spettacolo” (“spettacolo” in senso molto lato, peraltro..) non si arrivi allo stravolgimento più totale non solo degli sport singoli , ma dell’idea stessa di sport, tout court. Ho scritto “mi chiedo” : ma è un…’auto-domanda retorica….. D’altro canto, se al Louvre ed in un altro museo francese https://www.corriere.it/esteri/21_marzo_16/luigi-xiv-diventa-luigi-14-museo-carnavalet-dice-addio-numeri-romani-dopo-louvre-df50ba46-866a-11eb-90f0-a248214a3d06.shtml si bandiscono i numeri romani “perché possono essere un ostacolo alla comprensione”, cosa che ha indignato bonariamente persino un 2progressista “ come Massimo Gramellini (che, almeno questa volta , “ci piglia”, nella sua rubrica sul Corriere…) https://www.corriere.it/caffe-gramellini/21_marzo_17/luigi-14-8253aafc-8691-11eb-90f0-a248214a3d06.shtml ci vogliamo forse stupire di “proposte” come quella dell’Agnelli del XXI (anzi, 21…??))) secolo? p.s. se vaccino dovrà essere, prima o poi (ma "dovrà"?:-))) ) da bravo "filoputiniano " che sono, vorrò solo ed esclusivamente "Sputnik V"..... https://sputnikvaccine.com/rus/about-us/ ...e americani, tedeschi , anglo-svedesi e compagnia varia, per me , possono pure , comodamente, andarselo a prendere in saccoccia:-)))))]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 12:50:27 +0100</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56327</link>
			<description><![CDATA[Sui movimenti spalle a canestro di Steve Hawes sanzionati per passi di cui riferisce Cicciobruttino qui sopra non ho notizie ed in verità ero giovanissimo all'epoca dei fatti... non avevo ancora la licenza media inferiore. Forse qualcuno degli amici di MAHORN tutti molto Reyerini e con giusto una piccola esperienza di vita in più della mia (visto che giro di parole per non dire più vecchi di me?) potrebbero dare notizie al riguardo. Certo l'abilità che aveva nel mettere palla a terra per il palleggio di avvicinamento al ferro insieme al movimento dei piedi stile guardia poteva trarre in inganno circa una possibile sanzione di passi in partenza. Cosa adesso ridicola visto che ai lunghi perdonano le 'passeggiate romantiche sul lungo mare al chiaro di luna' 9 volte su 10. . A proposito di giri di parole. Ieri sera al TG Regionale del veneto intervistavano il segretario regionale dell'Associazione dei Medici di Medicina Generale (il medico di famiglia). Alla domanda come le incertezze su Astrazeneca potessero diminuire la fiducia nei vaccini e quali comunicazioni sono utili da dare la risposta molto articolata finiva con : "certo sappiamo anche che sui vaccini ci sono alcune persone difficili da raggiungere sul piano comunicativo" che tradotto nel linguaggio delle osterie sarebbe "non è colpa nostra se quei deficienti di novax non capiscono un ca##° " .]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 12:17:23 +0100</pubDate>
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			<title>Lofoten scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56326</link>
			<description><![CDATA[Sergio, l'analisi del "clasico" vede appunto il tiratore del Barca sempre nel posto gusto, Kuric tira in stagione col 60% dall'arco, ho scritto giusto, 60%, si fa fatica a lasciarlo libero. Su Vildera, non Valdera, probabilmente alla partita della vita, gioca da inizio stagione, ha 2,3 punti di media partita, ma i lunghi Fortitudo, uscito immediatamente Hunt per falli, non svettano per agonismo difensivo, ma ripeto, la partita della vita, diciamo una festa di laurea in campo. In questo momento veder giocare l'efes riappacifica col basket, sono una macchina da guerra, talmente perfetti davanti da bloccare gli avversari anche, sanno che se sbagliano anche una sola giocata verranno travolti. Durerà fino al termine? Questo l'unico dubbio]]></description>
			<dc:creator>Lofoten</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 23:23:59 +0100</pubDate>
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			<title>Giovanni scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56325</link>
