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		<title>Here comes the Sun</title>
		<description>Discussione Here comes the Sun</description>
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		<lastBuildDate>Sat, 02 May 2026 00:22:00 +0200</lastBuildDate>
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			<title>Franz scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[# NORTHWESTERN – Era stato amore a prima vista quello con i Wildcats. Squadra ben allenata da Coach Chris Collins si è fatta onore anch’essa nella Big 10. Gioco veloce, ricerca del contropiede, difesa prevalentemente a uomo con utilizzo di varie soluzioni a zona, 2-3 e 3-2, forse troppe conclusioni da lontano ma nessuno è perfetto. Se posso spezzare una lancia nei confronti di Coach Collinst direi che il massiccio numero di tiri da 3 è dovuto alla grande fiducia che hanno i giocatori nel prendersi questo tipo di tiro non appena hanno qualche metro (o anche meno) di spazio. Quasi sempre, infatti, si tratta di tiri ben presi; può capitare a inizio azione se il tiratore di turno si trova libero altrimenti avviene dopo una spesso valida circolazione di palla. Altro difetto il non essere troppo solidi sotto canestro e spesso per questo motivo hanno dovuto pagare dazio. E’ capitato ad esempio contro i Wolverines di Michigan, i quali hanno sotto le plance un armadione come Hunter Hutchinson, quando il divario a rimbalzo è stato davvero pesante (26-42) ed hanno dovuto subire una brutta lezione, solo 83-66 finale ma sono stati quasi tutta la partita sotto di 30. Nessun giocatore dei Wildcats mi colpisce, citerei il solo Pete Nance, figlio del ben conosciuto Larry Nance e fratello dell’ex NBA Larry Nance Jr; secondo Jeff Settles, NCAA Analyst di Fox Sports, il giocatore più migliorato in questa stagione nella Conference. 11.2 punti e 6.6 rimbalzi in 27.6 minuti ottenuti in continuo crescendo nel corso della stagione, season high di 21 punti contro Luka Garza. La squadra invece non è migliorata per niente. Inserita a metà stagione nel Ranking ne è altrettanto rapidamente uscita e a fine stagione ha un bilancio ampiamente negativo, 8-14. La Off Season per loro durerà pochissimo. https://nusports.com/sports/mens-basketball/schedule https://nusports.com/sports/mens-basketball/roster https://nusports.com/sports/mens-basketball/stats/2020-21 # RUTGERS – Squadra di culoni. Non perché fortunati, no. Convenzionalmente ho sempre dei parametri miei per ricordarmi a inizio stagione delle varie squadre. Se, come scritto più in alto, Texas me la ricordo come la squadra dei giocatori tendenzialmente smilzi fisicamente, Rutgers è quella che mi ricordo come la squadra dei culoni. E’ una particolarità, una curiosa coincidenza, ma ad essere più o meno leggermente, e a poter essere così definiti per questa particolare caratteristica fisica, sono diciamo in quattro. Il più “dotato” secondo questa mia bizzarra (però funzionale) categorizzazione, è il pivot Junior 6’11’’ Myles Johnson, energumeno sveglio e che si fa rispettare sotto le plance e porta 8.3 punti e 8.6 rimbalzi. Nonostante l’indubbio ingombro volumetrico è dotato di buona elevazione e senso della posizione che riesce a far valere a rimbalzo e sugli scarichi dei compagni che lo trovano sempre reattivo e pronto a metterla dentro con percentuali interessanti (63.8%) non dalla lunetta (41.1%) però. Secondo culone della banda l’ala-guardia Junior 6’4 Monthez Mathis. Terza punta del team, bravo a buttarsi dentro l’area a difesa schierata oltre a saper tirare bene da 3, è anche stato capace, senza problemi, di ergersi spesso a protagonista; in primis ad esempio contro Purdue (career high 25) quando era assente per infortunio il top scorer Ron Harper Jr. segnando canestri decisivi. Per lui 8.9 punti in 23.3 minuti. Il terzo è un bianco, il “meno dotato” diciamo dal punto di vista di questo mio criterio, l’ala-guardia Sophomore 6’6’’ Paul Mulcahy. Non un fuoriclasse, parte dalla panchina, è però molto grintoso e agguerrito. Nonostante le cifre non siano eclatanti (appena 5.7 punti e 3.3 rimbalzi) il suo contributo è fondamentale per l’economia dei biancorossi del NJ, soprattutto in difesa, e gli fanno meritare un ampio minutaggio (27.9). Ultimo della graduatoria (solo per comodità di scrittura, sarebbe il secondo come… doti naturali) la star degli Scarlet Knights, il figlio d’arte Junior 6’6’’ Ron Harper Jr. Guardia-ala di indubbio talento, uno dei giocatori più interessanti in assoluto di tutta la Big 10 nonché potenzialmente direi di tutta la NCAA, oltre a essere il leader come punti segnati (15.3) contribuisce pure in maniera importante con 5.9 rimbalzi a gara. Lo contraddistingue, tuttavia, una certa indolenza che talvolta prende il sopravvento e lo porta ad estraniarsi dal gioco. Normolineo è invece il secondo miglior marcatore di Rutgers (14.5) il Senior guardia 6’2’’ Jacob Young. Ragazzo scaltro, esplosivo, forte in penetrazione; degli esterni è quello, nonostante abbia buone percentuali (36.6%) che indugia meno nel tiro da 3 punti. Mi piace perché ha grinta e spesso diventa il trascinatore avendo indubbiamente doti da leader. Caratteristica di squadra: gioco perimetrale. Se entrano i tiri da 3 sono in grado di battere chiunque, ne hanno fatto le spese squadre toste come Iowa e Illinois. Se non entra, ergo se ha una giornata storta una delle tre punte o addirittura a tutti e tre assieme, la strada si fa in salita e arrivano sconfitte contro squadre anche non trascendentali come Ohio State (2/2) e Michigan State quando gli Scarlet Knights hanno toccato il fondo tornando a casa con a referto la miseria di appena 45 punti segnati. Sono sincero, non mi convincono: troppo ondivaghi per fare strada fino alla fine in una Conference come la Big Ten, tantomeno per avere qualche speranza nel Torneo NCAA. https://scarletknights.com/sports/mens-basketball/schedule https://scarletknights.com/sports/mens-basketball/roster https://scarletknights.com/sports/mbball/stats/2020 # SAINT LOUIS – Entrati nel Ranking ai primi di Gennaio vi sono rimasti per un mesetto circa prima di uscirne. Bella squadra, coesa, con un gioco piacevole, incentrato sì sui piccoli ma non per questo basato su un uso massiccio del tiro da 3 punti. Tutt’altro, i Billikens, effettivamente, hanno tirato solamente 372 volte da 3 su un totale di 1205 conclusioni, il 30.9%. Percentuale con poche uguali anche in ambito NCAA. Squadra atipica, dunque, con vari giocatori atipici. Il più emblematico il Senior 6’3’’ Jordan Goodwin. L’ho soprannominato l’Uomo Ovunque. Perché è così: è ovunque, sbuca da tutte le parti! E fa di tutto. Sostanzialmente una guardia, talvolta anche si impegna nella costruzione del gioco; non in maniera eccellente, ma sa tirare da lontano e segna un po’ da ovunque (bello l’arresto e tiro) con una certa costanza tanto da risultare il secondo miglior marcatore di Saint Louis con una media di 14.5 a partita. La particolarità che lo rende Uomo Ovunque è un’altra, perché oltre a giocare in tutti i lati del campo il nostro Goodwin è un buonissimo rimbalzista grazie al suo eccellente fiuto e al senso della posizione: la stagione 2020/21, infatti, è la sua seconda in doppia cifra, con 10.3 di media (high di 15 contro North Carolina State) che lo rendono il miglior rimbalzista della squadra. Altro giocatore atipico e che come Goodwin mi piace tantissimo è il 6’0’’ Sophomore Yuri Collins. Molto veloce, intraprendente, contropiedi sta nato, si butta spesso e volentieri senza paura in penetrazione nel pitturato; anche per lui (non vi eccelle, però ve ne sono tanti di mattonari che insistono a bombardare senza batter chiodo) i tiri dalla distanza sono un eccezione, la regola sono le conclusioni in arresto e tiro o i terzi tempi a difesa schierata. Mi piace anche il centro Senior 6’7’’ Hasahn French. Secondo rimbalzista della squadra con 7.2 a gara fornisce un discreto apporto in attacco ma dimostra la sua utilità soprattutto in difesa con scivolamenti, raddoppi e chiusure estremamente efficaci. Ultima menzione il miglior marcatore dei biancoblù di Saint Louis, l’ala-guardia Senior 6’6’’ Javonte Perkins. 17.0 punti a gara è un ragazzo molto intelligente che sa selezionare con sapienza le conclusioni. Percentuale molto buona da 3 (38.7%) non esagera troppo con questo tipo di soluzione che rappresenta il 35,1% dei tiri che si prende; le altre conclusioni le prende in varie maniere, in penetrazione, con l’arresto e tiro, uscendo dai blocchi. Elemento anche lui molto valido. Che dire ancora? Eliminati al secondo turno nella Atlantic 10 non so quanta strada, probabilmente poca,a riusciranno a fare nel Torneo: io comunque faccio il tifo anche per loro. 2020-21 Men's Basketball Schedule - Saint Louis University https://slubillikens.com/sports/mens-basketball/roster https://slubillikens.com/sports/mens-basketball/stats/2020-21 # TENNESSEE – Squadre sempre molto equilibrate quelle guidate dall’ottimo Coach Rick Barnes. Concretezza, gioco ben bilanciato, eccellente alternanza di scelte di tiro tra pitturato e lunga distanza, il 34% delle conclusioni totali. In difesa (una delle migliori della NCAA, 62.7 punti subiti) i Volunteers giocano a uomo ma quando serve sono in grado di sfoderare delle efficaci difese a zona tirate sempre fuori al momento giusto dalla sapienza di Coach Barnes. A questo proposito mi è rimasto scolpito nella memoria la tempestività con la quale, contro Kentucky nella semifinale di Conference del 2019, a un paio di minuti dalla fine, chiamò la zona press per 3 sole azioni ma furono quelle che diedero la svolta alla partita. All’apice proprio due anni fa, seppure sconfitti nella finale della South Eastern Conference da Auburn e sfortunatamente eliminati nella semifinale della South Regionals da quella Purdue guidata dal bombardiere Carsen Edwards, i Volunteers avevano a suo tempo un roster individuale da spavento nel quale spiccavano Grant Williams (attualmente ai Celtics) Jordan Bone (attualmente a Orlando) Admiral Schofield seconda scelta di Washington e Kyle Alexander visto anche a Miami. Adesso qualitativamente hanno un organico non a quel livello tuttavia nella stagione attuale decisamente più povera di talenti a livello nazionale si sono posizionati per mesi nel Ranking, raggiungendo addirittura la #7. Adesso ne sono però usciti da un paio di settimane. A guidarli un superstite di quella grande squadra il 6’9’’ Redshirt Senior John Fulkerson, giocatore che mi piace e non poco. Specifico. Non un fenomeno, nemmeno altissimo per il ruolo che ricopre (4-5) è però un giocatore molto tecnico, intelligente, che non forza, sa scegliere oculatamente i tiri e difficilmente lo vedi fare cazzate. Si muove bene spalle a canestro, ha un buon tiro dal pettine e fronte a canestro, il suo apporto è di 9.5 punti e 5.7 rimbalzi. Giocatore anche che mi piace molto e lo affianca nella frontline, il francese di origine haitiana Yves Pons, Senior 6’6 con fisico scultoreo, premiato come difensore dell’anno della SEC nella scorsa stagione. Concreto come pochi, utilissimo, faccia sempre seria, sa fare un po’ di tutto (diciamo che il tiro da fuori non è il suo forte) in attacco, predilige l’avvicinamento a canestro; efficace a rimbalzo per la prestanza e il senso della posizione il suo meglio lo da in difesa: forte di gambe, bravo negli scivolamenti, molto rapido nelle chiusure e nei raddoppi. Una menzione la faccio doverosamente per l’estroso uruguaiano 6’3’’ Sophomore Santiago Vescovi, 8.3 punti partita. Buon tiro in sospensione, agonista, autore di fiammate importanti, se la squadra si trova in difficoltà è in grado di assumere la leadership senza problemi. Molto compatto il reparto esterni, va infatti tenuto conto che nei Volunteers sono sette i giocatori ad avere 20 o più minuti di media e solo uno ad averne circa 10. Un po’ questo per il credo di Coach Barnes un po’ per l’omogeneità di rendimento fornita dai giocatori che scendono in campo. Caratteristiche abbastanza simili, direi, per i vari membri del comparto esterni. Segnalo Victor Bailey Jr. figlio dell’omonimo giocatore di football Wide Receiver professionista, Redshirt Junior 6’4’’ è il secondo marcatore del team (11.4 punti) e tira assieme a Vescovi con più assiduità (ma neanche troppa) da 3, per lui 45/122 col 36.9%. Gli altri. 6’6’’ Sophomore Josiah-Jordan James, Jaden Springer 6’4’’ Freshman (cresciuto più di tutti e divenuto miglior marcatore con 12.4) e sempre Freshman il 6’5’’ Keon Johnson. Tutti giovani, ai primi anni di università, tutti già ben plasmati dal Coach: rare le palle perse, difesa, ricercatori della penetrazione e dell’arresto e tiro dalla media, pochi sparacchiamenti da 3, solo se la situazione lo richiede. Curiosità: sono ben sette i mancini alla corte di Coach Rick Barnes. Un bel collettivo quello degli arancioni di Tennessee dove manca forse una prima punta ma proprio per questo più imprevedibili e difficili da bloccare, possono arrivare fino in fondo nella dura South Easten Conference (se la dovranno vedere in particolare con Alabama e Arkansas) dovrebbero avere abbastanza fortuna per giungere alle Final Four. A me piacerebbe, tuttavia sarebbe davvero una sorpresa se capitasse. 2020-21 Men's Basketball Schedule - University of Tennessee Athletics https://utsports.com/sports/mens-basketball/roster https://utsports.com/sports/mens-basketball/stats/2020-21 WISCONSIN – Non molto considerata dagli esperti a causa delle perdite, causa fine carriera universitaria (una per tutte il conosciutissimo per noi italiani Ethan Happ, detentore di un sacco di primati a Wisconsin) di molti protagonisti, la squadra biancorossa ha saputo guadagnarsi il rispetto di tutti giocando un basket spurio, senza fronzoli, ma efficace e redditizio. Squadra quadrata, non lascia molto allo spettacolo, fa circolare bene la palla, distribuisce bene le conclusioni (sono ben 7 a stare in campo tra i 20 e i 30 minuti) e difende duro ad ogni azione. Ha una delle front line più alte e solide di tutta la NCAA e la sfrutta a dovere. Il più redditizio è il centro Redshirt Senior 6’10’’ Micah Potter. Non un mago, neanche sostanzialmente bello da vedere, ma uno roccioso che lavora sotto canestro per creare spazi per sé e per i compagni. Sa usare bene il suo corpo, sa prendere molto bene posizione ed avvicinarsi al canestro, non possiede una vastissima gamma di soluzioni oltre al semigancio però quando riesce a portarsi a uno-due metri dal canestro la mette sempre dentro. 13.0 punti per lui e 6.0 rimbalzi. Lo affianca uno che invece è proprio bello da vedere, il Senior 6’11’ Nate Reuvers. Elegante nei movimenti, agile, sa condurre anche il contropiede, gioca spalle e fronte a canestro tirando indifferentemente da sotto e da fuori e mette mediamente a referto 8.6 punti con 3.2 rimbalzi in solo 21.1 minuti di impiego medio. Quando fu messo a giocare con continuità un paio di anni fa al fianco di Ethan Happ mi colpì moltissimo per la tecnica e, pivottomane e lungomane come sono, iniziai a tenerlo sotto osservazione per constatarne i progressi. Purtroppo mio malgrado devo riconoscere che la crescita è stata molto parziale dovuta probabilmente (anzi, quasi sicuramente) a una grinta non proprio da gladiatore nonché a un fisico irrobustitosi in questi anni ma ancora un po’ troppo leggero. Altro importante membro del quintetto Aleem Ford, numero 3 che è un vero numero 3. Tira dalla lunga, si butta in penetrazione, di tanto in tanto sa portarsi dentro al pitturato spalle a canestro e aiuta come tutti a rimbalzo, per lui 8.7 punti. Miglior marcatore, infine, la Guardia 6’0 Redshirt Senior D’Mitrik Trice, portatore di palla e principale bombardiere (38.6%) del team, segna 13.8 di media. Un buon collettivo, sostanzialmente, alcune discrete individualità: tutto qua. Non basterà per vincere in una Conference agguerritissima come le Big Ten, meno che mai per arrivare alle Final Four. https://uwbadgers.com/sports/mens-basketball/schedule https://uwbadgers.com/sports/mens-basketball/roster https://uwbadgers.com/sports/mens-basketball/stats]]></description>
			<dc:creator>Franz</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 23:48:25 +0100</pubDate>
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			<title>Franz scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56268</link>
			<description><![CDATA[Aggiungo le analisi su qualche squadra che è stata presente nel Ranking durante la stagione e poi ne è uscita. # MICHIGAN STATE – Collocati da tutti gli esperti a inizio stagione ai piani alti del Ranking, partiti subito alla grande infliggendo una lezione agli altrettanto molto accreditati Blue Devils di Duke (si è visto poi che Duke non è quello schiacciasassi che si era paventato) col passare del tempo sono scivolati indietro fino ad uscirne definitivamente. Troppe sconfitte, in particolare la solenne bastonata (81-56) di Dicembre contro Minnesota (seguita ad altre due magre contro Northwestern e Wisconsin) hanno caratterizzato il campionato degli Spartans. La spiegazione comunque c’è. Oltre a non essere dei fenomeni, questo è abbastanza evidente, gli Spartans hanno la ventura di partecipare anch’essi alla Big Ten, la Conference carnaio più affollata di squadroni di tutta la NCAA. Non è poco, eh, qua ogni settimana devi affrontare un paio di battaglie contro compagini agguerritissime e l’esito non è veramente mai scontato per nessuno. Aggiungiamoci poi che se ne sono andati un paio di giocatori fondamentali come la point guard Cassius Winston e il lungo Xavier Tillmann e vediamo che il quadro è completo: Michigan State quest’anno, al di là di quando prevedevano molti esperti, è una squadra modesta, molto meno competitiva e dominante di quelle delle stagioni precedenti. Leader naturale, era terzo nel 2019/20 per minuti giocati e punti realizzati, il 6’6’’ Junior Aaron Henry che diventato adesso quello con la maggiore permanenza in campo (32.0 minuti) nonché primo realizzatore (15.5). Lo affianca l’ala Redshirt Junior 6’9’’ Joey Hauser. Passato la scorsa stagione dai Golden Eagles di Marquette, come il fratello Sam a Virginia, sta portando un buon contributo ma non sta facendo- come il fratello – quel salto di qualità che mi aspettavo. Carenza di leadership. Gregario di Markus Howard era a Marquette, pensavo potesse diventare leader (o almeno uno dei leader) qui a Michigan State. Così non è. Non che faccia schifo, sia chiaro, 9.9 punti e soprattutto 5.9 rimbalzi in 21.9 minuti non sono da disprezzare. Assolutamente. Tuttavia avrei auspicato una maggiore presenza nei momenti di difficoltà della squadra. Così non è stato: naufraga la squadra, naufraga anche lui. Prospettive per la Off Season per gli Spartans? Nulle. https://msuspartans.com/sports/mens-basketball/schedule https://msuspartans.com/sports/mens-basketball/roster https://msuspartans.com/sports/mens-basketball/stats # MINNESOTA – Underdog. Squadra ampiamente sottovalutata a inizio stagione, ma ben allenata da un figlio d’arte di un grande maestro del basket Usa, Richard Pitino Jr, si è fatta largo nella affollatissima e ultracompetitiva Big 10 a suon di vittorie. Ne hanno fatto le spese varie big come Iowa, Ohio State, Michigan e Purdue. Tante rotazioni, ricerca del gioco veloce, abbondanza di conclusioni da 3, fiammate improvvise. Eclatante quella di Natale contro gli Hawkeyes di Iowa, 29 punti in 5 minuti e mezzo, recuperati 7 punti a 37 secondi dalla fine e vittoria di 7 all’overtime, in quel frangente Carr e Johnson ne misero 14 su 21 dalla linea dei 6,75. Altra faccia della medaglia le altrettanto improvvise pause. Soprattutto in trasferta, dove i Golden Gophers segnano una ventina di punti in meno rispetto a quanti ne mettono tra le mura domestiche: 65 contro Illinois, 62 contro Purdue, 59 contro Wisconsin e Maryland, 57 contro Michigan. Marcus Carr è la stella e il leader indiscusso della squadra. Point guard che porta la palla anche se non è portato per la costruzione del gioco, realizzatore puro, il 6’2’’ canadese Redshirt Junior è uno dei piccoli più talentuosi della Big 10. Ne mette dentro 19.6 a gara col 32.4% da 3 pur eccedendo un po’ troppo in questo tipo di soluzione risultando quindi talvolta prevedibile per le difese avversarie; pecca anche un po’ di egoismo ogni tanto ma nonostante tutto riesce a elargire 4.8 assist. Il Redshirt Senior Brandon Johnson è fra i titolari quello con meno minutaggio (25.7). Alla prima stagione agli ordini di Coach Richard Pitino si è guadagnato i galloni di titolare solo dopo alcune partite avendo dovuto inserirsi gradualmente nei meccanismi di gioco. Giocatore grintoso, duttile, il 6’8’’ proveniente da Western Michigan è un’ala vera che non ha paura di buttarsi in penetrazione come di concludere dalla lunga distanza; è inoltre il secondo rimbalzista della squadra con 6.1 carambole a uscita. Altra punta,secondo realizzatore dei giallorossi di Minnesota, il centro 7’0’’ Junior Liam Robbins. Ragazzo sveglio, grintoso, determinato, in possesso di un paio di movimenti redditizi e di una mano tutto sommato discreta grazie alla quale può permettersi di tanto in tanto qualche escursione al di fuori della linea da 3 punti: 3/3 ad esempio quando ne segnò 22 nel ritorno contro Michigan che costò ai Wolverines la prima sconfitta della stagione. Per lui 11.7 punti e e 6.6 rimbalzi in 24.6 minuti giocati a gara. Dalla panchina parte un prospetto interessante, il Freshman 6’2’’ Jamal Mashburn Junior. Nota di colore: l’ex Pro suo padre era stato all’università a Kentucky quando a guidarla c’era il padre del suo attuale Coach, Rick Pitino. Percentuali di tiro ancora bassine per il figlio dell’ex Wildcat (38.9% da 2 e 28.2% da 3) di sicuro non sposta gli equilibri come altre matricole, resta il fatto che il giovane Mashburn ha già fatto vedere giocate interessanti e ha dimostrato di essere utile alla causa dei Golden Gophers portando minuti di qualità. In evidente crescita nel corso della stagione. In calo tremendo invece le prestazioni della squadra, vengono da 7 sconfitte consecutive. Fino a un mese fa pensavo che avrebbero potuto fare di tutto, con un po’ di fortuna nessun obiettivo avrebbe potuto essere loro precluso. Adesso non so, nelle condizioni attuali difficile che vadano da qualche parte. https://gophersports.com/sports/mens-basketball/schedule https://gophersports.com/sports/mens-basketball/roster https://gophersports.com/documents/2021/3/6//MBB_Season_Stats_6_1_.pdf?id=14506 # MISSOURI – Le più belle cheerleaders, non scendono in campo ma per noi che guardiamo le partite conta anche questo. Il clima che si respira nella partite del campionato universitario è bello anche per tutto il contorno. Il pubblico caloroso, le bande musicali, la partecipazione di studenti e di ex studenti, spesso di intere comunità, rendono l’atmosfera che si respira durante le partite della NCAA unica e, a suo modo, ineguagliabile. Tutto ciò, in questa stagione del Covid (per non dire del…) non c’è stato. Quasi ovunque gli spalti erano deserti o con presenze ridotte a poche centinaia di spettatori. E quasi ovunque non c’erano le cheerleaders. A Columbia c’erano e, che dire, si sono fatte notare… Ok, a parte questa piccola nota di colore, passo al sodo. Tenuti in buona considerazione dagli analisti Usa, posizionati per molto tempo nel Ranking (seppure non nelle prime posizioni) i Tigers giocano in una Conference (la South Eastern Conference, per la precisione) non troppo competitiva (ci sono alcune squadre valide come Alabama, Arkansas e Tennessee, non formidabili) che potrebbe aver distorto la percezione sulla loro reale consistenza. Vero o no che sia quando li ho visti giocare io non mi hanno mai impressionato. Gioco perimetrale, conclusioni dal perimetro in gran copia anche se non eccessive (37.8% sul totale) come per altri team, tuttavia le percentuali sono scadenti. Allora, dico io, che tiri a fare da lontano se la metti dentro col 31.9% Non sarebbe meglio cercare tiri a più alta percentuale di realizzazione? Ecco allora il motivo della mia scarsa convinzione sul valore dei Tigers, fanno un gioco non solo che non mi piace (e vabbè, io mica sono Pat Riley, Coach Chris Hollender magari avrà le sue ragioni) e il che ci potrebbe stare, ma non la mettono dentro. E questo conta. Guardiamo il loro secondo miglior marcatore, la guardia Junior 6’2’’ Xavier Pinson. Ne infila 14.0 a partita, che non è neanche male, solo che su 261 tiri ne scocca 135 da 3, in percentuale il 51.7%. Boh, è abbastanza diffusa ‘sta tendenza un po’ a ogni latitudine tra i piccoli, dunque non è che risulti essere questa anomalia. Sì, sono d’accordo, un’anomalia però a mio avviso c’è, i suoi tiri da 3 entrano nel 33.9% dei casi, non direi sia proprio una gran cosa… Non che sia scarso, per carità, sa fare un po’ di tutto quello che si chiede a una guardia, solo che non mi pare abbia quella fantasia necessaria per fare la differenza. Meglio da fuori gli altri due esterni titolari, il Senior 6’5’’ Mark Smith e il Redshirt Senior 6’3’’ l’omonimo Dru Smith. Nessuno dei due un fenomeno, sono le alternative a Pinson e almno loro la mettono dentro con maggiore regolarità da 3, 31.6% Mark, % Dru e portano 10.0 punti il primo e 14.1 il secondo. Buon apporto per entramsi. Centro è il 6’10’’ Senior Jeremiah Tilmon. Volenteroso, che in difesa si sbatte e si dà da fare a rimbalzo (7.4, primo dei suoi) e per chiudere gli spazi e in attacco, un po’ per saggezza, un po’ perché non gli passano la palla, riesce a segnare (12.5 punti) con belle percentuali (63.5%) nonostante una mano piuttosto quadrata che emerge quando si trova (50.8%) sulla riga del tiro libero. Comunque sa usare il corpo e possiede alcuni movimenti scolastici ma redditizi, appoggiassero di più la palla su di lui il gioco di Mizzou non potrebbe che trarne benefici. Squadra che forse se la può giocare per il titolo di Conference (vedo molto meglio le sopra citate Alabama, Arkansas e Tennessee) non andrà avanti nel Torneo. 2020-21 Men's Basketball Schedule - University of Missouri Athletics https://mutigers.com/sports/mens-basketball/roster https://mutigers.com/sports/mens-basketball/stats]]></description>
			<dc:creator>Franz</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 23:47:30 +0100</pubDate>
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			<title>Franz scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56267</link>
			<description><![CDATA[#21 PURDUE – Altra squadra costruita su misura del proprio grande Coach, Matt Painter dal 2005 Head Coach dei Boilermakers di Purdue. Rotazioni continue (9 giocatori con più di 15 minuti di media) difesa dura, gioco ben distribuito, controllato, queste le caratteristiche principali di una squadra partita senza nessuna considerazione. Ci sono stati momenti nei quali ben 7-8 squadre della Big Ten erano state inserite nel Ranking, non loro, anche a causa di un inizio in salita che aveva visto i biancoblù di Coach Matt Painter perdere contro Iowa, Rutgers, Illinois, Michigan. Lentamente, però la squadra ha iniziato una lenta ma costante risalita, ha iniziato a credere nei propri mezzi e la svolta si è avuta con la vittoria all’ultimo secondo (canestro della “stella” Trevion Williams) contro gli accreditatissimi – ma già sconfitti nella prima sfida – Buckeys di Ohio State. Da quel momento è iniziata una serie positiva che ha portato i Boilermakers in alto nella Big Ten (13-6) arrivando fino al quarto posto e facendoli entrare stabilmente nel Ranking. Poco altro da dire su di loro, non sono dei fenomeni, l’unico giocatore di una certa consistenza è l’Ala-Centro Junior 6’10’’ Trevion Williams. Grintoso, atletico, pochi movimenti ma efficaci in attacco, solido in difesa e determinato a rimbalzo, in soli 24.8 minuti segna 15.2 punti e cattura 8.8 rimbalzi. C’è ancora un giocatore che non è malaccio, la Guardia Junior 6’5’’ Sasha Stefanovic. Giocatore essenziale, segna 9.7 punti a gara ma soprattutto bombarda col 41.5%. Meglio non lasciarlo da solo. Squadra da non sottovalutare, insomma, quella di Purdue, vende sempre cara la pelle; la Big Ten però è tanto dura, non riusciranno ad arrivare alla fine. Lo stesso, ca va sans dire, per le FF. https://purduesports.com/sports/mens-basketball/schedule https://purduesports.com/sports/mens-basketball/roster#sidearm-roster-coaches https://purduesports.com/sports/mens-basketball/stats?path=mbball#individual #22 VIRGINIA TECH – Una specie di Baylor in miniatura, cinque esterni fronte a canestro, uno contro uno e pick and roll, se non riesce il contropiede. E ovviamente tanto tiro da 3. E’ basket? Forse, di sicuro non è il mio basket, per questo Virginia Tech non può piacermi. Ma è nel Ranking? Sì, con la povertà di talenti che caratterizza questa stagione, con la crisi che attraversa tante università storiche (non ultime quelle della Conference ove militano gli Hokies, North Carolina e Duke) è abbastanza scontato che una squadra con un buon bilancio vittorie-sconfitte sia collocata nel Ranking. Demeriti altrui, però, non meriti propri. Vengo ai singoli e anche qui me la sbrigherò subito. Ironia della sorte, il miglior marcatore della squadra è quello che gioca più vicino a canestro, il Redshirt Junior Ala 6’9’’ Keve Aluma. “Più vicino a canestro” in realtà è un’espressione grossolana e generica per definire questo ragazzo che difende sui pivot avversari e in attacco talvolta si mette sul pettine spalle a canestro. La sostanza delle cose è che Keve Aluma è un’ala alta, nemmeno troppo alta, che ha un buon tiro (da 3 infatti realizza col 37.0%) e si arrabatta a vivere degli scarichi dei compagni e a colpire con una certa regolarità dai 3-4 metri. Giovandosi di questo mette a segno 15.9 punti e raccatta 8.0 rimbalzi. Bravo lui a farsi trovare sempre pronto ma le sue capacità finiscono qui. In rapporto ai minuti giocati il giocatore più redditizio è un panchinaro, la point guard Sophomore 5’10’’ Jalen Cone. Nei 20.0 minuti che gioca, infatti, riesce a segnare 9.2 punti. Non prende rimbalzi (tot. 1.1) e può essere normale per uno della sua statura, non distribuisce assist (totale 14 in 15 partite) di fatto sa fare una sola cosa: tirare da 3. Uno dei tiratori peggio bilanciati come distribuzione della NCAA, non però con quella vena di follia come Mitch Ballock di Creighton, su 126 totali 106 sono da 3; per fortuna sua e degli Hokies entrano al 34.9%. Squadra mediocre, in estrema sintesi, non arriverà alla fine nelle finali di Conference e non andrà da nessuna parte nel Torneo NCAA. https://hokiesports.com/sports/mens-basketball/schedule https://texastech.com/sports/mens-basketball/roster https://hokiesports.com/sports/mens-basketball/stats #23 COLORADO – Squadra onesta, costruita bene e con criterio, Un buon collettivo, i giocatori si conoscono e si intendono a memoria. Molte rotazioni ma ben gestite da Coach Tad Boyle, infatti i cinque titolari giocano tutti oltre 25 minuti a testa mentre cinque panchinari stanno in campo tra i 10 e i 20 minuti. E’ una squadra che sviluppa un gioco piacevole con conclusioni ben distribuite. Neanche a dire è una squadra che si basa su un vero asse Play-Pivot, anche se a dire il vero il pivot è un semi-pippone ma a livello NCAA non è che si possa sottilizzare. Il ragazzo in questione è il Senior Dallas Walton che misura 7’0’’ ovvero ha una statura rispettabile nonostante di fatto sia un pivot un po’ simbolico, nel senso che viene messo là ogni tanto (15.4 min.) a fare da spauracchio in mezzo all’area, però qualcosa fa; 7.0 punti e 3.0 rimbalzi. Altra cosa è invece il Play, lui sì veramente un bel giocatore, con grande personalità. Velocissimo, si butta in penetrazione senza problemi e senza problemi conclude sia di destro che di sinistro nonostante la statura non eccelsa. Possiede ottimi fondamentali: arresto e tiro, palleggio, grande visione di gioco, passa benissimo la palla. E’ il leader ogni tempo per assist distribuiti dei Buffaloes di Colorado. Purtroppo non è un grandissimo tiratore da 3, la mette ma non con regolarità. Queste le cifre di McKinley Wright IV: gioca 32.8 minuti (più di tutti) è il miglior marcatore con 15.3 punti e il miglior assistman con 5.7, da 3 segna col 28.9%. Compensa un po’ a questa lacuna avvicinandosi spesso al pitturato dove sa muoversi benissimo spalle a canestro e per questo viene servito con regolarità dai compagni. Tra questi segnalerei l’Ala Junior Evan Battey che è quello che normalmente quando non c’è il pippone da 7’0’’ gioca vicino a canestro. Non è alto ma è molto grosso, vedi alla voce energumeno. Non salta neanche il volantino pubblicitario del supermercato ma è sveglio, ha senso della posizione e si batte su ogni pallone; bravo nei raddoppi, è un collante utile al gioco di squadra. Gioca 25.5 minuti, segna 9.9 punti e porta a casa 5.3 rimbalzi. Altro giocatore di squadra è l’Ala Senior 6’7’’ Jeriah Horne, migliore rimbalzista dei Buffaloes (6.0) è il secondo marcatore (11.5) e tira che buonissime percentuali da 2 (55.2%) come da 3 (44.3). I ragazzi di Coach Tad Boyle si giocheranno la Pac 12 con Oregon, USC e UCLA, dopo non so, credo ce l’avranno dura a passare più di un paio di turni. https://cubuffs.com/sports/mens-basketball/schedule https://cubuffs.com/sports/mens-basketball/roster#sidearm-roster-coaches https://cubuffs.com/sports/mens-basketball/stats/2020-21 #24 SOUTHERN CALIFORNIA – Sono appena entrati nel Ranking. Mai visti giocare. So solo che ci gioca un pivot (Evan Mobley) che gode di grandissima considerazione, ma io quando scelgo le partite da vedere scelgo sempre la squadra e non i giocatori. Per questo di Southern California non so niente. https://usctrojans.com/sports/mens-basketball/schedule?path=mbball https://usctrojans.com/sports/mens-basketball/roster/2020-21 https://usctrojans.com/sports/mens-basketball/stats?path=mbball#individual #25 OKLAHOMA – Li ho visti solo un paio di volte, hanno sempre perso, cosa devo dire? Sono nel Ranking per caso. Anche perché, guardando il bilancio, non è che abbiano prodotto chissà che risultati eclatanti: un totale di 14-9 onesto ma niente più, un 9-8 nella loro Conference, la Big 12, che li ha relegati a un modesto sesto posto su dieci partecipanti. Presto a casa nelle Finali di Conference, si faranno al massimo un paio di gite prima di rientrare a domicilio nel Torneo. https://soonersports.com/sports/mens-basketball/schedule?path=mbball https://soonersports.com/sports/mens-basketball/roster https://soonersports.com/sports/mens-basketball/stats?path=mbball]]></description>
			<dc:creator>Franz</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 23:45:15 +0100</pubDate>