			<description><![CDATA[ Un ex-collega di lavoro, che aveva giocato a Mestre, mi raccontò che alle prime partite in Italia gli fischiavan spesso passi, perchè aveva un movimento sotto canestro di piede perno che nessuno aveva mai visto dalle nostre parti e gli arbitri erano convinti fosse infrazione. Poi la FIP organizzò una riunione arbitrale e si vide che in realtà quel tipo d'azione era regolare. Non so se sia davvero avvenuto o sia leggenda metropolitana, ma a me, che non ho fatto a tempo a vedere quegli anni, la cosa ha incuriosito...]]></description>
			<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 16:02:50 +0100</pubDate>
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			<title>Giovanni scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56324</link>
			<description><![CDATA[Che Sergio, da buon slavo, non si appassioni al rugby, sport britannico se ce ne è uno (forse solo il cricket e il golf lo sono ancor più...), non mi sorprende. Ma che il rugby non sia "divertimento, creatività, gioia, voglia di prendere in giro l’avversario" e "un esercizio propedeutico per l’addestramento di un plotone di Navy Seals" proprio no. @Stefano più su ha postato il filmato della partita di domenica in cui il pilone Furlong - un manzo di circa 120 kg. - all'improvviso fa un doppio side-step su due avversari, degno di Alberto Tomba dei tempi d'oro: se non sia creatività (e follia) quella...oltretutto lo fa all'interno della propria area dei 22 metri, che è un po' come se il portiere si mettesse a dribblare un paio d'attaccanti avversari nella propria area di rigore. E anche gli sfottò non mancano di certo: cosa altro è il wooden spoon assegnato (in maniera virtuale) alla squadra che arriva ultima? Anche il fatto che sia una battaglia tra due eserciti non significa che anche altri aspetti abbiano un peso enorme sul gioco: la disciplina, per esempio, la tenuta mentale e l'arguzia tattica. Certo, nel rugby il rispetto dell'avversario è sacro ed è il motivo per cui certi atteggiamenti del calcio ed anche del basket (ogni riferimento ai Petrovic bros...) non li gradisco: un conto è lo sfottò, un altro la mancanza di rispetto. Però, capisco perfettamente che ciascuno di noi è attratto o meno da sport che sposano i propri gusti, carattere, radici sociali e culturali e così via. A me, per esempio, gli sport invernali lasciano sempre molto tiepido...e mi riferisco a sci nordico e di fondo, perchè roba come il salto dal trampolino, il biathlon (non ho mai amato gli sport che siano derivazione o mixing di altri), il curling o il pattinaggio mi lascia del tutto indifferente.]]></description>
			<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 15:56:59 +0100</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56323</link>
			<description><![CDATA[A noi veneti invece il referto porta sempre la dicitura "tracce di sangue nella circolazione etilica".]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 15:04:57 +0100</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56322</link>
			<description><![CDATA[Sulla Vela, ho letto un commento di non so chi per cui "non si parla nemmeno di 'Coppa America' nel 'Mediterraneo' ". A parte che sti Wasp se gli fanno gli esami del sangue ci trovano un terzo di emoglobina, un terzo di alcol e un terzo di razzismo, vorrei dire a questo che non mi ricordo come si chiama "se è per quello non si dovrebbe nemmeno vedere una gara di barche che stanno FUORI dall'acqua, e invece..." Comunque credo che stanotte i Neozelandesi vinceranno la settima e quindi tutti a casa]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 15:03:13 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56321</link>
			<description><![CDATA[Calcisticamente faccio il tifo per la stessa squadra per cui fa il tifo Rocco Siffredi. (sapevatelo...). Nel basket faccio il tifo per: Boston Celtics e questo perchè quando avevo 11 anni un amico dei miei ha fatto un viaggio in USA e mi ha portato come regalo il 'triangolo' (il termine è forse pennant) dei Boston. Poi arrivarono le tv berlusconiane, Dan Peterson e insieme Larry, McHale, the Chief, Cornbread Maxwell (per me il Giocatore con la G maiuscola, lo adoravo) e tutta la compagnia. Mai più abbandonati. In quello italiano ho vissuto un po' di anni a disagio perchè Olimpia Milano era la squadra preferita e aveva come principale nemico il giocatore preferito, Meneghin. Poi le cose si sono sistemate, Per la cronaca, siccome ero a Milano per motivi di lavoro ho visto l'evento di addio al basket di Dino. Visto lì sembrava uno con ancora anni di carriera da fare e stava sui 44... Poi, ovviamente, se ho iniziato a giocare a basket è stato perchè la Reyer doveva giocare a Vicenza e quindi vedendo certi di nome Gorghetto, Carraro, Milani, Spillare, Medeot, Bufalini e soprattutto un certo Steve Hawes che come movimenti sotto canestro era 10 o 15 anni avanti sui tempi e dopo il terzo 1c1 aveva talmente 'insemenìo' l'avversario da farlo saltare facendo la finta con la testa (praticamente la metà del movimento che si fa per dire "si" con il capo) e senza muovere altro: la GIOIA allo stato puro. E quindi cosa fa la Reyer ha sempre uno sguardo affettuoso. . Sugli altri sport faccio il tifo in modo non dogmatico in base a storie individuali che mi interessano emotivamente e culturalmente (da 4 anni in testa a tutt* e per distacco c'è la Paola Egonu che è nata quasi lo stesso giorno mio, 38 anni dopo, e poco distante da dove sono nato io). . Il rugby mi piace perchè ci ha giocato mio fratello, quando c'era il 5 Nazioni vedevo le partite con la telecronaca di Paolo Rosi, insomma mi ha sempre emozionato. Sul fatto che chi gioca non si diverta è relativo: intanto basta guardare un po' di campionato neozelandese e vedere Maori e 'isolani' assortiti come se la ridono in campo per avere una 'versione' del rugby un po' diversa da quella un po' musona delle 4 home nations. Già il rugby champagne francese mette del buon umore in più. E poi nel rugby si possono vedere anche numeri (tipo il giropalla / girovita di Teodosic) di pura uccellagione altrui. E tra l'atro possono arrivare anche nelle giornate più tristi. Qui Monty Ioane segna a dispetto della marcatura di 3 avversari, e guardate che negli sport di squadra segnare in solitaria contro tre avversari si vede ogni quanto? 1000 partite? https://www.eurosport.it/rugby/sei-nazioni/2021/sei-nazioni-italia-galles-sombrero-di-ioane-che-va-a-meta-lampo-di-orgoglio-dell-italia_vid1447552/video.shtml mentre nel rugby qualcuno che lo fa si vede tutto sommato abbstanza spesso. Aggiungo un veloce filmatino su Tadhg Furlong che per dare un'idea è 183 cm e 122 kg e si mette a fare le "schinche" come le chiamiamo qui nemmeno fosse un mediano di 78 chili: UN MITO ! https://www.youtube.com/watch?v=kBMY_2zcdeQ&t=32s E aggiungo che nel rugby tutti devono saper fare tutto perchè "non si sa mai".]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 14:53:56 +0100</pubDate>
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			<title>pado scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56320</link>
			<description><![CDATA[Premesso che secondo me il tifo è tifo e quindi magari lo puoi giustificare a posteriori ma non puoi cambiare squadra per motivi "razionali" (perché non saresti sul serio tifoso)... ... È famoso l'aneddoto/leggenda che riguarda Togliatti il Popolare vs Secchia l'Ortodosso Settario narra la leggenda che Palmiro Togliatti ogni lunedì mattina chiedesse a Pietro Secchia (secondo alcuni si trattava in realtà di Longo), che cosa avesse fatto la Juve il giorno prima; se il malcapitato non aveva la risposta pronta, Togliatti – raccontano sempre i ben informati – usava rimbrottare: “E tu, pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juventus?”.]]></description>
			<dc:creator>pado</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 14:39:38 +0100</pubDate>
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			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56319</link>