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			<title>Franz scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[#16 VIRGINIA – Squadra esperta, rodata, votata al credo del suo eccellente allenatore Tony Bennett: difesa solida (da anni una delle migliori di tutta la NCAA, XX punti subiti) e attacco ragionato. Costruita sulle antiche basi del vero basket, asse play-pivot. Ma non solo, uno dei più considerati prospetti universitari evolve a Virginia nel ruolo di ala, il Redshirt Senior 6’8’’ proveniente da Marquette Sam Hauser. Solido, tecnico, ben impostato, lo avevo già notato un paio di stagioni fa ai Golden Eagles di Marquette al fianco dell’eccezionale Marcus Howard e del fratello Joey poi trasferitosi agli Spartans di Michigan State. 14.1 punti di media a Marquette, 14.9 la scorsa stagione, aumentato ancora questo anno con 15.8 punti. Speravo comunque di più, non è cresciuto come mi aspettavo. Se a Marquette non gli si chiedeva di fare il protagonista in quanto la stella indiscussa era Marcus Howard, unanimemente gli esperti credevano che con il passaggio ai Cavaliers aumentassero le responsabilità e crescesse la sua leadership. Così non è stato, o se lo è, lo è purtroppo solo parzialmente. Nonostante le valide percentuali al tiro (44% da 3 e 59.4% da 2) e il concreto apporto sotto le plance (6.8 rimbalzi) non si è calato mai completamente nei panni del condottiero stabilizzandosi su un rendimento buono ma niente di più. Leader della squadra è invece diventato il 5’9’’ play Junior Kihei Clark, grinta e personalità da vendere. Un razzo in contropiede, primo passo di alto livello, coraggioso nelle penetrazioni a difesa schierata nonostante la statura non propriamente da gigante, in questa stagione ha consolidato la sua media punti (9.5) ma soprattutto si è ritagliato un ruolo di assoluto protagonista nelle gerarchie del team risultando spesso determinante nelle vittorie dei Cavaliers. Un gigante è invece il centro di Virginia, vista la statura non proprio normale anche per un giocatore di basket: 7’1’’ per il Redshirt Senior Jay Huff. Perno della difesa, veloce, mobile, ben coordinato, in mezzo all’area è spesso baluardo insormontabile per gli attaccanti avversari che, anche se non cadono vittime delle sue stoppate (2.5 a gara) sono quasi sempre costretti a modificare le parabole dei loro tiri con le ovvie ripercussioni che si possono immaginare sulle percentuali di realizzazione. Non proprio rimbalzista da urlo (6.9) segna 13.1 a partita con ottime percentuali (68.9% da 2) e non disdegna le soluzioni dalla lunga distanza dove la mette dentro con una regolarità (41.0%) non proprio comune per uno della sua statura. Completa l’elenco dei giocatori più rappresentativi l’ala-guardia Junior 6’9’’ Trey Murphy III, ragazzo grintoso, bel difensore, mortifero (45.0%) dalla lunga. Per come la vedo i Cavaliers sono tra i più accreditati per la vittoria nella ACC e possono arrivare fino in fondo nel Torneo, hanno tutto quello che serve. https://virginiasports.com/sports/mbball/schedule/ https://virginiasports.com/sports/mbball/roster/ https://virginiasports.com/sports/mbball/cumestats/season/2020-21/ #17 CREIGHTON – Non so cosa dire, mi riesce veramente difficile parlare anche di loro. Sono un estremista, perciò mediamente sono abbastanza deciso, o una cosa mi piace o non mi piace. Così per le squadre di basket: o mi piacciono o non mi piacciono. Creighton invece non è né carne né pesce, non mi entusiasmano ma nemmeno praticano un gioco che non mi aggrada; non hanno a mio avviso nessun vero talento e tuttavia non hanno nemmeno quei giocatori che mi infastidiscono perché o sopravvalutati o montati o sparacchiatori insulsi senza cervello. Niente di tutto questo. Sono… Non so neanche dire cosa sono. Non sono mediocri perché qualcuno ha un po’ di talento, non sono debosciati perché si impegnano e qualcuno anche sfodera una certa grinta, tirano tantissimo da 3 però si danno da fare nei pressi del canestro, giocano tanto con quintetti piccoli ma danno spazio a un Freshman di 7’ e a un 6’11’’. Direi che sono una squadra compatta, ben allenata che… non si sa come sia finita così in alto nel Ranking. Dipenderà dal fatto che giocano in una Conference (la Big East) non proprio agguerrita, dipenderà dal fatto che non hanno mai trovato sulla propria strada squadroni a sbarrar loro il passo, dipenderà dal livello non eccezionale del campionato 2020/21, boh dipenderà da quello che dipenderà, il fatto è che godono di grande considerazione. Secondo me troppa, ma tant’è. Giocatore che più mi convince la guardia-ala Senior 6’5’’ Denzel Mahoney. Serio, battagliero, con leadership, è il secondo marcatore dei Blue Jays di Omaha per punti segnati con una media di 13.5 ai quali vanno aggiunti 4.2 rimbalzi; non molti, lo riconosco, va però considerato che Creighton non ha un rimbalzista, per così dire, designato, sono in realtà ben quattro a portare a casa tra le 4 e le 6 carambole a gara e Mahoney è uno dei quattro. Non è un fenomeno ma è comunque uno che sa fare un po’ di tutto. Tirare da 3 (dicevo già sopra, i Blue Jays sono una squadra che prende molti tiri da 3 666/1498 il 44.5%, tanto) buttarsi in penetrazione quando serve, sa passare, difende. Uno affidabile. Il più talentuoso è la guardia Junior 6’2’’ Marcus Zegarowski. Considerato un prospetto dalla critica (mah) è il principale terminale offensivo del team di Omaha e miglior marcatore. Pure lui come per Mahoney più conclusioni da 3 che da 2, ha dei buoni fondamentali e porta il suo mattone a rimbalzo (15.4 punti e 3.7 rimbalzi) tutto qua. Di sicuro non è un brocco, da qui a considerarlo una futura prima scelta ce ne passa. Il 6’5’’ Senior guardia Mitch Ballock è quello che sta in campo per più minuti (33.7) ed ha come caratteristica quella di essere un tiratore folle dalla distanza. Molto folle e molto distante, 163 tiri da 3 su 204 tentati, spesso da 9 metri, senza problemi. Non una caratteristica a me gradita ciononostante proprio questa sua follia (a me estremista) piace ed effettivamente è un giocatore di striscia che quando è in serata mette paura a tutti. Il 6’7’’ Junior Christian Bishop è quello tra i titolari (23 minuti, non tantissimi perché lascia spazio a quelli che sono lunghi per davvero) che gioca più vicino a canestro. Fa quello che serve, tirando con buona percentuali (69.1%) portando a casa 11.2 punti e 6.1 rimbalzi. Onesto. Come onesto è l’ultimo membro del quintetto base, l’ala Senior 6’5’’ Damien Jefferson. Intelligente, sa farsi trovare libero sugli spazi aperti dai compagni segnando pure lui con ottime percentuali (63.4% da 2 e 38.9% da 3) e contribuisce alla raccolta dei rimbalzi (5.5). Alla fine mi sento di mettere una buona parola per un paio dei panchinari. Il primo, la guardia Senior 6’6’’ proveniente da Duke Alex O’Connell mi è sempre piaciuto, gioca solo XX minuti facendo il suo: poteva starsene a Durham, avrebbe giocato di più. Ultima buona parola per il 7’ Freshman Ryan Kalkbrenner: cresce di partita in partita guadagna sempre più minuti. Ha senso della posizione, buona mano (68.2% da 2) tempismo. Si farà. Breve conclusione. Vincerà Creighton la Big East? Direi che con una botta di culo ce la potrebbero (sono 1-1 negli scontri diretti) anche fare, se la giocano con Villanova, squadra per certi versi abbastanza speculare. Arriveranno alle Final Four? Direi di no. Molto dipende dal tabellone ove i Blue Jays saranno collocati, dovrebbe andare tutto liscio come l’olio perché il sogno possa avverarsi. In linea di massima sono convinto che prima o dopo salterà fuori qualcuno a sistemarli. 2020-21 Men's Basketball Schedule - Creighton University Athletics 2020-21 Men's Basketball Roster - Creighton University Athletics Men's Basketball Archived Statistics - Creighton University Athletics #18 LOYOLA CHICAGO – Giocano un bel basket, gli esterni corrono, i lunghi sgrugnano sotto le plance. Rotazioni limitate, sette giocatori attorno i venti minuti o più di impiego, uno solo con 10 minuti circa. Gioco ben controllato alla ricerca di conclusioni sicure e ad alta percentuale e i numeri confermano la bontà del lavoro impostato da Coach Porter Moser, 59,7% complessivo di squadra da 2 e 36.8% da 3. Ruoli dunque ben definiti. E difesa arcigna. Tutti mobili sulle gambe, decisi, pronti alle chiusure e tempestivi sui raddoppi, i Ramblers sono la miglior difesa dell’intera NCAA, solo 55.5 i punti subiti di media. Squadra costruita alla vecchia maniera, con un bel pivottone a centro area, il Senior 6’9’’ non tanto grande, ma grosso, Cameron Krutwig, giocatore dell’anno nell Missouri Valley Conference. Centro veramente bello a vedersi, tecnico, mancino ma che conclude indifferentemente con ambo le mani da sotto, tiro sicuro dalla media, bel passatore e rimbalzista. Efficace e utile. E’ il migliore dei Ramblers per punti segnati (15.0) rimbalzi (6.7) stoppate (33 complessive) e financo assist (3.0). Degli altri non ho molto da dire ma tutti aiutano in difesa e portano il proprio mattone in attacco non sprecando palloni e selezionando accuratamente i tiri. Vinta facilmente la Missouri Valley Conference, staremo a vedere come saranno accoppiati nella strada che porta alle Final Four: non escluderei che con un po’ di fortuna ci possano arrivare. https://loyolaramblers.com/sports/mens-basketball/schedule https://loyolaramblers.com/sports/mens-basketball/roster#sidearm-roster-coaches https://loyolaramblers.com/documents/2020/12/6/2021_MBB_Combined_Stats.pdf #19 SAN DIEGO STATE – Mai visti giocare, militano però in una Conference (la Mountain West) di scarsoni e hanno perso 3 partite. Chissà magari la vinceranno pure; dopo, ragionevolmente, credo proprio che troveranno presto chi li metterà in riga. https://goaztecs.com/sports/mens-basketball/schedule https://goaztecs.com/sports/mens-basketball/roster https://goaztecs.com/sports/mens-basketball/stats/2020-21 #20 TEXAS TECH – Cosa devo dire? Le squadre di Coach Chris Beard non mi sono mai piaciute e credo proprio che non mi piaceranno mai. Gioco lento, tutto impostato sugli esterni, i lunghi non li considera proprio. A parte il Freshman russo, neanche pivot, Vladislav Goldin i più alti del roster sono 6’7’’, due metri e qualche centimetro col salto e con le scarpe. Sì, difendono duro (62.3 subiti a gara, al 19° posto come difesa nella NCAA) e questo è da sempre un requisito che apprezzo e che riconosco al Coach dei Red Raiders, tuttavia è poco per fare apprezzare a un amante del basket old style come me (più corretto sarebbe dire del basket vero ma mi limito, visto l’andare dei tempi) un gioco che definire perimetrale è dire poco. Molto apprezzabile comunque quello che durante una partita è stato presentato un po’ come il suo motto: “the mental is to the physical as 4 to 1” assolutamente condivisibile. Giocatore più rappresentativo la Guardia 6’2’’ Mac McClung, un nome che dimostra ulteriormente, come se ci fosse ancora bisogno, che i geni abbondano a tutte le latitudini. Proveniente (trafugato? ormai tutti questi trasferimenti risultano assai, assai sospetti) da Georgetown, buoni mezzi fisici, bel primo passo, elevazione al di sopra della media per un bianco. Anche un buon tiro, suo il canestro da 6 metri e mezzo che a 3 secondi dalla fine ha portato i Red Raiders alla vittoria a Austin sul campo della Texas University ai primi di Gennaio. Segna 16.1 punti di media. Degli altri non saprei cosa dire, mi sembrano tutti uguali, stento davvero a distinguerli l’uno dall’altro, a parte il cavernicolo Avery Benson che si riconosce tra tutti ma non per meriti cestistici. Giunti appena settimi (9-8 totale 17-9) nella durissima Big 12 non la conquisteranno sicuramente e nemmeno andranno lontano nella March Madness. https://texastech.com/sports/mens-basketball/schedule https://texastech.com/sports/mens-basketball/roster https://texastech.com/sports/mens-basketball/stats/2020-21]]></description>
			<dc:creator>Franz</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 23:39:46 +0100</pubDate>
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			<title>Franz scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[#11 KANSAS – In un certo senso la sorpresa dell’anno. Sono stati in tanti a perdere giocatori importanti quest’anno e a pagare dazio. Squadre sempre molto accreditate, nobili, come Duke, Kentucky, Michigan State, North Carolina, hanno patito l’abbandono delle loro stelle e non sono riusciti a rimpiazzarle come erano stati in grado di fare per anni. Lo stesso si immaginava potesse capitare ai Jayhawks, a fine 2019/20 se ne sono infatti andati il pivottone titolare Udoka Azubuike, migliore rimbalzista (10,5) e secondo realizzatore (13.7) e il play Devon Dotson, miglior marcatore (18.1) e secondo miglior passatore (4.0). Sarebbe stata una catastrofe per qualsiasi team, solo Michigan ha saputo tamponare – al meglio, oltretutto – una simile falla, chiunque altro avrebbe accusato il colpo. Così non è stato per i Jayhawks e, cosa ancora più sorprendente, è che i rossoblù di Lawrence sono riusciti a rimanere ai primi posti del Ranking senza di fatto rimpiazzare al meglio i due che sono partiti ma lavorando e facendo crescere gli stessi giocatori a disposizione nel roster e semplicemente (semplicemente, voglio vedere quanti sarebbero stati in grado) modificando l’impianto di gioco. Grande Coach Bill Self, tanto di cappello! Non c’è un portatore fisso di palla ma sono un po’ tutti gli esterni in campo (Harris diciamo è quello che lo fa quasi sempre quando è in campo essendo l’unica point guard di ruolo, ma lo è per 14.4 minuti, altrimenti a rotazione Wilson, Braun, Agbaji e Garrett) a occuparsi di questa incombenza, non c’è parimenti un pivot fisso a stazionare sotto canestro ma sono le ali (McCormack e Lightfoot, più ali alte, Enaruna più un classico 3) a giocare spalle a canestro o a prendersi carico dei centri avversari in difesa. Spesso inoltre fa incursione con movimenti da pivot l’esterno Ochai Agbaji. In quattro giocano sui 30 minuti (Agbaji, Braun, Garrett e Wilson) altri cinque stanno in campo tra i 10 e i 20 minuti, questo il mix ideato questa stagione dall’ottimo Coach. Il giocatore che più mi piace, pur non essendo un grande talento, è il 6’5’’ Junior Ochai Agbaji. Utilissimo, grintoso, sa fare un po’ di tutto. In 33.5 minuti segna 13.7 punti da tutte le parti del campo; tira bene da 3 col 38.3%, ma sa pure usare il fisico per andare, se serve, sotto canestro. Altro importante interprete dell’attacco di Kansas è diventato adesso il Redshirt Freshman 6’8’’ Jalen Wilson. Già presente in organico la scorsa stagione, dopo due uscite con scarso minutaggio, si ruppe la caviglia ai primi di Novembre e stette fuori fino alla fine del campionato. Rientrato agli inizi di questo si è via via fatto sempre più spazio guadagnandosi sul campo un ruolo di rilievo migliorando il suo rendimento di partita in partita. Filiforme, elegante, è bello da vedere stilisticamente; principale difetto, non sembra avere quel gran carattere. Gioca 29 minuti e segna 12.2 punti, un po’ in calando nel corso della stagione; porta un ottimo contributo a rimbalzo (8.2) è il migliore dei Jayhawks Molto atteso era a inizio stagione la guardia Senior 6’5’’ Marcus Garrett, vari analisti NCAA lo vedevano come uno dei migliori prospetti di tutto il Campionato. Ha un po’ deluso le attese; non perché sia scarso, intendiamoci, quanto piuttosto perché non è cresciuto come in tanti se lo aspettavano. Principale problema, la carenza di leadership. Partiti i big, infatti, sembrava toccasse a lui diventare il principale conduttore del gioco dei Jayhawks: così non è stato. Non che gli manchi la grinta, no, ne ha, solo che quando serve qualcuno che si erga a protagonista difficilmente è lui quello a prendersi carico di questa incombenza. E’ il secondo come minutaggio (32.7) tuttavia non porta granchè in termini di punti (10.2) con percentuali scadenti da 3 (29.6) che costituiscono il suo principale limite. Il meglio lo da in difesa. Fra quelli che stanno in campo 30 o più minuti (30.9) mi piace Christian Braun, guardia bianca Sophomore 6’6’’. Per molti aspetti (seppure non ancora ai suoi livelli di rendimento) mi ricorda la guardia ex Duke, attualmente ai Memphis Grizzlies, Grayson Allen. Intraprendente, con grande elevazione, talvolta tende a strafare e per questo non ha grandi percentuali al tiro. 10.1 punti a gara, quando è in giornata è però in grado di mettere a segno parziali importanti. I Jayhawks, dunque, pagano sostanzialmente l’assenza di un vero e proprio leader, rimangono tuttavia una delle principali alternative ai favoritissimi Bears di Baylor (ai quali hanno inflitto l’unica sconfitta stagionale) per la vittoria nella Big 12; potrebbero pure dire la loro nella corsa alle Final Four. https://kuathletics.com/sports/mbball/schedule/ https://kuathletics.com/sports/mbball/roster/ https://kuathletics.com/wp-content/uploads/2021/03/3.4-Season-Stats.pdf #12 OKLAHOMA STATE – Squadra veloce, brillante, votata al gioco offensivo. I Cowboys sono partiti senza il favore dei pronostici, nessuno pensava che potessero entrare nel Ranking. Lentamente, però, è cresciuta la considerazione nei loro confronti e a suon di vittorie si sono fatti largo e vi sono entrati in pianta stabiile. E’ una squadra non di giganti ma con giocatori dal grande impatto atletico, che cerca sempre il contropiede e il gioco veloce e in difesa non si limita alla sola difesa a uomo ma utilizza la zona e pure, nel caso, la zona press. Un bel collettivo, insomma, anche se, inutile negarlo, hanno una superstar assoluta che spicca sopra di tutti e li trascina. Il giocatore in questione è il Freshman 6’8’’ Guardia Cade Cunningham. Secondo tutti gli analisti della NCAA è il miglior prospetto di tutto il Campionato. Io non ne sono così certo, sicuramente è la migliore matricola. Di questo ne sono