			<description><![CDATA[Bella la domanda di roda a Sergio: perché il Nostro è juventino, quando è realtà concordemente accettata da tutti che la Juventus è il simbolo del potere, nel calcio e, per tantissimo tempo ,anche fuori , essendo l’emanazione più “popolare” della Famiglia Agnelli? Da uno come Sergio, pare dire roda, non ce lo si aspetterebbe. Come, aggiungo io, non ci si aspetterebbe un Sergio amico di Marco Crespi (che tutto pare, quando fa telecronache e quando allenava)tranne uno che potrebbe andare a genio al Telecronista principe del basket, according to us. Di entrambi questi aspetti(Juve e Crespi) ne abbiamo già parlato sul blog; ora, mentre riguardo all’amicizia con Crespi, beh, nulla quaestio, (magari si sono conosciuti e avranno scoperto di avere più punti in comune di quanto le loro “esternazioni pubbliche”,Crespi su SKY, ST sul suo blog, farebbero supporre), più peculiare è il discorso riferito alla Vecchia Signora, perché, in fondo, non riguarda solo Sergio, ma un po' tutti noi italiani, per i quali, vuoi o non vuoi, il calcio è quello che per i lituani è il basket; qualcosa che va al di là, molto al di là, del mero evento sportivo. Credo che , nell’affiliazione calcistica di tutti noi, giochi molto l’”imprinting” avito avvenuto di solito negli anni della scuola elementare, in cui il tifo calcistico è (grazie all’Altissimo..) scevro da considerazioni socioeconomico-antropologiche etc; si propende per un team per le più svariate ragioni, ed è un bene che sia così; io, per esempio, sono diventato milanista perché: 1)mi piacevano i colori sociali (e non sapevo manco che fosse Stendhal…) 2) amavo il modo di giocare di Gianni Rivera e 3)mi piaceva il fatto che il Milan fosse il club italiano più titolato all’estero, già nel 1974, quando, decenne, diventai tifoso rossonero; ma non nego che, per dire, ebbero una forte influenza su di me anche i miei compagni di classe, i più “antipatici” dei quali erano TUTTI juventini ed interisti: e tutti estremamente agonisti, di quelli “prepotenti” che volevano “vincere facile e quasi sempre ”: come non posso dimenticare che, persino nella raccolta delle figurine, i giocatori della Juve erano come circonfusi , per tutti i ragazzetti di allora, di un’aura di superiorità ( negli scambi di “figu”, per uno juventino si arrivava a dare anche cinque o sei altri “comuni mortali” delle altre squadre) che io “ribelle “ a mio modo già all’epoca, non riuscivo a sopportare; per non parlare della “leggenda nera” che le figurine degli juventini erano quelle che “uscivano” più raramente nelle bustine, contribuendo all’aura di superiorità “da eletti” che non sopportavo; sicché, ecco la mia “milanistità” , sin dagli albori, non poteva non essere accoppiata anche ad una buona dose di “antijuventinità” ed “antiinteristità” (sempre in ambito sportivo, si capisce; anch’io ho pianto i 39 dell’Heysel, tra cui, mi pare, ci fu pure uno juventino mio concittadino…);ma, ecco, erano tutte ragioni eminentemente “personali”, non me ne fregava nulla che la Juve era la squadra “del Padrone” e cose varie. D’altra parte, che il tifo sia una “malattia” che prende tutti in maniera trasversale ,beh, ne ho (abbiamo)avuto la riprova crescendo; è cosa nota, credo, che buona parte della nomenklatura del PCI tifasse Juve; lo stesso Luciano Lama era dichiaratamente juventino(anche se suppongo che non avrebbe parlato del team in comune in dialoghi a quattr’occhi con l’Avvocato…); https://juventino1984.jimdofree.com/tifosi-juventini-vip/ e, d’altra parte, non è che il milanista Fausto Bertinotti abbia cambiato squadra quando al timone societario arrivò Re Silvio, di cui non credo dividesse altre idee all’infuori del tifo per la squadra comune; a dire, roda, che alla fin fine, è vero che magari da una persona con le idee politiche e sociali di Sergio (ma anche Franz, sul blog, per dire..) possa far strano, d’acchito, che tifi per la Juventus; ma se si prendono in considerazione le ragioni dell’”imprinting in età verdissima”,(magari poi, perché no, dettate anche da un familiare di riferimento che tifava proprio quella squadra: altro elemento imprescindibile nell’”imprinting di tifo calcistico” di moltissimi di noi…) beh, la cosa può persino risultare ”normale”…. p.s. sulla vela quoto pado: già dai tempi di Azzurra, parecchi miei conoscenti, di punto in bianco, diventarono "esperti", quando, sino al giorno prima , della velase en strafregavano:cominciaroono a parlare con termini strani(bolina etc), con l'aria di "chi sa" e ti guarda dall'alto in basso, tu "nescio" che non ti accodi all'ultimo grido : e ciò mi fece "odiare" la vela propio "a prescindere, come direbbe il Principe De Curtis...]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 12:54:25 +0100</pubDate>
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			<title>pado scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56318</link>
			<description><![CDATA[Devo dire, Treviso-Fortitudo l'ho vista pure io, non conoscevo nemmeno un giocatore di Treviso (tant'è che quando ho sentito il telecronista dire "Fantinelli" pensavo giocasse ancora con noi) ma appunto da ex-appassionato mi sembrava quasi doveroso vedere quello che è il vero derby. Ho avuto le stesse impressioni su Valdera (che ho scoperto essere di Montebelluna ed avere già alle spalle una buona carriera in A2) mentre su Toté, boh, a me ha lasciato di stucco non tanto vederlo sbagliare da sotto a 5 secondi dalla fine, quanto fregarsene di quanto succedesse dopo il suo errore. Ok, partita persa, ma almeno tiragli una manata di frustrazione a chi ha preso il rimbalzo. Fa' capire che ti girano le palle. Mi è parso un tipo del tutto demotivato, forse frustrato dalla sua carriera del tutto deludente se paragonata alle aspettative che ci sono (c'erano?) su di lui. Riconosco che forse le mie sono pippe mentali: in realtà a me il tipo pare potenzialmente proprio bravo. Non posso che concordare sulla vela, anzi se Luna Rossa perde mi fa pure un po' piacere. A parte che non capisco una mazza di vela (quindi non la guardo), inoltre tutti i conoscenti che so essere appassionati mi stanno sulle balle, il che mi conferma di essere nel giusto. Ormai seguo solo calcio e tennis. Mi tocca dire che Pirlo al momento è un po' il Mario Draghi del calcio, ottima stampa ma (anzi, quindi) alla fine fa peggio lui di chi lo ha preceduto. Va anche detto a sua (di Pirlo) discolpa la Juve è inferiore tecnicamente all'Inter, il centrocampo bianconero è proprio scarso, quindi diciamo che i valori si confermano in classifica. En passant, ci sono due allenatori che negli ultimi anni, in modo diverso, hanno dimostrato di essere una spanna sopra gli altri, cioè Allegri e Conte. C'è anche Gasperini certo, ma gestisce ben altri ambienti. Dico solo che Conte, che gli stessi interisti volevano cacciare tipo tre mesi fa (!), quando aveva in mano una nazionale più scarsa di una qualsiasi Atalanta di Gasperini, quasi ci fa vincere un Europeo.]]></description>
			<dc:creator>pado</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 11:30:21 +0100</pubDate>
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			<title>roda scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56317</link>
			<description><![CDATA[Concordo con Sergio su Luna Rossa: non me ne importa nulla. Sul rugby un po' meno, anche se le continue batoste correlate a prestazioni imbarazzanti della nazionale mi stanno via via allontanando. Personalmente in inverno sono incollato alla TV per seguire sci alpino e biathlon; il fondo non lo guardo più, in primis perchè i format di gara fanno schifo (le mass non si possono guardare, e le sprint stanno alle distance come il Trofeo Laigueglia sta alla Parigi-Roubaix) e poi perchè sembra un campionato norvegese. L'Italia, come detto, è sparita dai radar ed il mio omonimo Roda, presidente FISI, dovrebbe dare una spiegazione a questo fatto. Sui norge: che siano una razza superiore il buon Max Ambesi lo sostiene da tempo. Escludendo insinuazioni di doping, che se non supportate da prove non hanno alcun senso, in molti sport dominano in modo imbarazzante. Da Sergio mi piacerebbe sapere cosa sia successo a Peter Prevc (ed anche a suo fratello Domen in maniera minore): 3/4 anni fa dominava, ora è tanto se arriva nei 10. Ho sentito di cambi di regolamento sulle tute, ma mi pare strano sia solo questo. Per il biathlon, mio sport preferito assieme ad hockey e football americano, purtroppo l'Italia è rimasta a secco ai mondiali. Dietro ci sono buoni rincalzi, soprattutto nel settore maschile, mentre tra le femmine ci sarà qualche problema in più soprattutto dopo il ritiro di Wierer, a maggior ragione se Lisa Vittozzi non tornerà quella di un paio di stagioni fa. Nell'alpine, mi spiace per Sergio, ma temo che Pinturault sia uno