certo. Elegante, davvero bello da vedersi, ha tutto. Tiro da fuori, da sotto, palleggio, sa destreggiarsi nel pitturato quando va in penetrazione, passa bene la palla. Ha dei difetti? Chiaro che abbia dei difetti. Innanzitutto il tiro da fuori, è discontinuo; inoltre talvolta sbaglia nelle scelte, è capitato anche in alcuni finali. Cose comunque sulle quali si può lavorare e sono convinto non potrà che migliorare. Aggiungerei, e qua non so quanto invece ci si possa lavorare, che non mi pare un leone. Attenzione. Non che sia una pecora o che sia debole caratterialmente. No. Solo che mi piacerebbe esibisse talvolta un po’ più di grinta, un po’ più di garra. Importanti le cifre, nei 35.1 minuti che sta in campo segna 19.7 punti, col 47.1% da 2 e 42.5% da 3 ai quali aggiunge 6.3 rimbalzi che non sono pochi. Nelle sue mani passano tutti i palloni importanti e tutte le scelte decisive. Il vero leader della squadra però è un altro,è il 6’5’’ Junior Guardia Isaac Likelele. Piglio del condottiero, carismatico, guida la squadra quando è in campo e quando è in panchina. Non eclatante l’apporto di punti (9.8) aiuta però molto a rimbalzo (6.9, il migliore del team) e sta molto in campo (34.4 minuti) perché quando manca si sente. Degli altri nessuno è un fenomeno, io citerei ancora l’Ala Sophomore 6’9’’ Kalib Boone. Molto atletico sotto canestro è bravo nell’usare il fisico per avvicinarsi al ferro, nei pressi del quale utilizza pochi movimenti, scolastici ma efficaci. Cosa possono fare nel finale di stagione? Poco. La Big 12 è micidiale. I favoriti scritti sono i Bears di Baylor; dietro ci sono Texas, West Virginia e Kansas. Qualcosa possono fare ma è difficile che siano in grado di farli fuori tutti. E lo stesso vale per l’accesso alle Final Four. https://okstate.com/sports/mens-basketball/schedule https://okstate.com/sports/mens-basketball/roster https://okstate.com/documents/2021/3/4//OSU_2020_21_51_.pdf?id=25937 #13 TEXAS – A prescindere dal fatto che è uno che dalla panchina è molto partecipe e incoraggia molto i giocatori, in piene linea del resto con la sua formazione umanistica (si è a suo tempo laureato a pieni voti in Storia) posso dire solo che “bravo!” a Coach Shaka Smart: bella squadra. Bella bella. Tosta, tenace, coriacea, quadrata. Non degli energumeni, piuttosto smilzi in tutti i ruoli, però atletici, reattivi, lesti. Veloci. Squadra che gioca secondo meccanismi consolidati, giocatori che si trovano a memoria, è formata da molti giocatori esperti, ovvero negli ultimi anni di carriera universitaria, coi quali si sono ben integrati i più giovani, in particolare la guardia e il lungo Andrew e Kai Jones, solo omonimi. Sono una delle sorprese della stagione, partiti senza il favore dei pronostici, mano mano che si è andati avanti hanno messo in mostra tutto il loro potenziale portando a casa vittorie anche contro squadre prestigiose. Una delle perle, la severa lezione impartita ai più considerati (allora, nel Ranking #8 Texas e #3 Kansas) Jayhawks infliggendo loro la più pesante sconfitta casalinga da quando sono allenati da Coach Bill Self, 84-69. Gioco molto impostato sui piccoli, prevalentemente perimetrale con abbondanza di conclusioni da 3 punti, riesce però, per l’indubbia qualità di questi ultimi, a coinvolgere molto bene i lunghi nelle proprie manovre mettendoli spesso in condizione di prendersi tiri comodi ad alte percentuali. Panchina molto lunga, ampie rotazioni, sono sei i giocatori a stare in campo più di 20 minuti e quattro quelli che giocano tra i 10 e i 20. In più, ragazzi con le palle, tutti, hanno saputo vincere con canestri sul buzzer sia contro North Carolina (Matt Coleman III) che contro West Virginia (Andrew Jones); contro Davidson invece erano in parità e il canestro della vittoria lo ha segnato Courtney Ramey a 20 secondi dalla fine. Squadra anche cazzuta, insomma. Tre gli esterni in doppia cifra. Atletici i lunghi, svegli, dinamici. Aggiungiamoci pure il fatto che i Longhorns sono tosti in difesa, subiscono solo 68.2 di media. Vengo ai singoli. Tutti e sei quelli che giocano più di 20 minuti mi piacciono anche se nessuno lo posso definire una superstar. I tre esterni, partono insieme nel quintetto base, sono intercambiabili. Tirano grossomodo lo stesso numero di tiri e più o meno distribuiscono con la stessa percentuale i tiri da 2 e quelli da 3. Il primo che menziono è uno dei due che giocano più minuti (34.4) il Senior 6’2’’ Matt Coleman III. Veloce, primo passo formidabile, arresto e tiro da manuale (la vittoria all’ultimo secondo contro North Carolina è stata ottenuta proprio con un arresto e tiro più o meno dalla lunetta) è quello solitamente designato a portare su il pallone in attacco. E’ quello che porta più assist (4.2) e segna 12.4 punti. Altro portatore di palla, pur non essendo una point guard (ed è più una combo guard anche Coleman III) è il 6’3’’ Junior Courtney Ramey (34.5 min). Dei tre esterni è quello che tira meglio dalla lunga (44.8%) pur avendo più o meno le stesse caratteristiche degli altri; per lui 13.6 punti. Piccolo capitolo a parte per il terzo esterno titolare dei Longhorns: guardia con momenti da ala Redshirt Junior 6’4’’ Andrew Jones, il miglior marcatore della squadra (14.9 punti e 4.8 rimbalzi). Una storia da libro Cuore. A 8 anni, vittima di un terribile incidente stradale nel quale è rimasto ferito e nel quale la sorella ha avuto una frattura al polso e il padre è rimasto paralizzato, ha dovuto imparare a cucinare e a fare altri lavori domestici per aiutare la famiglia. Fortunatamente gli impegni familiari non hanno scalfito la passione per il basket ed in pochi anni è diventato uno dei teenager più promettenti d’America. Tanto da venir convocato sia per il McDonald’s ALl-American Game che per il Jordan Brand Classic. Catalogato come promessa a 4 stelle, prima di scegliere Texas, fu all’attenzione di varie grandi università come Arizona, Baylor, Louisville, Oklahoma State. Ottima la sua stagione da Freshman nella quale ebbe 11.4 punti di media. A metà della stagione da Sophomore, poco dopo partita nella quale aveva messo a segno il suo career high, a seguito di alcuni malesseri, la terribile diagnosi: leucemia. Per lui si mobilitò tutta la comunità scolastica, in breve furono raccolti oltre 130.000 dollari che gli consentirono di avere tempestivamente le migliori cure e già in Agosto dopo le terapie del caso fu dichiarato guarito e potè riprendere a giocare a basket. La prima partita la disputò nel Novembre, non prima però di essersi ripreso da una frattura a un dito subita ai primi di Ottobre… Insomma, non si può fare a meno che fare il tifo per lui, un vincente nella vita prima che sul campo. Interessanti, scrivevo, pure i lunghi. 4 puro il 6’9’’ Freshman 6’9’’ Greg Brown. Posizionato da ESPN al 9° posto tra i prospetti provenienti dalle high school si è ritagliato un ruolo importante in squadra. Bel fisico salta, senso della posizione, è il miglior rimbalzista della squadra (6.7). In attacco ha buoni movimenti non ha ancora un tiro sicuro complice una meccanica (ricorda un po’ Zach Leday di Milano) migliorabile. E’ comunque considerato già tra i 20 migliori prospetti della nazione. Al 23° posto il Sophomore 6’11’’ Kai Jones. Giocatore verticale, ragazzo sveglio, sa ben scegliere i tiri da prendere 62.8% da 2 e se la cava pure da 3 col 36.7%; utili gli 8.5 punti e i 4.8 rimbalzi in 22.7 minuti. Può giocare da 4 come da 5. 5 puro è invece un giocatore a lui molto simile fisicamente, il 6’10’’ Senior Jericho Sims. Agile, atletico, zompa da paura. Insieme agli altri due forma una Front Line temibile, tirargli davanti arduo, rubargli qualche rimbalzo quasi impossibile. Tira col 67.8% da 2, segna 8.7 punti ai quali aggiunge 6.6 rimbalzi in 23.7 minuti. Conclusioni? Dura battere Baylor nella Conference ma ce la possono fare e con un po’ di fortuna potrebbero arrivare a giocarsela anche per il titolo. Tifo pure per loro. 2020-21 Men's Basketball Schedule - University of Texas Athletics 2020-21 Men's Basketball Roster - University of Texas Athletics https://texassports.com/documents/2020/11/29//Texas_mbb_stats_2020_21.pdf?id=15233 #14 VILLANOVA – Altra squadra super-accreditata dai pronostici della vigilia, i Wildcats del grande Coach Jay Wright di sicuro non hanno smentito chi credeva in loro. Bombardieri accanitissimi (44.1% di conclusioni d oltre l’arco) come consuetudine per le squadre allenate da Jay Wright abbinano un gioco abbastanza controllato in attacco, incentrato sugli esterni e spesso con 5 giocatori fronte a canestro, a una difesa serrata e coriacea. Caratteristica che più mi piace di loro? Presto detto. Il minutaggio. Il loro allenatore, infatti, è uno di quelli che stanno guidando la nuova tendenza del basket americano sia Pro che di college ossia il far giocare le proprie squadre come si faceva una volta: 5 titolari ben riconosciuti e un paio di buoni cambi a suddividersi il minutaggio. E stop. Scelta a mio avviso più che vincente. Non ha senso, a meno che in certi team super danarosi o nelle Nazionali, fare giocare una decina di mezze calzette con rotazioni da far girare la testa, meglio poter contare su un quintetto valido e su un paio di cambi collaudati, magari che possono ricoprire più ruoli. Così da anni fanno a Villanova e funziona. Ricordo tra l’altro, piccola parentesi, che Coach Jay Wright siede sulla panchina di Nova da 20 anni ed è un dei soli 4 allenatori ad aver conquistato (oltre a 7 vittorie di Conference) due o più titoli. Insomma per i Wildcats il Coach è un valore aggiunto non da poco. Giocatore più rappresentativo il lungo 6’9’’ Sophomore Jeremiah Robinson-Earl. Trattasi di 4 atletico, dinamico che gioca fronte a canestro ma, se serve, anche spalle a canestro. In 34 minuti produce 15.2 punti e 8.4 rimbalzi, il migliore in entrambe le statistiche della squadra. Valido supporto un ragazzo che a me piace molto, il 6’4’’ Sophomore Guardia Justin Moore: è un ragazzo sveglio, tenace con un bel fisico. Come tutti i Wildcats tira tanto da 3 tuttavia sa battersi molto bene nel pitturato con bei movimenti. Inoltre, pur essendo un 2 naturale spesso e volentieri porta su palla con grande disinvoltura. Contribuisce con 12.7 punti in 32.8 minuti. Secondo marcatore del team è il Senior 6’3’’ Collin Gillespie. E’ una combo-guard con buoni fondamentali, discreta personalità, un tiro da fuori bello da vedere; i palloni decisivi passano per le sue mani. Non riesce però a piacermi, non è né carne né pesce e dovrebbe pure penetrare di più. Gioca 33.4 minuti e segna 14.0 punti. Ultimo giocatore che segnalerei è l’ala 6’7’’ Senior Jermaine Samuels: caratteristiche simili a quelle di Robinson-Earl, di fatto sono intercambiabili, lo supporta nei pressi del pitturato. 28.9 minuti e 11.4 punti e 6.3 rimbalzi. Partiti molto in alto nel Ranking, sono un po’ scesi col passare dei mesi a causa di alcune sconfitte (Creighton e Butler) nella seconda metà di Febbraio. Hanno chiuso però col botto liquidando seccamente i rivali di Creighton. Naturali favoriti per la vittoria della Big East, hanno tutte le carte in regola per arrivare alle Final Four. Dipenderà certo da quali squadre incontreranno sul loro cammino ma le possibilità di giocare per il titolo ci sono tutte. https://villanova.com/sports/mens-basketball/schedule https://villanova.com/sports/mens-basketball/roster https://villanova.com/sports/mens-basketball/stats/2020-21 #15 FLORIDA STATE – Parlare di Florida State significa innanzitutto parlare di Coach Leonard Hamilton. Grande, uno dei tanti grandi Coach che popolano la NCAA. Dal 2002 sulla panchina dei Seminoles gli è appena stato proposto il rinnovo su base quinquennale. Così, per dire. Personalmente lo apprezzo perché costruisce le sue squadre sempre sui pivot. Che possono essere più o meno forti, sia chiaro, le annate e le generazioni non son sempre uguali, ma i pivot sono sempre alla base del suo gioco. Ricordo così a memoria negli ultimi anni il povero Michael Ojo (visto anche in Italia in Legadue, scomparso durante un allenamento a Belgrado) il 7’2’’ Christ Koumadje attualmente all’Alba di Berlino, il nipote di Dikembe Mutombo Mfiondu Kabengele di stanza ai Los Angeles Clippers. E anche in questa stagione nel pitturato dei Seminoles ci sono dei Big Men di stazza, in particolare il belgradese 7’1’’ Balsa Koprivica, il senegalese 7’2’’ Tanor Ngom, il 6’11’’ di Syracuse Quincy Ballard. Scontato che partendo da questi presupposti il gioco sia bilanciato. Non troppo, a dire il vero, in questa stagione, comunque l’uso del tiro da 3 punti non pesa come in altre squadre, pur non essendo, per i miei gusti, ottimale: 436 tiri tentati su 1204 totali ossia il 36.1%. Pesa anche il fatto, a mio avviso, che la squadra 2020/21 non è forte come quelle degli ultimi anni. Sono sì presenti da tempo nel Ranking (sono entrati e usciti varie volte, a dire il vero) tuttavia più per il generale abbassamento di livello piuttosto che per meriti effettivi. Altra caratteristica costante delle squadre allenate da Coach Hamilton l’utilizzo di molti giocatori in campo, con rotazioni spesso vorticose, per mantenere sempre molto alta l’intensità atletica, sono infatti ben 9 i giocatori che vedono il campo per oltre 15 minuti a partita. Passo ai singoli. Per primo, visto che ne ho già accennato sopra, citerei il pivot che sta per più minuti sul campo (18.7) il belgradese Sophomore Balsa Koprivica. Mi piace. Attenzione, non è ancora un giocatore di basket, il tiro deve essere ancora sistemato, fisicamente deve aggiungere più di qualche chilo, però le potenzialità ci sono (buona mobilità complessiva, senso della posizione, alcuni movimenti interessanti, visione di gioco) e sotto la sapiente guida dello staff tecnico dei Seminoles sono sicuro che verranno esaltate. Per il momento contribuisce con 8.7 punti e 5.4 rimbalzi, cifre importanti visto il minutaggio. Miglior marcatore del team è la Guardia Senior 6’5’’ MJ Walker. Non un accentratore ma uno cui affidare la palla nei momenti in cui serve fare canestro, fa un po’ tutto quello che serve in attacco: 29.1 minuti a gara, 13.1 punti con un valido 44.1% da 3. Mi piace molto quello che è il secondo marcatore dei Seminoles, la Guardia Redshirt Junior 6’8’’ Raiquan Gray. Una forza della natura. Grosso, potente ma al tempo stesso agile, riesce sempre a farsi largo nel pitturato dove spesso domina pure a rimbalzo. Per lui, in 26.6 minuti, 12.4 punti (col 56.5% da 2) e 6.9 rimbalzi. Utilissimo, direi imprescindibile. Importanti contributi anche da due altri esterni, le Guardie Anthony Polite (Redshirt Junior 6’6’’, 45% da 3) e Scottie Barnes (Freshman 6’9’’) spesso in doppia cifra con 10.4 e 9.6 di media. Ragazzi svegli, con bei fisici, dicono la loro a rimbalzo e aiutano in difesa. Come finirà la stagione? La ACC quest’anno è poca cosa, le grandi “storiche” (Duke, Louisville, North Carolina) dopo anni di vacche grasse non hanno reclutato giocatori all’altezza, perciò per i Seminoles potrebbe essere la volta buona: Virginia primi favoriti, loro la principale alternativa con uno spiraglio per Virginia Tech. Nessuna speranza per il Torneo NCAA. https://seminoles.com/sports/basketball/schedule/season/2020-21/ https://seminoles.com/sports/basketball/roster/season/2020-21/ https://seminoles.com/wp-content/uploads/2021/03/MBB-Season-Stats-5.pdf]]></description>
			<dc:creator>Franz</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 23:38:34 +0100</pubDate>
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			<title>Franz scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[# 6 ALABAMA – Non inclusi nel Ranking a inizio stagione, sono saliti di settimana in settimana e sono davvero in rampa di lancio, sempre più convinti dei loro mezzi. Questa convinzione si riverbera nel modo di giocare, votato all’attacco, con la ricerca continua del contropiede e del gioco in velocità, uso spregiudicato del tiro da 3: sparano veramente in continuazione senza paura. Tante rotazioni aiutano inoltre a tenere sempre alta l’intensità mentale e fisica che sostiene una grande efficienza difensiva. Detto questo non posso tacere sul fatto che reputo eccessivo il posto attuale occupato nel Ranking. Alla fin fine i Crimson Tide hanno affrontato nel corso della stagione avversari buoni ma non formidabili riportando sì vittorie con Auburn (2), Kentucky (2), LSU, Florida e Tennessee, tuttavia sono arrivate anche sconfitte contro altri avversari non irresistibili come Oklahoma e Missouri; con Arkansas sono 1-1. In termini di punti il giocatore più produttivo è Jaden Shackelford. Guardia Sophomore, 6’3’’; in 29.6 minuti di utilizzo segna 14.4 punti a partita. Giocatore completo, tria bene da ogni zona del campo, si incunea con profitto nel pitturato dove sa concludere con successo pure fuori equilibrio; ma non mi esalta, manca a mio avviso un po’ di carattere e un po’ di fantasia. Quello che mi piace, tra i Crimson Tide, è la Guardia Senior 6’5’’ John Petty Jr. Lui sì che è bello da vedere. Filiforme però atletico, braccia lunghe e lunga chioma, talentuoso; è il leader di Alabama all time per tiri segnati da 3. Purtroppo palesa talvolta troppa superficialità, sembra anche abbandonarsi in molte occasioni all’indolenza, potrebbe fare tante cose mentre spesso si limita a bombardare da 3 sugli scarichi dei compagni. Immaginavo di vederlo crescere in questa sua ultima stagione al college e invece il suo rendimento e le sue statistiche sono in calo rispetto alla stagione 2019/20. Gioca 31.2 minuti (32.5 l’altro anno) segna 12.8 punti di media (14.5) aiuta con 5.1 rimbalzi (erano 6.5) è migliorato da 2, 55.3% (50%) però è peggiorato da 3, quest’anno 38.6% era il 44%. Herbert Jones (Senior 6’8’’, 10.9 p. e 6.1 r.) e Jordan Bruner (Graduate 6’10’’, 7.0 p. e 4.7 r.) stazionano nei pressi del pitturato pur non essendo dei veri 5 di ruolo. Entrambi fanno bene un po’ di tutto, anche nel caso condurre il contropiede; tirano come gli altri membri della squadra da ogni dove, Brunner addirittura ha scoccato nella stagione più tiri da 3 che non da 2. Prospettive? La vittoria nella SEC è alla loro portata (sono arrivati primi 15-2) anche se a me piacciono di più Arkansas (2° 12-4) e Tennessee (solo 5° 9-7) per arrivare in fondo nel Torneo nazionale dovrebbero avere molta fortuna negli incroci; per me non ce la faranno. https://rolltide.com/sports/mens-basketball/schedule https://rolltide.com/sports/mens-basketball/roster https://rolltide.com/sports/mens-basketball/stats #7 HOUSTON – Houston è una di quelle squadre che ormai mi ricordo. Un po’ perché sono da un paio di anni in posizioni di vertice (83-20 nelle ultime tre stagioni) soprattutto però per il gioco praticato da Coach Kelvin Sampson. Non mi piace, per questo me lo ricordo. Palla agli esterni, circolazione perimetrale, i centri sono un optional cui appoggiare la palla per aprire la scatola o proprio per disperazione. Evidente allora che mi risulta difficile parlare bene dei Cougars. Come tutti quelli che giocano molto con gli esterni, infatti, tirano molto da 3 con la conseguenza di avere prestazioni che si possono definire perlomeno alterne. Il tiro da 3 entra, sono parzialoni; il tiro da 3 non entra, sono cavoli amari. Spezzo solo una lancia nei confronti di Coach Kelvin Sampson: è sempre prodigo di consigli nei confronti dei giocatori, li chiama spesso uno ad uno presso la panchina durante le varie pause di gioco e ogni volta che li cambia ha sempre qualcosa da spiegare loro. Sono cose che un allenatore deve fare e a me piace vederle. Direi ancora in suo favore che gli esterni sembrano ben impostati tecnicamente e, pur non concludendo praticamente mai in penetrazione, dimostrano di avere nel loro bagaglio un bel arresto e tiro. Altro elemento importante che depone a favore del Coach, la difesa: i Cougars sono forti in difesa, fare canestro contro di loro non è assolutamente facile. Sono secondi nella NCAA come punti subiti con solo 57.6 di media e sempre secondi a livello nazionale come Scoring Margin (19.6) dietro a Gonzaga. Miglior marcatore la guardia Junior 6’5’’ Quentin Grimes con 17.9 a partita. Guardia pura, non porta palla, non costruisce il gioco anche se è un buon passatore; tira senza problemi da tutte le zone del campo, da 3 ha buone percentuali (38.8%) sa fare bene l’arresto e tiro ed è valido nelle penetrazioni. Forse non è un trascinatore ma quando l’ho visto io non c’erano le situazioni per dimostrare di doverlo essere. I Cougars militano nella American Athletic Conference dove sono arrivati secondi dietro Wichita State, se la vedranno con loro e con i Tigers dell’Università di Memphis (sconfitti Domenica con una bomba di Mark da metà campo sul tabellone all’ultimo secondo) condotti dal bravo Penny Hardaway. Finite le Finali di Conference giocheranno ancora qualche partita e poi torneranno a casa dove davanti alla tv potranno godersi in tutta tranquillità le Final Four. https://uhcougars.com/sports/mens-basketball/schedule https://uhcougars.com/sports/mens-basketball/roster https://uhcougars.com/documents/2021/2/28/mbkb_Houston_Stats.pdf?path=mbball #8 ARKANSAS – Sono tifoso di Arkansas. Del resto non può essere altrimenti. E’ una squadra di basket, gioca il vero basket, il basket che mi piace. Primo cercano sempre il contropiede e il gioco in velocità. In subordine fanno circolare con pazienza la palla; giocano spesso insieme col pivot e col post. Ovvia conseguenza una buona distribuzione dei tiri, 64.1% da 2 e 35.9% da 3. Onore al merito di Coach Eric Muselman, già assistente di Mike Fratello a Memphis, Head Coach a Golden State e Sacramento e figlio tra l’altro del Coach NBA Bill. Uno bravo. Uno che sa costruire gioco e uno che sa dirigere bene a bordo campo, sempre molto presente e partecipe in panchina. Molti i giocatori coinvolti, 6 con minutaggio sopra i 20, in totale 9 sopra i 10 minuti. Uno spicca comunque su tutti, lo swingman Freshman 6’6’’ Moses Moody. Grandissimo prospetto, segna in ogni modo, tira con buone percentuali dalla lunga (38.6%) ma realizza con regolarità dalla media e sa penetrare con efficacia; sa pure passare bene la palla e l’ho visto varie volte sfruttare bene questa sua dote andando in post contro le difese a zona. In 33.0 minuti segna ben 17.5 punti ai quali affianca pure 5.7 rimbalzi. Non solo. Ha grande tempismo per le stoppate, assieme a Vanover e Williams ne fanno 5 e mezzo a gara. Proprio mi piace. Come mi piace un altro giocatore imprescindibile dei Razorbacks, JD Notae. Guardia, Redshirt Junior, 6’1’’, è una Point Guard bravissimo a dettare i ritmi e a far circolare la palla. Mani svelte, buona elevazione, fa sempre le cose giuste al momento giusto. 22.3 minuti in campo per lui e riesce a produrre 12.9 punti, tanti secondo me. Un bel collettivo quello assemblato da Coach Muselmann, con altri due giocatori in doppia cifra, l’Ala Graduate Senior 6’7’’ Justin Smith (12.5 punti) e l’altra Ala Graduate Senior 6’6’’ Jalen Tate (10.9). Segnalo però un altro che mi garba molto, si tratta del lungo Redshirt Sophomore Connor Vanover, 7’3’’. Ecco perché lo segnalo, perché maniaco come sono del gioco incentrato sui lunghi, quando vedo uno con queste misure mi esalto e parimenti mi commuovo. Bianco, magro come un grissino può giocare da 4 come da 5, fronte a canestro o spalle allo stesso. Pure lui sa giocare da post. La mano è morbida, tira con regolarità da 3 (con un onestissimo 33.3%) è pressocchè infallibile dalla lunetta e questo fa di lui un’autentica rarità nel panorama dei pivot o semitali sotto tutte le latitudini. Sta in campo 17.9 minuti e segna 7.1 punti con 5.0 rimbalzi ai quali si aggiungono quasi 2 stoppate a gara. Gran potenziale. Come grande è il potenziale del team. Non erano presenti nel Ranking a inizio stagione, sono emersi gradualmente per entrarvi in pianta stabile nel mese di Febbraio. Sconfitti a dire la verità da tutte le squadre buone che hanno incontrato fino a Gennaio (Missouri, Tennessee, LSU, Alabama e Oklahoma State) si sono però prontamente riscattati mettendo sotto nell’ultimo mese Kentucky, Missouri, Florida, Alabama ed LSU, praticamente vendicandosi di quasi tutti coloro che li avevano messi sotto. Possono vincere la Southeastern? La concorrenza è dura; Alabama, LSU, Florida, Tennessee e la stessa Missouri non sono squadre da prendere sottogamba. I Razorbacks però sono in forma e viaggiano a gonfie vele con il morale alle stelle: ce la possono fare e se il tabellone li aiuta possono anche arrivare alle Final Four. Lo spero, sarebbe una vittoria del vero basket. https://arkansasrazorbacks.com/sport/m-baskbl/schedule/ https://arkansasrazorbacks.com/sport/m-baskbl/roster/ https://arkansasrazorbacks.com/stats/mbb/2020-21/teamcume.htm #9 OHIO STATE – Mah. Non riesco proprio a digerirli, una combriccola di esterni con un falso mini-centro. Di fatto l’antitesi di come costruirei io una squadra di basket. Godono invece di grande considerazione presso esperti ed analisti NCAA, non riesco davvero a capirlo perché alla fin fine si sono piazzati solo al quinto posto in una Conference seppure combattutissima come la Big Ten. La più dura di tutte, sicuramente, ma un quinto posto è un quinto posto, con un bilancio discreto ma non eclatante (12-8). Hanno vinto con squadre non di alto lignaggio (Rutgers 2-0, Wisconsin 1-0) sono in pareggio con un paio di big (Illinois 1-1 e Iowa 1-1) sono sotto con due squadre non si primo livello (Minnesota 0-1 e Purdue addirittura 0-2). Concludendo: li avrò visti giocare una decina di volte e ancora stento a riconoscere i principali giocatori. Sono polli di allevamento, non ricordo niente di loro, per chi vuole vedere le cifre rimando ai link qui sotto. In ultima analisi è scontato che non credo possano ottenere alcun risultato nella Off Season; non che non possa accadere, qualche merito ce l’avranno pure loro se sono finiti così in alto nel ranking, solo che veramente dovrebbero verificarsi alcune congiunzioni astrali che al momento mi è difficile poter prevedere. https://ohiostatebuckeyes.com/sports/m-baskbl/schedule/ https://ohiostatebuckeyes.com/sports/m-baskbl/roster/ https://ohiostatebuckeyes.com/wp-content/uploads/2021/03/Season.pdf #10 WEST VIRGINIA – Squadra plasmata dal grande Coach Bob Huggins, 300 e passa vittorie con 2 differenti università, Cincinnati e West Virginia, più di lui solo Roy Williams con oltre 400 a North Carolina e Kansas. Grande coach al di là della sola singola apparizione alle Final Four del 2010. Le sue squadre difendono sempre duro e giocano un bel basket ragionato se non riescono a condurre il contropiede che è la prima opzione offensiva. In più le sue squadre hanno sempre grande grinta, non mollano mai, ad esempio in questa stagione i Mountaneers sono stati capaci di rimontare dal -19 a 12 minuti dalla fine a casa dei Cowboys di Oklahoma State del ragazzo prodigio Cade Cunningham, oltretutto proprio la partita successiva all’abbandono di uno dei suoi giocatori più importanti. Si perché il Sophomore 6’9’’ originario del Congo Oscar Tshiebwe a fine 2020 ha abbandonato la squadra (sembra sia destinato a Kentucky) ed è tra i ragazzi di West Virginia quello che godeva di maggior considerazione da parte degli addetti ai lavori USA. Nessun problema, il team gialloblù era nel Ranking e nel Ranking ci è rimasto addirittura guadagnando posizioni. Bravi, con Coach Bob Huggins tutto è possibile! Chiaro, naturalmente, che anche i giocatori ci mettano del proprio. Normalmente ognuno porta il suo mattone, da quando se ne è andato Tshiebwe ognuno porta un mattone e un pezzettino in più. Tutti aiutano, tutti giocano insieme. Asse della squadra? Neanche a dire, ovviamente, l’asse play-pivot, Bub Huggins è un grande e si vede anche dall’impostazione. Non è, dico subito, proprio l’asse tradizionale, ma il materiale è valido, in particolare alla base. Come numero 1, infatti, c’è il Sophomore 6’2’’ Miles McBridie. A voler essere di manica larga diciamo che è una point guard. Porta su la palla, chiama i giochi, serve i lunghi. Niente di tale. E segna, anche in questo caso niente di tale. Tranne quando va in trance. Quando va in trance è mostruoso. Inarrestabile! Ricordo di averlo visto un po’ di sfuggita un paio di volte e mi aveva colpito, poi il 25 Gennaio ho avuto modo di vedere tutta la sfida tra loro che erano #11 e Texas Tech che era #10. In 33 minuti aveva fatto 5 punti con 1/6 al tiro, commesso due sfondamenti e fatto fallo cercando di subire uno sfondamento. Disastro, 61-71 a 7 minuti dalla fine. A quel punto, però, si è accesa la luce. Canestri da tutte le posizioni, neanche uno sbaglio, qualche bomba ma soprattutto arresto e tiro e penetrazioni. Morale della favola? 24 punti totali, canestro decisivo in entrata a due secondi dalla fine sotto di uno (non la bomba dei cretini, per dire) e vittoria 88-87. Ecco, questo è Miles McBridie, uno che da un momento all’altro si accende e inizia a metterla dentro in ogni modo. Mi piace, e tanto, in 33.8 minuti di impiego porta 15.4 punti con una buona distribuzione di tiri (70% da 2 e 30% da 3) smazza 4.8 assist e aiuta pure a rimbalzo (3.9). Sotto canestro, invece, evolve il 6’10’’ Junior Derek Culver. Concretissimo. Non molti movimenti offensivi ma efficaci, solido, sempre molto concentrato, affidabilissimo. Non lo sposti in difesa e se prende posizione in attacco sono cavoli amari, gioca 26.4 minuti, segnando 14.8 punti e portando a casa 9.8 rimbalzi, cifre di assoluto valore soprattutto se parametrate a un impiego non proprio eccezionale. Il resto della squadra è formato da bravi ragazzi che sgobbano duro in difesa e svolgono con regolarità il proprio compito in attacco. Tra di loro emerge la guardia 6’3’’ Junior Sean McNeal. Gioca 28.6 minuti e addiziona 11.9 punti. Caratteristica peculiare? Tira bene da 3 ed è un giocatore di striscia, se si accende può far scaturire parziali importanti. Imprevedibile. Come sono imprevedibili i Mountaneers. Hanno vinto contro squadre del Ranking come Oklahoma State, Texas Tech (2 volte) Kansas, hanno perso – sempre per una manciata di punti, talvolta anche ai supplementari – contro Oklahoma, Kansas Texas e Baylor facendo però sudare ai rivali le proverbiali sette camice. Giocano in una Conference durissima come la Big 12 dove militano autentiche corazzate come Baylor, Kansas, Texas, Texas Tech, Oklahoma e Oklahoma State, resta il fatto che se in giornata possono fare fuori chiunque. Non sono favoriti ma proprio non escluderei che, magari aiutati dalla sorte, possano arrivare fino in fondo nella Big 12 come alle Final Four. https://wvusports.com/sports/mens-basketball/schedule https://wvusports.com/sports/mens-basketball/roster https://wvusports.com/sports/mens-basketball/stats]]></description>
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			<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 23:37:05 +0100</pubDate>
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			<title>Franz scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[#1 GONZAGA – I predestinati, la squadra schiacciasassi, un’autentica macchina da guerra. Via via nel corso della stagione ha rullato tutti quelli che si è trovata di fronte. Mica avversari da poco, tra l’altro: subito alla prima hanno messo al tappeto #XX Kansas, poi il 2 Dicembre #XX West Virginia, il 19 Dicembre nell’attesissima sfida contro #XX Iowa (ci si giocava il primato del Ranking, gli Hawkeyes erano caricatissimi e uno dei loro giocatori più forti, Jordan Bohannon aveva apertamente proclamato che a fine mese sarebbero diventati loro i #1) hanno vinto di 11 (99-88) ma stando avanti per tutto il secondo tempo di 20 e oltre; quindi è stato il turno il 26 Dicembre di #XX Virginia, una delle migliori difese di tutta la NCAA, schiantati 98-75. Il resto del campionato è stato in discesa, un susseguirsi di trionfi e passeggiate, nella propria Conference infatti i Bulldogs da anni non hanno nessuno che neanche possa ipotizzare di contrastarli. E questo è quello che mi ha proprio impressionato. Negli anni passati la squadra di Coach Mark Few massacrava tutti nella West Coast trattandosi di una Conference non competitiva come possono essere altre, vedi BIG 10, ACC, SEC, giusto per citarne alcune, si posizionava a livelli altissimi nel Ranking ma dopo, quando si trovava davanti avversari più tosti, interrompeva presto il suo cammino nella March Madness. In questa stagione pare tutto diverso, subito ci sono stati scontri contro team di altissimo livello e subito Gonzaga ha fatto la voce grossa mostrando a tutti chi è la squadra da battere. Tutti fatti fuori allo stesso modo, distrutti a inizio partita con parziali spaccagambe e poi controllati a distanza. Gonzaga è una corazzata, segnano tutti e segnano tanto, XX punti con XX di margine di media. Quattro giocatori spiccano. Quello che più mi piace è il Senior 6’7’’ Korey Kispert, XX punti di media ed eccezionale fromboliere dalla lunga distanza XX%. Mortifero, giocatore di striscia, quando è in trance agonistica non lo ferma nessuno, ha uno stile di tiro bello ed efficace da tutte le posizioni. Altro top scorer il Sophomore 6’10’’ Drew Timme, lungo moderno che gioca più fronte a canestro che non con le spalle rivolte (pochi tiri da 3, però, che non è necessariamente un difetto) il quale ne mette XX e porta a casa XX rimbalzi. Concreto come pochi. Terza punta il neo arrivato Freshman 6’5’’ Jalen Suggs, XX a gara. Discontinuo come tutti i giovani, ha vissuto la sua giornata di gloria contro Iowa quanto ne ha infilati 27 con 7/10 dall’arco; e completo, talentuoso, anche se un po’ frignone, basta sfiorarlo che vola a terra modello Neymar. Quarto moschettiere il francese Redshirt Junior 6’5’’ Joel Ayayi. Non un grande tiratore per essere un esterno (XX% da 3) è però un grande agonista che si butta dentro e crea scompiglio nelle difese avversarie con le sue penetrazioni e i suoi rimbalzi (XX). Utilissimo è QUELLO CHE STA IN CAMPO PER PIU’ MINUTI (XX). Cifre importanti, insomma, per questi quattro, il roster è comunque ampio e anche tutti gli altri che scendono in campo risultano determinanti e portano il loro mattone alla causa: sapranno arrivare i Bulldogs fino alla fine? Non sono i miei preferiti ma me lo auguro per loro, hanno letteralmente dominato la stagione, vincendo a mani basse e giocando un basket frizzante e parimenti efficace: se lo meriterebbero. https://gozags.com/sports/mens-basketball/schedule https://gozags.com/sports/mens-basketball/roster https://gozags.com/sports/mens-basketball/stats/2020-21?path=mbball #2 BAYLOR – L’alternativa a Gonzaga, squadra da battere N°2, da anni posizionata nei quartieri alti del Ranking. Principale interprete del corri e tira nella NCAA, non riesco comunque a farmela piacere. Non tanto per il corri, quanto per il molto tira. Da 3. Molto, eccessivo per quanto mi riguarda, le cifre apparentemente non esagerate (39.1% di tiri da 3 sul totale) ingannano, non descrivono appieno l’uso che ne fanno i Bears. Fanno un paio di passaggi e tirano da 3, uno è solo (boh, vabbè) e tirano da 3, vanno in contropiede si bloccano e tirano da 3. No, proprio troppo per i miei gusti. C’è da dire comunque che tirano tutti decisamente bene, i ragazzi di Coach Scott Drew (il più vincente nella storia dell’università texana) ben in nove (9!) a tirare sopra il 40% da oltre l’arco. In più, la cosa che veramente aborro con tutte le mie forze, giocano praticamente sempre con cinque uomini fronte a canestro, ben di rado (per sbaglio?) un lungo, l’unico lungo che si trova in campo, mai due contemporaneamente, parte con le spalle rivolte all’anello; e se per caso si trova nel pitturato è solo per andare a rimbalzo o per prendere uno scarico da chi si trova in penetrazione, mica per una manovra a difesa schierata: a difesa schierata sempre tutti e cinque fuori dal pitturato, spesso tutti e cinque oltre l’arco, e vai col pick and roll. Solo pick e niente roll, a dire il vero, il bloccante va al massimo a rimbalzo, in tanti casi sta semplicemente fermo e si prepara a tornare in difesa. Rotazioni lunghe per i Bears, 9 giocatori con 10 o più minuti in campo. Squadra in terza posizion come attacco (85.6 di media) e che ne subisce appena 65.6, al terzo posto nazionale come Scoring Margin. Questa, se vogliamo, l’unica caratteristica che mi piace: al di là di come possano andare le cose in attacco, i Bears difendono sempre alla grande; fare canestro contro di loro è difficile, in quattro partite gli avversari non hanno raggiunto i 60 punti, in due partite i Bears non li hanno fatti arrivare nemmeno a 50. Volendo cercare il pelo nell’uovo potremmo dire che nell’ultimo periodo hanno vacillato, sconfitta contro Kansas e vittoria stentata all’overtime contro West Virginia; in queste partite è emerso infatti palesemente il difetto principale del team, ovvero una certa inconsistenza sotto canestro. Un po’ prematuro comunque per parlare di un trend anche se i gialloverdi non sembrano più così brillanti come fino a poco tempo fa. Veniamo ai singoli. Se li prendiamo individualmente, per quanto a mio avviso la forza di Baylor sia nel collettivo, i giocatori sono mediamente bravi in ogni ruolo, indiscutibili dal punto di vista tecnico e anche questo deve andare ad onore dello staff guidato da Coach (fratello di Bryce, già giocatore NBA, attualmente Coach a Vanderbilt) Scott Drew. Leader dei Bears la combo-guard 6’3’’ Junior Jared Butler. “Oustanding player”, “great kid”, “a winner”, alcune delle definizioni di lui sentite dai vari telecronisti. Bravo, non si discute. 