che se la fa un po' sotto quando si trova sotto pressione: se perderà la coppa generale contro quel fenomeno di Odermatt dovrà mangiarsi sci e scarponi dato che, dopo l'infortunio di Kilde, non aveva praticamente avversari. Non concordo con Sergio sulla pista mondiale di discesa, mentre mi piaceva molto quella di Super G. Le vittorie di Kriechmayr e Gut hanno dato lustro ad una spedizione per noi abbastanza anonima (non considero affatto gare decenti il parallelo, la combinata ed il team event). Sul golf: a me piace molto, ma non lo sto seguendo non avendo Sky. Infine, ripeto la domanda: come fa uno come Sergio a tifare Juve, squadra simbolo del potere, a volte sbattuto in faccia in maniera quasi offensiva ? Mah. Va da se che vedere la faccia da fighetto di Ronaldo dopo Juve-Porto ha sempre un suo perchè. A margine: ci voleva "Il Maestro", "Il Predestinato", si insomma, Pirlo, per far perdere alla Juve il primo scudetto in 10 e farsi eliminare da una squadra di pellegrini. Ah: io, che passavo ore ed ore a giocare a calcio in strada, non riesco più a guardare una partita per più di 10'. Vediamo se stasera con Real-Atalanta ce la farò. Chiudo sul ciclismo: la nuova generazione di ciclisti, a partire da quel fenomeno di Van der Poel, per proseguire con Alaphilippe, Pogacar, Van Aert, Bernal, Hirschi, Simmons, ecc. mi fa veramente divertire: all'attacco, scontri tra i più forti, senza attendere gli ultimi 10 km. Tra questi ci potrebbe stare anche Ganna, ma temo che la Ineos stia programmando per lui una carriera diversa. Peccato, perchè secondo me potrebbe far molto bene in molte classiche.]]></description>
			<dc:creator>roda</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 09:08:00 +0100</pubDate>
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		<item>
			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/434-sport-piu-uguali-degli-altri#comment-56316</link>
			<description><![CDATA[Ehm..ehm..non so quanto Sergio ami( o abbia amato) il puglitao, ma, prima ancora di toccare gli argomenti interessanti (e le sue consideraini) snocciolati in questo pezzo, volgio segnalare uno straordinario (non ci sono altre parole, imho..) https://www.ilnapolista.it/2021/03/grazie-hagler-il-tuo-match-con-mugabi-e-stato-un-passaggio-formativo-della-mia-adolescenza/ articolo sulla morte di Hagler , sull’incontro epico con Mugabi e .. su altre considerazioni attinenti al mondo dello sport , ma non solo: “Grazie Hagler, il tuo match con Mugabi è stato un passaggio formativo della mia adolescenza” A quasi 14 anni, da solo davanti alla tv, con il racconto di Rino Tommasi, percepii quel che poteva definirsi la consapevolezza dell’epica Ieri è morto Marvin Hagler, a cui io, grande appassionato di pugilato, devo uno dei passaggi formativi più intensi che la mia adolescenza ricordi. Non era nemmeno il mio preferito, anzi il mio pugile preferito di quella fase di vita era il suo acerrimo nemico Thomas Hearns, che proprio nel noto incontro del 1985 contro Hagler – che ha segnato la storia della boxe (all’epoca denominato dai media “The War”, giusto per capire di cosa qui si stia parlando) – cadde al tappeto come un sacco vuoto al terzo round, dopo aver dato vita alle tre riprese che sono giustamente considerate storia di questo sport. Insomma, Hagler era il “nemico” del mio “amico” Hearns, e quindi nell’ottica della proprietà transitiva che permea ogni schieramento sportivo sarebbe dovuto rimanere egli stesso un mio odiato “nemico”, a cui per ciò solo nulla andrebbe riconosciuto. Ma la lezione di cui sto parlando è proprio questa, e cioè che quando ci si imbatte in uno sportivo capace di suscitare il sentimento della meraviglia per l’eccezionalità delle sue imprese, ogni parametro soggettivo di schieramento personale dovrebbe letteralmente cadere per lasciare lo spazio alla gratitudine. Sono di formazione quegli episodi che caratterizzano il percorso evolutivo verso la maturazione e l’età adulta, o che comunque caratterizzano la fine della precedente fase della vita che si stava vivendo. Sono, questi, “ponti” che portano le proprie categorie di pensiero verso nuove prospettive di valutazione delle persone, delle cose, dell’esistenza, ciò che insomma contribuisce a dare a ciascuno di noi le chiavi di lettura attraverso cui ci si rapporta al mondo e si giudica tutto ciò che ci è dato di vivere. Ci sono momenti (ma forse è preferibile parlare di eventi, per dare il giusto peso al fattore dell’imponderabile che li caratterizza) in cui i passaggi evolutivi di giudizio avvengono anche per la violenza che se ne percepisce. Ci sono, invece, eventi in cui il passaggio di consegne tra vecchio e nuovo pensiero avviene per un’ineguagliabile e mai vissuta prima sensazione di stupore che esplode dentro a chi li vive. E poi ci sono casi in cui la meraviglia per la straordinarietà a cui si assiste cammina insieme alla violenza con cui l’evento stesso si compie, in un rapporto di assoluta indivisibilità. Casi unici in cui ci si accorge, con disillusione, di quanto la vita non possa essere separata dalla brutalità con cui ti scaraventa addosso i suoi insegnamenti. Come ogni sportivo ed amante dello sport, ho lasciato che fosse spesso questo a consegnarmi tra gli eventi formativi più importanti della vita. Per esempio, mi ricordo perfettamente la prima volta che dentro di me si fece largo la consapevolezza del fatto che nella vita ci sono i “livelli”, e cioè quelle categorie del fare, che poi si riverberano in categorie del giudizio, attraverso cui una stessa cosa può essere eseguita male, bene, ad arte, od in modo addirittura sublime a seconda di chi la esegue. Me ne accorsi all’improvviso una sera, davanti alla televisione, guardando uno Juventus – Aston Villa di Coppa dei Campioni: era il 1983, avevo quasi 11 anni. Guardavo quella partita ed osservavo tutti i giocatori in campo, caratterizzati da quelle movenze che a rivederle oggi sembrano quasi “robotiche” per quanto poco armoniche a paragonarle a quelle dei calciatori di oggi, ma soprattutto guardavo fare a Platini tutto quello che voleva: del pallone, dei suoi avversari, dei compagni, degli spazi del campo e di come coprirli a suon di rasoiate a pelo d’erba di 50 metri con cui metteva in porta ogni compagno a cui di volta in volta decideva di dare questo privilegio. Ecco, Platini fu il primo ad insegnarmi questo, in quel lontano marzo del 1983: e cioè che se anche in campo vedi ventidue giocatori pagati per fare lo stesso sport, ebbene può essercene uno, tra questi, che di sport ne fa un altro tanto è l’abisso che divide il suo modo di trattare il pallone e di spedirlo dove, quando, come ed a chi vuole, rispetto a quello solo abbozzato dagli altri. Insomma, accade ad un certo punto, come all’epoca mi accadde, di capire che non siamo tutti uguali, lezione che io acquisii grazie a quell’evento sportivo che mi suscitò, sì, stupore (e dunque un certo grado di conoscenza), ma non ancora meraviglia (e dunque un ulteriore grado di conoscenza). Perché la meraviglia la percepii pochi mesi dopo, guardando una finale della Coppa del Re spagnola tra Barcellona e Real Madrid, ed in particolare guardando Maradona. Quell’evento significò salire di un’ulteriore categoria di pensiero di fronte alle gesta umane, di fronte alla vita; in quella partita, sempre a quasi 11 anni, non solo ebbi la conferma che tra i ventidue giocatori in campo poteva essercene uno che non c’entrava niente con gli altri, ma ebbi addirittura un’illuminazione tanto era lo stupore che mi destava vedere Maradona dirigere per decine di metri in verticale, senza guardarlo, il pallone così incollato al suo piede sinistro, in modo così geometricamente perfetto, con tempi così volutamente sincopati a seconda che decidesse di accelerare o decelerare nell’attacco dello spazio avversario. Quel giorno mi accorsi che nella vita ci si poteva imbattere in cose che hanno dell’inspiegabile, e che dovevo arrendermi al fatto che – a proposito dei “livelli” la cui genesi avevo acquisito guardando Platini – potevano esistere gesta umane così perfette nella loro bellezza da non poter essere incasellate nemmeno nel più alto “livello” di qualità immaginabile. C’è poi stato un evento sportivo, su tutti, che più di ogni altro ha inciso nella formazione di chi scrive, il primo in cui ho insieme vissuto tutto lo