17.1 punti e 4.9 assist in 29.8 minuti, miglior marcatore dei Bears. Grande mano, principale terminale offensivo, ottime percentuali dalla distanza (44.4%) ha un ottimo primo passo e sa destreggiarsi bene sia in penetrazione che nell’arresto e tiro. In certe giornate, vedi contro Kansas (7/9 da 3) è inarrestabile. Altra punta (secondo marcatore con 15.8) il Senior 6’4’’ guardia pure lui MaCio Teague. Sa fare un po’ di tutto come Butler diciamo con un po’ di meno talento ma con maggiore atletismo e con un’attitudine più spiccata ad andare a rimbalzo. Tutto qua. Altro giocatore importante (con gli altri due è quello che sta in campo di più, sui 30 minuti, gli altri sono sui 20) è il 6’2’’ Junior point guard Davion Mitchell. Grazie agli spazi creati dai compagni può tirare spesso, con ottime percentuali (56.0% da 2 e 47.2% da 3) e tenendo una buona media realizzativa; è il migliore della squadra negli assist con 5.7. Dei lunghi non parlerei perché c’è ben poco da dire, sono funzionali al gioco di squadra in attacco e danno il meglio in difesa chiudendo gli spazi e prendendo i rimbalzi. Altrettanto c’è poco da dire del resto del team, tutti abbastanza anonimi ingranaggi del meccanismo creato da Coach Drew. C’è solo un ragazzo che si distingue (oltre che per il fatto che è l’unico non di colore a scendere in campo con un buon minutaggio) tra gli altri, l’ala Junior 6’9’’ Matthew Mayer. Dinoccolato, sembra Shaggy del cartone animato di Scooby-Doo, è un po’ una scheggia impazzita che spesso con le sue iniziative crea scompiglio nelle difese avversarie. Non tantissimi i minuti sul parquet (15.0) nonostante questo contribuisce con 8.3 punti ottenuti con eccellenti percentuali, 55.3% da 2 e 43.1% da 3. In molti casi con la sua entrata in campo ha dato la svolta alle partite. Prescindendo dal fatto che comunque non ha il talento dei tre con più minutaggio a me è quello che piace di più. E con questa considerazione finale si può anche capire perché non abbia quella gran fiducia sulle possibilità di Baylor: probabilmente vinceranno la Big 12 – staremo a vedere quanta resistenza sapranno opporre le rivali, Texas e Kansas in testa - secondo me possono arrivare alle Final Four anche se non ci giurerei. 2019-20 Men's Basketball Schedule - Baylor University Athletics https://baylorbears.com/sports/mens-basketball/roster https://baylorbears.com/sports/mens-basketball/stats #3 ILLINOIS – Squadra che amo. Appassionatamente. Bon, ok, non esageriamo, non è che siano ‘sti fenomeni, sia ben chiaro. La maggior parte di loro non è un granchè. Ma c’è l’asse, anzi l’Asse, con la A maiuscola: l’Asse Play-Pivot. E che Asse, ragazzi, il migliore di tutta la Lega! Senza ombra di dubbio, senza se e senza ma. Con ordine. Parto dal play, che poi play non gioca, ovvero lo fanno fare ad altri tuttavia, quando serve, cioè quando ci sono i momenti veri, quelli che contano, lo fa lui. Mi spiego meglio. La squadra, dicevo, non è fatta da fenomeni; bravi ragazzi, si impegnano, però alla fin fine sono quello che sono. I migliori, quelli che tengono meglio il campo non sono altissimi, ergo il coach deve fare di necessità virtù e mettere in campo il meno peggio che si ritrova in casa, dunque il fenomeno (perché tale è, fortissimo) Junior 6’5’’ Ayo Dosunmu scende in campo e fa un po’ di tutto. Sarebbe point guard ma fa, come dicevo, un po’ di tutto; all around si sarebbe detto una volta, e fa tutto bene. Tira da fuori, da sotto, penetra, passa la palla, tecnicamente sa il fatto suo. 20.9 punti a partita, con 51.3% da 2 e 40% da 3, 5.2 assist (seppure, appunto, non giocando da 1 fisso) e pure 6.2 rimbalzi che non sono assolutamente pochi. E le cifre non dicono quanto è bello da vedere. Elegante, sinuoso, intelligente e positivo. Ricordate Magic Johnson come sorrideva in campo? Ecco, lui in questo gli somiglia: sorride dopo una bella giocata, sorride con i compagni di squadra, sorride in campo parlando con gli avversari. Insomma, è uno che quando gioca si diverte, e lo dimostra, e già questo me lo farebbe apprezzare a prescindere. In più è anche uno che sul campo è in grado di fare un po’ di tutto e di farlo dannatamene bene. Uno dei più bei talenti attualmente nella NCAA. Nel ruolo di centro, invece, evolve uno dei più interessanti prospetti nel ruolo in questo momento in Division 1. Sophomore, 7 piedi netti, originario di Kingsotn in Giamaica, Kofi Cockburn (Freshman Of The Year 2020 della Big Ten Conference) impressiona non appena lo si vede. Fisico bestiale. Forse non troppo mobile, nemmeno dotato di un’elevazione eclatante, colpisce però per l’imponenza. E’ grande e grosso. Materiale grezzo, grezzissimo, c’è molto lavoro da fare per insegnargli a giocare, ma uno con un fisico così non lo trovi dietro l’angolo. Per il momento ha nel suo bagaglio pochi movimenti, elementari. Se prende palla nei pressi del pitturato è meglio scappare. Non lo muove nessuno e fa danni. 17.3 punti col 66% da 2 e 9.6 rimbalzi, sono cifre che contano, soprattutto se portate in dote da uno che sa appena appena giocare a pallacanestro. Se questo impara, sono cavoli amari per tutti. E sta imparando. In questi ultimi due mesi è diventato sempre più intraprendente e sicuro di sé e il rendimento suo e della squadra è cresciuto in maniera esponenziale. Acquisendo infatti maggiore pericolosità offensiva riesce anche ad accentrare le difese avversarie lasciando sempre maggiore spazio per le conclusioni dei compagni. Il resto della squadra, dicevo, non è costituito da fenomeni, ci sono comunque un paio che si distinguono. Uno è il Freshman portoricano 6’1’ Andre Curbelo. Parte dalla panchina, giocatore di rottura, quando entra porta fantasia e imprevedibilità creando sempre scompiglio con le sue penetrazioni e segnando canestri importanti. Inoltre passa molto bene la palla dentro, sa innescare a meraviglia il pivottone Kofi Kockburn. E’ il quarto marcatore della squadra con 8.8 punti, cresce e impara di giorno in giorno. Altro elemento che si distingue, partendo pure lui dalla panchina, è il 6’9’’ Junior georgiano Georgi Bezhanishvili. Utilissimo. Gioca sia spalle che fronte a canestro, un po’ 4 un po’ 5, è dotato di una buona tecnica, talvolta fa da cambio a Cockburn, talvolta (e sono i momenti che preferisco) ci gioca assieme formando una coppia di lunghi fra le più efficaci della NCAA. Pregi e difetti della squadra? Il tiro da 3, che per i Fightin Illini è sia un pregio che un difetto, croce e delizia. Pregio, perché i ragazzi di Coach Brad Underwood tirano con una buona percentuale da oltre l’arco da 3 punti, 38.2%. Difetto, perchè tirano poco. Pochissimo, rispetto alla media sotto ogni latitudine, 471 tiri su 1516 complessivi, il 31%. Se non un record poco ci manca. Detto così, sinceramente non parrebbe neanche un difetto, il problema però è che non tirando molto da 3, spesso, pur segnando molto di per sé, non riescono ad assestare parziali importanti agli avversari (così a memoria ricordo solo un 28-5 nel secondo tempo contro Northwestern complice il 9% al tiro dei Wildcats) finendo in molti casi per essere risucchiati e dovendo giocarsi le partite sino alla fine con patemi eccessivi quando potrebbero rilassarsi ben prima del 40°. Attenzione, però: sono in rampa di lancio. Nell’ultimo mese stanno giocando sempre meglio ogni giorno che passa, hanno scalato il vertice del Ranking facendo fuori tutte le più pericolose rivali della Big 10. Purdue, Iowa, Minnesota, due volte Wisconsin, Michigan in casa dei Wolverines seppellendoli sotto un ventello. A inizio stagione sembravano un serbatoio di talenti destinati a mettersi in vetrina, adesso sono una squadra vera che cresce di giorno in giorno e sta sempre più acquisendo fiducia nelle proprie possibilità. Se continuano così possono vincere l’aggueritissima Big 10 e anche conquistare il Trofeo NCAA. https://fightingillini.com/sports/mens-basketball/schedule?path=mbball https://fightingillini.com/sports/mens-basketball/roster/2020-21#sidearm-roster-coaches https://fightingillini.com/sports/mens-basketball/stats?path=mbball #4 MICHIGAN – Da anni una delle mie squadre preferite per via dell’assetto tradizionale di gioco: playmaker (vero) costruttore di gioco e pivot grande e grosso a fare spazio dentro l’area. Giocavano così col vecchio allenatore John Beilein, giocano così anche dalla scorsa stagione quando gli è subentrato l’ex giocatore Pro, ex Wolverine dei famosi Fab-Five, Juwan Howard. Non mi ha mai convinto come giocatore mi piace tanto come coach. Sempre attento, prodigo di suggerimenti ai giocatori, tempestivo nel chiamare i timeout; fa difendere prevalentemente a uomo ma quando serve sparigliare le care tira fuori dal cilindro una bella zona-press a tutto campo o una 2-3. Utilizza sei uomini sopra i 20 minuti e altri due sopra i dieci. Ha anche reclutato bene. I Wolverines infatti hanno perso alla fine della scorsa stagione proprio il play ed il pivot titolari, Zavier Simpson e Jon Teske (causa conclusione della carriera universitaria) elementi affidabili di alto rendimento e non era facile trovare gente che li sostituisse al meglio. Così è stato. Anzi, nel ruolo di pivot è arrivato il gigante 7’1’’ Hunter Dickinson che da subito si è affermato diventando già da inizio stagione il miglior realizzatore (14.3) e il miglior rimbalzista (7.7) del team. Posso solo che parlare bene di lui. Giocatore dell’anno delle high school del Maryland, mancino massiccio, tecnico, intelligente, la cosa che stupisce di più è che gioca con la freddezza del veterano: mai fuori dalle righe, mai un atteggiamento sconveniente, raramente lo vedi commettere una forzatura o un passaggio sbagliato. Percentuali eccellenti (60.8% da 2) ha pure un buona meccanica di tiro dalla medio-lunga distanza, dalla lunetta segna col 75.0%, volendogli trovare un difetto direi che in difesa è abbastanza fermo sulle gambe. Non so come funzionino queste cose, mi piacerebbe ci fosse qualcuno che me le spiegasse, al posto del play Zavier Simpson che ha concluso i quattro anni di università è arrivato un… omologo. Non tanto per la fortissima somiglianza fisica, brevilineo pure il 5’11’ Mike Smith, quanto per il fatto che Smith è un Graduate Student, ovvero uno studente laureato, giocava alla Columbia University con una media carriera di 18 punti; raccomandato da Jimmy Butler. Come è mai possibile? Come si spiega la cosa? Mah, non mi resta che prendere atto e andare avanti. Mike Smith è un razzo, velocissimo nei cambi di passo e nei cambi di direzione si è inserito al meglio nel gioco della squadra di Michigan venendo impiegato 31.0 minuti e ricambiando con 8.7 punti. Al di là comunque dell’intelaiatura, per così dire, classica dei Wolverines impostata sull’asse play-pivot, in realtà è ancora più classica (o, se vogliamo vederla altrimenti, postmoderna) in quanto in campo al loro fianco evolve una guardia e due normali ali, non una piccola e una alta. No. Due ali vecchio stampo, tendenti al 3 insomma, che sono gli altri principali terminali offensivi. Quello che segna di più è il 6’7’’ Senior Iasiah Livers, 13.7 punti e 6.1 rimbalzi, movimenti sciolti non lo puoi lasciare libero dalla linea perché ti punisce sugli scarichi e anche costruendosi il tiro da solo, un 87.0% per lui di tutto rispetto. L’altro 3 che gli gioca al fianco è il tenace tedesco Franz Wagner, fratello di quel Moritz ex Wolverine, attualmente nei Pro a Washington. 12.9 punti, 6.3 rimbalzi, maestro nell’arresto e tiro, abile in penetrazione, è calato in questa stagione nel tiro da 3 seppure restando temibile: personalmente non lo lascerei mai solo, neanche a 9 metri dal canestro. Completa il quintetto l’altra guardia (i quattro esterni comunque si scambiano spesso le posizioni) Senior 6’1’ Eli Brooks che sa fare un po’ di tutto; aiuta a portare su la palla, penetra, bombarda, per lui 8.7 a partita. Interessante anche l’altro giocatore arrivato sul mercato (a ‘sto punto così si deve dire, vista la situazione) in questa stagione, il 6’5’’ Senior Chaundee Brown Jr. proveniente da Wake Forest e che ha sostituito come sesto uomo il 6’0’’ Junior David Dejulius passato a Cincinnati. E’ anche lui un 3, fisico massiccio, valido in penetrazione e con un tiro affidabile, aiuta nel pitturato e mette sul piatto 7.8 punti. Squadra che a inizio stagione non se la filava nessuno, non faceva nemmeno parte del Ranking, ha saputo conquistarsi giorno dopo giorno (memorabile la vittoria contro Wisconsin ottenuta con un parziale a cavallo dei due tempi di 43-6) lo spazio che le compete. Al 28 di Febbraio sono saliti addirittura al Numero 2. Dopo è arrivata la bruciante (76-53) sconfitta casalinga del 2 Marzo contro Illinois. Una brutta battuta d’arresto che non dovrebbe comunque pregiudicare in alcun modo il prosieguo della stagione: senza ombra di dubbio può essere posta tra le favorite per la vittoria di Conference e per quella finale. https://mgoblue.com/sports/mens-basketball/schedule https://mgoblue.com/sports/mens-basketball/roster https://mgoblue.com/sports/mens-basketball/stats #5 IOWA – Non mi nascondo, anche loro sono tra i miei preferiti, 5 giocatori bianchi in quintetto. Attenzione, però, qui devo fare una premessa perché magari non vorrei essere frainteso. Gli amici del Blog lo sanno, qualcuno che passa di qua ogni tanto o per la prima volta e legge senza conoscermi potrebbe invece stracapire, quindi devo subito fare chiarezza: non sono un suprematista, sono del tutto alieno a un certo tipo di ideologie. Anzi, da questo punto di vista, se dovessi abbandonarmi a certi pregiudizi ideologici tipici di certa sinistra, gli Hawkeyes dovrebbero proprio starmi antipatici. Stato rurale del Midwest - anche se non prettamente come altri, eh, attenzione, vi sono sedi di importanti industrie manifatturiere e tecnologiche e un particolare regime fiscale ha dato luogo negli ultimi decenni a un’importante crescita nel settore finanziario, il PIL prodotto dall’agricoltura rappresenta adesso appena il 3,5% complessivo - come tanti della zona, principale produttore di mais e soia degli USA (così per dire) il 90% della popolazione è bianco, c’è una percentuale sul 5% di ispanici, appena il 2% è di colore. Alle ultime elezioni presidenziali ha vinto (chi lo avrebbe mai detto?) anche se non con percentuali bulgaro-oklahomiane Donald Trump. Insomma, dal punto di vista antropologico non è che a priori avrebbero proprio i requisiti per starmi simpatici al primo sguardo. Epperò proprio questa loro caratteristica minoritaria, clicchi il mouse chi si ricorda di una squadra di serie maggiore di qualsiasi campionato planetario senza un giocatore di colore in quintetto base, fa di loro un team assolutamente anomalo nel panorama cestistico. Senza infatti cadere nel luogo comune che vede un po’ contrapporsi la considerazione “neri atletici vs bianchi tecnici” devo però constatare che il principale pregio degli Hawkeyes è proprio questo: sono giocatori tecnici. Tutti bene impostati, in tutti i ruoli che