stupore e tutta la violenza che lo sport, proprio come metafora di vita, può rappresentare agli occhi di chi lo osserva. E qui arriviamo finalmente a Marvin Hagler; all’incontro con Mugabi del 1986, a quelle 11 riprese di una violenza, di una ferocia e di una costanza nello sfidare la morte che non avevo mai visto prima e mai più avrei rivisto nella mia vita. A quasi 14 anni, da solo davanti al televisore (come da soli si è in tutti quei momenti in cui si cresce in modo non più reversibile), subii e percepii ciò che a tutti gli effetti poteva definirsi la consapevolezza dell’epica. Non avevo più a che fare con la meraviglia umana e sportiva, e soltanto con questa, no: stavo assistendo a qualcosa di “oltre umano”, a qualcosa di ancora più diverso, perché la prima volta in vita mia assistevo ad un evento in cui due uomini si sfidavano senza alcuna paura di morire, anzi senza che il pensiero della morte potesse minimamente sfiorarli. Due uomini che avevano deciso di onorare così lo sport per cui erano sempre vissuti, ad ogni costo, come era proprio di ogni eroe omerico che – consapevole di ogni evenienza – non fugge dal destino che la vita gli ha lasciato in dote. Questo è stato quell’incontro ai miei occhi sbalorditi di adolescente: una meraviglia stilistica sotto il profilo pugilistico, che tuttavia si declinava e prorompeva negli occhi dello spettatore con tutta la violenza del colpo su colpo, quasi come se la gara avesse esclusivamente a che fare con la manifestazione della capacità di resistenza ai pugni dell’altro, quasi come se se questa fosse l’unica arma scelta da tutti e due i pugili per annientare ogni velleità dell’avversario. Eccola l’epica di cui può tingersi anche lo sport: l’incontro tra la meraviglia stilistica e la violenza con cui viene messa in campo, l’abbraccio tra la perfezione della tecnica e l’abbandono di ogni istinto di sopravvivenza in nome, prima ancora che del risultato, dell’amore di quello sport che sta praticandosi in quell’esatto momento, certi che quando si arriva al più alto livello di scontro per vincere si deve innanzitutto essere disposti ad annullarsi – fino alla morte. Quel giorno – prima ancora di capire perché mentre nel racconto di una partita di calcio si diceva che si stava giocando, invece nel racconto di un incontro di boxe si diceva che si stava combattendo – capii che lo sport serve anche a questo. Ad appassionarsi alle scelte di vita che ogni professionista nasconde dietro alla dedizione nel quotidiano, rispetto alle quali un match è solo il prodotto finale di una vita vissuta ogni giorno, oltre che giorno per giorno, in sua funzione. Capii cosa significasse il “costi quel che costi”, e lo capii anche grazie al racconto di Rino Tommasi. Un racconto del match, quello di Tommasi, che mai più mi scorderò perché – assente ogni finzione od ogni volontà di anticipare le sensazioni dello spettatore che oggi attanaglia il commentatore medio di simili eventi – era il racconto di una persona molto più grande di me ma stupefatta come me, molto più matura di me ma consapevole come me di quanto si potesse essere fortunati nell’imbattersi in ciò che per sempre ti segnerà in positivo. Marvin Hagler è morto, è vero, ma agli occhi dell’appassionato di sport vive e vivrà l’epica di quell’incontro, di quelle gesta incuranti del pericolo, di quella vittoria, arrivata come se per arrivarci si fosse dovuto mettere in preventivo il non avere alcuna cura della propria sopravvivenza. È morto, Marvin Hagler, e non era il mio preferito, ma anche se non lo era lo ringrazierò sempre e per sempre perché mi ha insegnato il valore dello schema che salta di fronte all’obiettivo che ci si pone, che secondo me ancora oggi, anzi soprattutto oggi – senza arrivare a scomodare le categorie di giudizio che Sciascia mise in bocca a don Mariano ne “Il giorno della civetta” – dovrebbe essere l’unico parametro per giudicare la coerenza dell’uomo rispetto a quanto egli stesso professa. Grazie di tutto, “Meraviglioso”. Che la terra ti sia lieve.]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 15 Mar 2021 22:44:07 +0100</pubDate>
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