sono chiamati a ricoprire. Portabandiera indiscusso il Senior 6’11’ Luka Garza. Figlio della sorella di Teoman Alibegovic, Sejla, giocatrice professionista in Europa, e di Frank Garza, giocatore di basket nella NCAA e addirittura (i casi della vita) presidente con gestione visionaria ma a dir poco deludente qui a Trieste, proprio per questo ultimo motivo anche lui non sarebbe in partenza un giocatore che sarebbe in cima alla mia lista di preferenze e simpatie. Ma è forte, sa giocare a basket. Tecnico e concreto, si muove con dimestichezza nel pitturato ed ha un efficace tiro da fuori e dalla lunga. Non troppo atletico e mobile forse, per questo motivo potrebbe non avere un grande futuro a livello professionistico, tuttavia a livello NCAA è uno che sposta gli equilibri, 23.9 punti (3° nella NCAA) e 8.4 rimbalzi a partita ne fanno uno dei top player indiscussi del campionato. E’ spesso immarcabile, gli danno la palla spalle a canestro e lui sa come arrivare sotto e metterla dentro oppure la prende anche oltre l’arco da 3 e la mette dentro con naturalezza per aprire la scatola. Giocatore completo. Gli fa da primo scudiero il 6’6’’ Junior Joe Wieskamp 15.1 punti, grande bombardiere (48.1% da 3) giocatore di talento, in grado di assestare parziali importanti e spesso decisivi, non lo puoi mai lasciare solo perché ti massacra da ogni parte del campo. Bell’attaccante e pure eccellente difensore. Altro giocatore che mi intriga e il play (point guard, va’) Redshirt Senior 6’1’ Jordan Bohannon, non grandissime cifre (comunque 10.3 punti col 40% da 3) ma grande personalità. Anche lui se entra in striscia è in grado di stendere al tappeto chiunque, nel secondo tempo contro Northwestern ne ha infilati 19 con 5/5 da 3. E sa passare benissimo la palla, al ritorno contro Minnesota ha messo a segno il suo career high con 14 assist, mica noccioline. Coach McCaffery nel corso della stagione ha fatto crescere molto tra i piccoli il Sophomore 6’0’ Joe Touissant (colored e del Bronx, cosa volere di più dalla vita?) che ha portato velocità e pure lucidità in regia. A livello complessivo Iowa segna un sacco di punti (85.3, secondi a livello nazionale) e vince con distacchi importanti grazie ad un uso forse talvolta eccessivo (seppure efficace) del tiro da 3; mi piace molto la difesa che fanno, generalmente a uomo, quando serve tirano fuori una bellissima zona press e una interessante match-up. Hanno subìto molto a livello mentale la sconfitta contro Gonzaga che ha messo a nudo la loro eccessiva dipendenza da Luka Garza e che ha scalfito molte certezze, tuttavia nel corso della stagione il Coach ha saputo mano mano sgravare da compiti eccessivi il proprio fuoriclasse facendogli crescere vicino il Redshirt Sophomore 6’11’ Jack Nunge biancone (ma guarda) tecnico che ha portato in dote 7.1 punti e 5.3 rimbalzi in soli 15.7 di utilizzo. Quando gioca insieme a Garza sono una delle migliori coppie di tutta la NCAA. Il problema è che si è fatto male al ginocchio contro Michigan e sarà out per il resto della stagione. Una brutta tegola. Cosa dire di altro? Dopo un grande inizio hanno subito alcune importanti battute d’arresto, in particolare contro le più accreditate rivali della Big 10: Illinois, Ohio State, -20 contro Michigan. Vanno avanti ad alti e bassi, l’infortunio di Nunge peserà come un macigno, però se magari qualche avversario si fermasse per conto proprio per strada, per la vittoria di Conference come per la corsa al titolo potrebbero dire la loro. https://hawkeyesports.com/sports/mbball/schedule/ https://hawkeyesports.com/sports/mbball/roster/ https://hawkeyesports.com/sports/mbball/cumestats/season/2020-21/]]></description>
			<dc:creator>Franz</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 23:35:42 +0100</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[Sul punto 3 adesso c'è anche il fattore Giappone che attira 'isolani' e giocatori dei Dominions in quantità.]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 23:10:33 +0100</pubDate>
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			<title>Giovanni scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56219</link>
			<description><![CDATA[1. questo è un problema comune agli altri membri della Celtic League (Irlanda, Galles e Scozia), ma impatta molto meno su di loro perchè hanno un bacino d'utenza (leggasi praticanti) molto maggiore del nostro. Casomai sarebbe una buona occasione per far fare esperienza alle seconde linee, ma il sistema dei permit player non è mai stato regolamentato, per non parlare delle Academy collegate alle franchigie, rimaste finora in "mente dei". 2. vedi punto 1 3. nella prima metà anni 90 il rugby union era ancora amatoriale, il che permise ad alcuni nostri top club di ingaggiare tramite sotterfugi alcuni grandi campioni dell'emisfero sud (Kirwan, Green, Botha, Campese, Lynagh, Ella, ecc.) che aiutarono ad elevare i llivello medio del nostro campionato. Col passaggio al professionismo i migliori giocatori disponibili a trasferirsi in Europa preferiscono andare in Francia ed Inghilterra, dove vengono pagati di più e trovano tornei qualitativamente superiori. Inoltre in quegli anni potevamo attingere ad oriundi argentini (Dominguez su tutti) che oggi, con la partecipazione dei Pumas al Rugby Championships è molto più difficile attirare. Insomma, la vedo complicata ripetere le condizioni degli anni 90. 4. la mischia la si può migliorare. Mettendola nelle giuste mani... Nel frattempo infuriano le polemiche in Francia, a seguito della scoperta che il coach Fabien Galthiè ha violato la bolla di Macoussis, in cui è confinata la squadra francese, per andare a vedere una partita del figlio allo Stade Francais. La nazionale aveva ricevuto un permesso speciale dal governo per partecipare al torneo, in cambio di precise regole comportamentali: che a violarle sia stato il capo allenatore in persona rende il tutto ancora più incandescente. Ricordiamo che nel giro di meno di due settimane ben 16 tra giocatori e membri dello staff sono stati trovati positivi. Il che ha provocato anche le lamentele di alcuni club che non potranno usufruire dei giocatori lasciati liberi nel weekend, dopo la definizione dei 23 in lista-gara. In tutto ciò l'unico a difendere il coach è il presidente di FFR Laporte, che candidamente ha ammesso di aver passeggiato allegramente per il centro di Roma, prima di Italia-Francia, e affermando di non trovare strano il violare la bolla se si indossa la mascherina. Qui una sua vivace partecipazione televisiva di qualche giorno fa. https://www.youtube.com/watch?v=DBR2ifl9yxw]]></description>
			<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 15:37:43 +0100</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56218</link>
			<description><![CDATA[Veloce commento sul rugby - 6 Nazioni. . Il XV italiano va in campo con 240 'caps' totali. Le altre squadre stanno tra i 480 e i 900 (tutte le cifre sono arrotondate e approssimative, ma la sostanza è quella). Quindi, fatto salvo che si peschino un paio di annate di marziani che da esordienti fanno la differenza - e non è il nostro caso, stiamo mandando in campo qualcosa di non adeguato alla situazione e i risultati si vedono. Il rugby è uno sport dove la 'cilindrata' intesa come esperienza + massa muscolare è troppo decisiva, non si può allo stato attuale sperare in altro di diverso dai tabellini finali che vediamo. Difficile peraltro accettare la dichiarazione del selezionatore Franco Smith che parla di un orizzonte temporale di 8 anni che credo non esistano nel business plan di chi ha in mano il Torneo (un fondo di investimenti americano). Quindi? La mia idea è che una eventuale 'retrocessione' nel girone Europa potrebbe creare qualche vantaggio. 1. Minor ricorso ai giocatori di Zebre e Benetton che durante il 6 Nazioni si trovano senza metà rosa per giocare il Pro 14. (ed è pure questo un problema) 2. Possibilità di pescare molti più giocatori dalle varie squadre della 'serie A' cosa che potrebbe innescare un progresso generalizzato delle motivazioni e della qualità del gioco. 3. Riferito al punto 2, è quanto accaduto negli anni 90 - 00 gli anni in cui l'Italia è partita da sicure batoste ben più ampie delle attuali contro le squadre top 10 del ranking mondiale è arrivata al punto di acquisire il diritto a potersela giocare nel Torneo. 4. Lo sperato progresso generalizzato potrebbe portare a ricreare una cosa di cui parlava Munari in telecronaca: i XV che ne vincevano almeno una all'anno (nel 2013 battemmo l'Irlanda di Brian O'Driscoll) avevano una fase di gioco a cui ancorarsi: la mischia chiusa. E anche un'altra fase molto competitiva, la 'driving maul' ossia la mischia aperta avanzante con palla nelle mani. Attualmente l'Italia non ha una sola fase di gioco alla quale ancorarsi nel senso di sapere di essere superiori, magari anche di pochissimo, alle altre squadre. Senza di questo non si va da nessuna parte, ma per crearsela questa ancora bisogna avere una generazione (diciamo 5 annate anagrafiche) molto ampia numericamente di gente in gamba, motivata e mentalmente aperta ad essere allenata. Lo vedremo? . Nel frattempo si può dire che l'Italia segna poco, ma le mete che arrivano sono di qualità notevole per efficacia ed estetica. Segno che qualcosa di buono c'è. . (e a proposito di mete di qualità, le prime tre mete del Galles contro l'Inghilterra mi sono sembrate quasi 'metonze', parafrasi dei gollonzi di gialappiana memoria; ma anche qui si torna all'inizio del mio discorso, il Galles ha un numero enorme di caps in campo, il più alto, e a giocare le 'furbe' non hanno rivali)]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 00:05:09 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56217</link>
			<description><![CDATA[Sto guardando il film del 2019 Diamanti Grezzi (Uncut Gems). Qualcuno l'ha visto? Un giudizio sulla prova come attore di Kevin Garnett ? (interpreta sè stesso...).]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 23:33:11 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Franz scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56216</link>
			<description><![CDATA[Grazie ragazzi della considerazione, prometto di presentare il Preview prima delle Finali di Conference, devo solo rivedere un paio di squadre da poco presenti nel Ranking.]]></description>
			<dc:creator>Franz</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 14:57:15 +0100</pubDate>
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		</item>
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			<title>LLANDRE scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56215</link>
			<description><![CDATA[@Franz A quando la preview dell'NCAA? :-)]]></description>
			<dc:creator>LLANDRE</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 22:12:44 +0100</pubDate>
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			<title>Giovanni scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56214</link>
			<description><![CDATA[Monca di Francia-Scozia, che verrà recuperata a data da destinarsi, va in archivio anche la terza giornata del Sei Nazioni. All'Olimpico si assiste all'ennesimo quanto imbarazzante monologo degli avversari degli azzurri, che prendono il largo già nel I tempo con tre mete. Poco prima dell'intervallo c'è spazio per l'unico lampo dei nostri col bel assist di Garbisi per Meyer, unico a salvarsi oggi nel marasma generale. Un dato significativo su tutti: i 15 placcaggi su 73, mancati dai nostri a metà gara. Poi nel secondo tempo è solo Irlanda. Trentesima sconfitta consecutiva nel torneo e notte fonda per il rugby italiano. A Cardiff partita vibrante tra Galles e Inghilterra, con gli ospiti che si addormentano in occasione della prima meta dei padroni di casa, sono sfortunati sulla seconda (forse viziata da inavanti), ma poi reagiscono da par loro e risalgono fino al -3 (17-14). Ad inizio di seconda frazione c'è però una nuova dormita collettiva che permette a Sheedy di andare a segno ed ai dragoni di portarsi oltre il break (24-14). Gli ospiti trovano però la forza di reagire prima col piede di Farrell, poi con una magia di Youngs, riportandosi in parità con quasi 20 minuti da giocare. Ma a fare la differenza è l'indisciplina che costa loro 9 punti da tre piazzati di Hardy, prima che Beard in chiusura metta definitivamente la parola fine (40-24). Per il Galles c'è la Triple Crown ed una seria ipoteca sul titolo finale.]]></description>
			<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 20:17:43 +0100</pubDate>
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			<title>LLANDRE scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56213</link>
			<description><![CDATA[ Accidenti, sono stato preso sul serio! :D Grande rudi!!!]]></description>
			<dc:creator>LLANDRE</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 19:01:22 +0100</pubDate>
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		</item>
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			<title>Lofoten scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56212</link>
			<description><![CDATA[Buck, per una squadra che gioca un'infinità di partite tiratissime in Eurolega, affrontare una gruppo di sconosciuti probabilmente non pagati fa sicuramente tirare il fiato. Il risultato era scontato, e anche preparare qualcosa aveva poco senso, non si ripeterà una situazione del genere in quella competizione. Comprendo che non dare 100 punti al Khimki sia quasi un'onta...]]></description>
			<dc:creator>Lofoten</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 13:37:09 +0100</pubDate>
			<guid>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56212</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56211</link>
			<description><![CDATA[Sicchè mi ero perso che secondo la paladina dem Alexandra acasio Cortez gli algoritmi sono razzisti (e magari, ecco, il loro uso si presterebbe ad "usi impropri"...) https://www.punto-informatico.it/algoritmo-razzista/ ...ma per fortuna c'è il "disclaimer antirazzista" pure per Kermit e gli altri Muppet Show... https://www.wired.it/play/televisione/2021/02/22/disney-disclaimer-razzismo-muppets/ ..ein fine, ho scoperto da pochissimo che, altroche algoritmi: la matematica stessa https://lanuovabq.it/it/lultima-follia-la-matematica-antirazzista ..può essere"razzista e bianca"... ...mi domando solo come abbia fatto a vivere fino ad adesso senza queste "acquisizioni"........]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 13:32:19 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56210</link>
			<description><![CDATA[Forse l'album più bello e ricco di contenuti di LD... https://www.youtube.com/playlist?list=PLciWrFkeOzIQ1Uqy39hgdC8QRmOpKPErR]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 13:16:48 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56209</link>
			<description><![CDATA[Eh, ma che ci volete fare: è il campionato più bello, professionistico e..telegenico del mondo.... https://www.facebook.com/LaGiornataTipo/photos/a.142465759213328/3500502550076282/ :-)))))]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 13:14:56 +0100</pubDate>
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		</item>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56208</link>
			<description><![CDATA[Già che ci siamo: questa qui : https://www.youtube.com/watch?v=0hGhl7ki3HM sempre da Rumours è stata utilizzata tale e quale da Lucio Dalla per questa canzone https://www.youtube.com/watch?v=XKZ4tQL40CQ peraltro ben arrangiata. Non lo dico io ma lo spiega il grandissimo RickyPortera in un bellissimo documentario che si può vedere su Sky Arte in cui viene fatta l'analisi di alcuni grandi dischi della musica italiana degli anni 70 e 80 (Dalla, Pino Daniele e altri). Vorrei tenere alla larga qualsiasi sospetto: la canzone di Dalla è produzione artistica di qualità e valore. Che abbia preso la base da un altro brano è solo dimostrazione di apertura mentale. Con Rumours i Fleetwood hanno costituito il fondo pensione per sè, figli e nipoti, quindi non ne farei una questione venale. Inoltre come disse Keef Richards "le note sono sette, la prima canzone se la sono cantata Adamo ed Eva e da lì in poi è tutto copiato".]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 10:24:08 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Giovanni scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56207</link>
			<description><![CDATA[Dopo un weekend di pausa, torna il Sei Nazioni di rugby. Domani alle 14.15 scendono in campo all'Olimpico le due formazioni finora deluse. Il coach degli azzurri conferma la "linea giovane", vista nei due precedenti confronti, l'unica novità di rilievo è l'assenza di Allan, che lascia la squadra senza un vero cambio all'apertura (anche se, all'occorenza, può giocarvi Canna, schierato primo centro). Irlanda che ritrova il faro Sexton e scala un paio di veterani (Healy e Earls) in panca, inserendo al loro posto Kilcoyne e, soprattutto, Larmour, che in passato ci ha già causato dispiaceri. Ospiti che hanno si perso entrambe le prime due uscite, ma per un totale di soli 7 punti, a differenza dei nostri 63. Una sconfitta con margine inferiore al doppio break sarebbe giù risultato apprezzabile da parte nostra. Alle 17.45 la grande sfida di Cardiff tra Galles e Inghilterra. Dragoni che finora hanno costituito un po' la sopresa del torneo, che si presentano al meglio, avendo recuperato Navidi e North (al cap numero 100), assenti con la Scozia, e che quando vedono maglie bianche con la rosa traggono stimoli enormi. Eddie Jones, nonostante le critiche ricevute, tira dritto tornando a puntare sull'usato sicuro del blocco-Saracens: l'unica novità è l'esordiente Martin in panchina. Pronostico apertissimo: dico Galles, ma di stretta misura. Purtroppo Francia-Scozia, prevista per domenica, è stata rinviata a causa dei contaggi da covid di alcuni giocatori e membri dello staff dei transalpini.]]></description>
			<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 14:14:52 +0100</pubDate>
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		</item>
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			<title>Buck scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56206</link>
			<description><![CDATA[AX-Khimki, ultrasintetico Chi ha la pazienza di leggermi credo conosca, dopo tanti anni, le mie idiosincrasie, e quindi non si sorprenderà del fatto che consideri la partita giocata stasera contro al pòover sugamàan una delle peggiori della stagione. Non si è mai veramente rischiato, ma l'atteggiamento scazzato di parecchi oggi è di quelli che riescono immancabilmente a risvegliare il mio lato sadico: Fosse per me, ad esempio, Punter questa sera rimane chiuso nella secondaria del forum a correre suicide drills fino alle 7 di domani mattina, con qualcuno che ad ogni cambio di verso gli spara una pallonata cercando di prenderlo in faccia. Lascio solo un approfondito commento tecnico su Jeremy Evans: 2.06 'staceppa (nulla che non si sapesse già, comunque). Per tutto il resto, da rivedere]]></description>
			<dc:creator>Buck</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 22:58:09 +0100</pubDate>
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		</item>
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			<title>Boki_ZD scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56205</link>
			<description><![CDATA[Ho "Go your own way" dei Fleetwood Mac in loop :))))))))))))))))))))))))))))) )))))))))))))))))))))))))))))) spaccano]]></description>
			<dc:creator>Boki_ZD</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 19:03:31 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Boki_ZD scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56204</link>
			<description><![CDATA[ hahahahahahahahahahahahahahaha haahahahah non l'avevo visto 'sto post hahahahahahahahahahahaahahahah aahaha e vabbe', a qualcuno tocca fare la parte del cretinetti ingenuo che parla ai muri ;)]]></description>
			<dc:creator>Boki_ZD</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 19:01:12 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Boki_ZD scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56203</link>
			<description><![CDATA[Stamattina "La giornata tipo" ha postato un elogio pugnettaio al piu' "grande talento italiano di sempre", S. M. Gallinari per una "simultanka" da dietro l'arco. Siccome odio che qualcuno che si ritiene competente (ma non lo e') si burli della mia intelligenza, ho passato meta' giornata a smerdarli. Gallinari oh, casella trofei ZERO a 32 anni. E a tutta la sua schiera di ammiratori (povero Gallinari, non ce l'ho con lui), andate a ciapa' i rat.]]></description>
			<dc:creator>Boki_ZD</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 18:59:22 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56202</link>
			<description><![CDATA[Solidarietà a Boki e Leo che, sulal pagina della Giornata Tipo, per difendere....l'ovvio (ovvero Gallinari buonissimo giocatore da RS NBA...di adesso, peraltro ..) sono stati oggetto di attacchi (per fortuna la maggior parte educati..e non è un'ovvietà, al mondo d'oggi) da parte di nba-omani per i quali il gallo è il nec plus ultra....]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 18:18:36 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56201</link>
			<description><![CDATA[Andata dei quarti di finale di Champions League di pallavolo femminile. 8 squadre. 4 italiane 3 turche 1 polacca. Uno dei quarti vede il derby Scandicci - Conegliano. Conegliano ha una striscia aperta di 49 vittorie iniziata nel 2019 tra campionato e coppa. Delle 49, moltissime sono facilisssimi 3 set a zero in poco più di un'ora. Scandicci vince primo e terzo set, Conegliano il secondo. Quarto set Scandicci avanti 19 a 15, Conegliano in un buco, sportivamente parlando. Minuto di Conegliano. Succede una cosa che ho già notato: il vice parla alla squadra e a favore di microfoni. Poco più in là, inascoltato, il capo allenatore a 4 occhi con l'alzatrice decide il da farsi come se fosse nel caveau di una banca privata svizzera. Cosa si siano detti appare chiaro: 6 punti arrivano nello stesso modo. Palla alta 4 metri e 'bastonata' di Paola Egonu sulla quale non c'è a Scandicci, ma forse nel Mondo, qualcuno in grado di fare opposizione. Nemmeno i muri a 3 che ovviamente arrivano quando è chiaro che lo schema viene ripetuto a (altrui) sfinimento. In mezzo c'è un primo tempo della centrale Folie ovviamente liberissima e 2 muri dell'altra 'sistah' Miriam Sylla. Al tie break vince Conegliano 17 a 15 annullando due match point di Scandicci. La striscia è di 50 tonde. Storicamente il record è di 72 della Teodora Ravenna. Era il periodo 1985 - 87, i set andavano ai 15 e si faceva punto solo sulla propria battuta.]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 17:03:58 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56200</link>
			<description><![CDATA[Confermo che Mistery Train (il film) è capolavoro assoluto. Visto tanti anni fa, ma ancora 'presente'.]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 16:48:55 +0100</pubDate>
			<guid>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56200</guid>
		</item>
		<item>
			<title>rudi scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56199</link>
			<description><![CDATA[Ho un amico che per più di vent'anni ha suonato in una tribute band di Elvis (The Colonels): se serve lo posso contattare. Riguardo al pezzo di Sergio suggerisco, per chi non l'avesse visto, il film Mistery Train di Jim Jarmusch, in particolare l'episodio del giapponese fanatico di Carl Perkins...]]></description>
			<dc:creator>rudi</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 10:22:20 +0100</pubDate>
			<guid>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56199</guid>
		</item>
		<item>
			<title>LLANDRE scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56198</link>
			<description><![CDATA[ Oh, yeah! :-) Stefano, dobbiamo organizzarci per la prossima Sconvenscion. Dopo questo ennesimo pezzo su Elvis e dintorni, dobbiamo trovare un chitarrista da far duettare con Sergio - visto che credo sia un po' difficile convincere Dan Peterson a venire ... - per dargli modo finalmente di sfoggiare il repertorio completo dei pezzi di Elvis. Sarebbe un terzo tempo della Sconvenscion strepitoso! :lol:]]></description>
			<dc:creator>LLANDRE</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 20:41:16 +0100</pubDate>
			<guid>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56198</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Lofoten scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56197</link>
			<description><![CDATA[Visitando tanti anni fa i Sun Studios rimasi "sconvolto" che tanta musica nacque in un luogo tutto sommato così modesto, il mondo capovolto rispetto alla pacchianissima ed infinita villa di Elvis, sempre lì in zona. Agli studios in pratica non c'era nessuno, alla villa una fila immensa, visita solo guidata, gadget infiniti, agli studios non avevano nemmeno una t-shirt da vendere (erano inizio anni '90, ora se ne vedono). Esiste solo il vero Kinotto, tutti gli altri chinotto sono volgari imitazioni...come la leggende dei gelati che costano milioni... Sul discorso di Rebraca, basta osservare i risultati delle squadre giovanili serbe per capire la spirate discendete presa da quella scuola, poi i talenti se ci sono emergeranno sempre]]></description>
			<dc:creator>Lofoten</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 23:01:32 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56196</link>
			<description><![CDATA[Thanks a lot, Stefano! Io, per la verità farei anche come vioialtri nelle vostre zone: un'"ombra" a partirte dall'alba e poi continuare alla bisogna, ma magari poi per me è troppo!:-))))))]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 21:50:42 +0100</pubDate>
			<guid>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56196</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56195</link>
			<description><![CDATA[L'altro modo di bere scuro (pubblicità degli anni 80) Il chinotto o per meglio dire il KINOTTO : https://www.youtube.com/watch?v=DQde-VM1re8]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 21:18:49 +0100</pubDate>
			<guid>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56195</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56194</link>
			<description><![CDATA[Parlando di basket, magistrale Zeljko Rebraca https://www.b92.net/sport/kosarka/vesti.php?yyyy=2021&mm=02&dd=23&nav_id=1816292 nella sua “disamina dei tempi attuali”: vale per la sua Serbia, ma, in alcuni punti, credo si possa attagliare a qualsiasi altro Paese: “Sinceramente, al momento non vedo nessuno delle nuove generazioni ad alto livello. Gli ultimi sono stati Bogdan Bogdanovic e Nikola Jokic. C’è bisogno di molte rinunce e di molto lavoro. Io dico sempre che era Darko Vujosevic quello che aveva il migliore sistema di lavoro coi giovani cestisti. Lavorava con loro individualmente e poi, ancora giovani, li “gettava nel fuoco”. Ora nei team abbiamo moltissimi stranieri, soprattutto nelle posizioni di playmaker ed ala forte. Se vediamo la Nazionale serba, dopo Vasilije Micic e Milos Teodosic non avviamo nessuno che, in posizione di play, possa giocare ad alto livello come loro. Non dico che ciò non si possa cambiare, ma occorre lavorare molto. L’allenamento di squadra non è sufficiente; si deve lavorare instancabilmente a livello individuale.” E’ stato poi chiesto al centro ex Benetton (che ha aperto una sua Accademia cestistica) se ci fosse qualche cestista che gli ricordasse qualche giocatore della sua generazione: “Dalla generazione 2000 in poi l’approccio mentale è molto cambiato. Non dico che no ci sia potenziale, ma devi amare la pallacanestro e devi lavorare moltissimo. Oggi tutti vorrebbero una scorciatoia. I manager fanno un cattivo servizio ai giocatori, delineando un quadro fallace. So che tutto,oggi, gira intorno ai soldi. I genitori dei ragazzi spesso cercano, attraverso l’affermazione dei loro figli, di uscire dalla crisi. Ma questi sono ostacoli ed è questo che cerco di spiegare ai ragazzi in Accademia. Capisco benissimo che, se qualche famiglia vive in difficoltà, sia portata a prendere decisioni in fretta e furia. Ma il danaro , in sostanza, dovrebbe essere la conseguenza del duro lavoro e non la causa. Devi essere affamato di pallacanestro e di successo. Se è così’, pure l’aspetto materiale verrà certo soddisfatto, come normale conseguenza. Tutti noi siamo passati attraverso questo modo di pensare, e questo cerco di inculcare ai ragazzi”. Nel corso della sua carriera Rebraca ha lavorato con parecchi allenatori di qualità: il prof. Nikolic, Vujosevic, Obradovic, Ivkovic e Mike D’Antoni… “E’ necessario saper riconoscere i ragazzi. Uno potrebbe essere momentaneamente talentuoso, ma questo non significa che un domani diverrà automaticamente un cestista di successo. Ci sarà, magari, qualche cestista che sta lì, accucciato nell’angolino, e a cui occorre trovare il bottoncino da premere per accenderlo e che potrà diventare un grande cestista, come ad esempio, Jokic. Chi se lo aspettava da lui che sarebbe diventato un cestista di alto livello? Ma alla fine ci è riuscito. Possiamo fingere, adesso, di dire che ce lo saremmo tutti aspettato, ma non è vero. Una simile situazione dimostra agli altri ragazzi, che magari sono in sovrappeso, che possono riuscire nel basket, e che non serve essere necessariamente superatleti e saltare in cielo per essere ottimi giocatori. Ma devi lavorare, lavorare e lavorare. Le generazioni di oggi sono molto pigre. Le reti sociali e i giochini di consolle prendono loro molto tempo. Le nostre generazioni esano continuamente fuori , all’aperto: noi giocavamo, mentre quelli di oggi, per lo più, stanno al computer. Nemmeno a scuola è più come prima. Ora, quando i ragazzi vengono ad allenarsi, occorre per prima cosa insegnare loro come correre e migliorare la mobilità” . Sin qui Rebraca; e , temo, la cosa non potrà che peggiorare, rebus sic stantibus…]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 13:52:07 +0100</pubDate>
			<guid>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56194</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56193</link>
			<description><![CDATA[Sul prezzo, beh, niente da dire: sprazzi di musica a me poco conosciuta(ammetto, ahimè, di essere stato e di essere ancora, me meschino e me tapino, più ”provlive” a sigle e cartoons preadolescenziali..) e non resta che leggere, appuntare, andare sul Tubo e ..cercare di far proprio (nel caso tutto incontri i nostri gusti, ca va sans dire..) il bagaglio musicale immenso sciorinato, sul blog, ora da Stefano ora da Sergio;ed anche il titolo del pezzo(ricordando un brano sempiterno dei Beatles ma riferentesi alla casa discografica della città dei Grizzlies) è sempre una chicca, come il 90 per cento dei titoli di ogni pezzo del Sumeramikoto: se li andate a leggere confrontandoli poi col contenuto di ogni pezzo ve ne avvedrete senz’altro: lo dico perché ho sempre amato l’arguzia e uil sano sarcasmo promananti dalla più varia “titolistica”, sia in settimanali sportivi come il Guerin Sportivo o politici come ,all’epoca, il “Male” o perché no, in quotidiani come “Il Manifesto” o (concedetemelo…) Libero; ma ecco, rimanendo (molto “a latere”, ok ) in ambito musicale, leggendo queste notizie https://lanuovabq.it/it/coca-cola-ai-suoi-dipendenti-chi-e-bianco-e-razzista https://www.ilgiornale.it/news/mondo/coca-cola-ai-dipendenti-siate-meno-bianchi-1926086.html mi è venuto in mente Michael Jackson, talento musicale sin dalla più tenera età, che ha passato parte della sua vita adulta a ..seguire al contrario le “direttive” impartite nel corso di formazione ai dipendenti della CC; in pratica, mancava poco e si sarebbe fatto il bagno nella varichina, pur di “sbiancarsi”; che dire, a livello personale mi trovo in difficoltà: sono “bevitore compulsivo” della….”pozione farmaceutica-brainchild di John Pemberton”: ma, alla luce di quest’ennesima follia politically correct,(per non parlare dei benefici sulla salute e….sulla linea…) vorrei cambiare bevanda; ma la Pepsi non mi piace: chi mi consiglia qualche bevanda “stile soda” che sia buona ed al contempo non affine a queste follie mediatiche leggendo le quali ci sarebbe solo da ridere per non piangere? Grazie per le risposte!:-))]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 13:51:34 +0100</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56192</link>
			<description><![CDATA[(Meticciato) Aggiungo solo, e poi mi taccio, che, riprendendo i commenti sul post precedente, proprio la Sun Records è la dimostrazione che avere, senza preclusioni, orecchio e occhio per la qualità, quale ne sia la provenienza, è la base per un lavoro di successo destinato a durare. Mescolare diverse 'tradizioni' per creare una novità destinata a diventare un classico. Magia. Ma ci vuole la mente aperta. Sam Phillips l'aveva, speriamo di averne sempre ed ancora.]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 10:39:04 +0100</pubDate>
			<guid>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56192</guid>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/432-here-comes-the-sun#comment-56191</link>
			<description><![CDATA[Eccoci.... speravo un po' di commento, ma qui siamo andati di lusso. Devo dire che leggendo l'articolo di De Luca ho avuto l'impressione che gli avessero commissionato un boxino di 8 righe sulla cessione dei diritti e poi gli abbiano detto "in mezz'ora ci devi riempire tre quarti di pagina". Due indizi: sbagliato a scrivere il nome del mitico tra i mitici Ahmet Ertegun, il 'turco' che ha scritto una grande parte della storia della musica americana e pure di quella inglese visto che in USA i Roling Stones e i Led Zeppelin hanno trovato etichetta e mercato proprio tramite la Atlantic Records, e poi quell'accenno al fatto che sulla Sun c'è un film di 2 ore visibile su You Tube; come dire, andate a documentarvi lì per bene.... a meno di conoscere un certo giornalista con la passione del basket. . Per la cronaca: il giornalista, scrittore e musicologo Peter Guralnick citato da Sergio è il punto di riferimento per lo scrivere di musica da decenni. https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Guralnick Potete comprare a scatola chiusa qualsiasi pubblicazione con il suo nome in copertina, anche perchè, citando wikipedia: In contrast to contemporaries such as Lester Bangs, Ian Penman and Nick Tosches, whose music writings are marked by idiosyncratic, self-referential and highly personal styles, Guralnick's writing is characterized by a colloquial approach that is clean and understated by comparison. He has been called "the dean of rock 'n' roll storytellers".]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 10:26:45 +0100</pubDate>
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